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Microsporogenesi


La microsporogenesi è il processo di formazione dei granuli pollinici. Il processo che avviene è il seguente: 1- Le cellule iniziali sono le cellule madri delle microspore, con corredo cromosomico diploide (2n); 2- Per meiosi, da una cellula madre delle microspore, si originano 4 microspore aploidi (n); 3- Ognuna di queste microspore andrà incontro ad una fase di sviluppo, per formare il granulo pollinico. 4- Vi è quindi una struttura con corredo cromosomico n. Però per effettuare la fecondazione sono necessari più nuclei, perché nelle piante si parla di doppia fecondazione. Quindi queste cellule si dividono ulteriormente per mitosi, quindi da una cellula n si formeranno due cellule n. - Ora possono accadere due processi: o si formano i rivestimenti esterni oppure vi è un’altra mitosi, con formazione di altre cellule. La formazione di una terza cellule deve sempre avvenire, ma può verificarsi o subito o quando il granulo pollinico arriva sullo stigma. In ogni caso alla fine della maturazione del granulo pollinico avremo 3 cellule con patrimonio cromosomico pari a n. Questo insieme di 3 cellule è composto da: o Una cellula vegetativa, responsabile della formazione del tubetto pollinico, prolungamento che andrà dal granulo pollinico alla cellula uovo (nella sacca embrionale); o Due cellule generative, che effettueranno la fecondazione, per formare uno zigote (embrione) e una struttura di riserva (per questo si parla di doppia fecondazione). Se la maturazione del polline avviene nella teca, avremo già queste tre cellule presenti nel granulo pollinico all’apertura della teca, mentre se la maturazione avviene sullo stigma, il polline avrà due cellule, una vegetativa e una generativa. Sullo stigma avverrà poi la divisione mitotica della cellula generativa, che originerà le due cellule generative (per avere sempre un numero pari a 3 cellule). Ogni singolo granulo pollinico pollinico dovrà essere rivestito esternamente, e questo rivestimento ha la duplice funzione di protezione dall’ambiente esterno e di riconoscimento. Questo rivestimento è composto dall’esina, lo strato più esterno (l’esina è costituita a sua volta da due strati, sexina ed exina, la sexina serve per il riconoscimento sessuale, la parte della nexina è il rivestimento più interno), poi vi è l’intina, e infine, ancora più internamente la membrana. L’esina, oltre a determinare il riconoscimento del polline, regola anche la diffusione del polline. Se infatti l’esina presenta una superficie corrugata il granulo pollinico si diffonderà tramite animali (insetti pronubi o anche animali di dimensioni maggiori), se la struttura è liscia il polline si muoverà attraverso il vento. Ogni specie ha un esina esterna specifica, e questo rivestimento viene utilizzato in paleobotanica al fine di riconoscere le piante in base alla tipologia di polline, e di capire come queste si siano evolute.

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