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descrizione dei gruppi sanguigni

In questo appunto vengono descritti i gruppi sanguigni, con analisi delle varie tipologie di gruppo sanguigno, come ad esempio il gruppo sanguigno A, il gruppo sanguigno A, il gruppo sanguigno AB, il gruppo sanguigno O, con descrizione degli studi che hanno condotto alla loro importante scoperta nell'ambito della genetica. Di seguito nel corso dei vari paragrafi viene anche descritto il fattore RH, con gli studi effettuati in ambito genetico che hanno portato alla loro scoperta grazie a varie teorie ed esperimenti. Viene anche effettuata un po' di storia sui gruppi sanguigni con analisi delle teorie che sono state elaborate per la loro scoperta. Infine viene anche portata avanti una descrizione dei due concetti fondamentali in ambito genetico del cosiddetto genotipo e del cosiddetto fenotipo, con descrizione delle loro fondamentali proprietà e caratteristiche principali.

Indice

Gruppi sanguigni
Gruppo sanguigno A
Gruppo sanguigno B
Gruppo sanguigno AB
Gruppo sanguigno 0
Il fattore RH
Storia dei gruppi sanguigni
Genotipo
Caratteristiche del genotipo

Gruppi sanguigni


I gruppi sanguigni sono quattro, denominati A, B, AB e 0. Ogni gruppo sanguigno si distingue dall’altro per la presenza o assenza di molecole dette antigeni, presenti sulla superficie dei globuli rossi. I globuli rossi in definitiva come conformazione sono tutti gli stessi, concavi da una parte e convessi dall’altra.
I gruppi sanguigni vengono ereditati dai genitori alla nascita e presentano dei contributi genetici da parte di entrambi i genitori. Fino alla fine dell'Ottocento si ignorava la presenza dei gruppi sanguigni che sono stati scoperti nel corso del Novecento, ovvero nell'anno 1901. Molto importanti nel settore della genetica sono stati gli studi effettuati dallo studioso Karl Landsteiner che hanno garantito la scoperta di aspetti molto importanti che hanno portato alla determinazione di quelli che furono i gruppi sanguigni. Vediamo ora i gruppi sanguigni in modo più approfondito.

Gruppo sanguigno A


Gruppo sanguigno A: la superficie dei globuli rossi presenta una sostanza chiamata antigene A, e quindi sono presenti gli anticorpi B. Il gruppo sanguigno A si articola a sua volta in due sottogruppi che sono il sottogruppo sanguigno A1 e il sottogruppo sanguigno A2 Questa tipologia di gruppo sanguigno è molto presente in Europa, nell'area occidentale del Continente asiatico, poi nell'America settentrionale e in Australia. E' meno presente nell'area dell'Asia sudorientale e del Pacifico. Gli individui che presentano il gruppo sanguigno A possono donare a persone che hanno il gruppo sanguigno A o AB e possono ricevere sangue da quegli individui che hanno gruppo A oppure gruppo 0, perché il siero del sangue dei soggetti di gruppo A presenta al suo interno l'agglutinine anti-B, che ha la capacità di far ammassare i globuli rossi e di renderli quindi inutilizzabili.
Le agglutinine sono di due tipologie: le anti-A e le anti-B. Nel plasma il loro compito è quello di far ammassare i suoi globuli rossi.

Gruppo sanguigno B


Gruppo sanguigno B: la superficie dei globuli rossi presenta una sostanza chiamata antigene B, e quindi sono presenti gli anticorpi A. Un individuo può dunque appartenere al gruppo sanguigno B. Il gruppo sanguigno appartenente a questa categoria è presente nel Vecchio Continente europea con una percentuale abbastanza bassa, ovvero di circa il 12 %. Gli eritrociti presentano al loro interno i cosiddetti agglutinogeni B, il plasma invece presenta le agglutinine anti-A (dette anche alfa), quindi il sangue degli individui potrebbe essere trasfuso verso altri individui che presentano il gruppo AB o B ed essi e dunque essi potranno ricevere il sangue dal gruppo B o O. E' molto importante conoscere il gruppo sanguigno in questo caso per poter portare avanti le trasfusioni di sangue.

Gruppo sanguigno AB


Gruppo sanguigno AB: la superficie dei globuli rossi presenta sia l’antigene A che l’antigene B, e quindi non vi sono anticorpi. E’ il ricevente universale. Come detto fa parte dei gruppi sanguigni e si suddivide ancora una volta in due sottogruppi che si chiamano sottogruppo A1B e il sottogruppo A2B.
Gli individui che fanno parte di questo gruppo sanguigno sono degli individui definiti anche come ricettori universali, in quanto possono ricevere il sangue dagli individui che hanno tutti gli altri gruppi. Possono essere però donatori di sangue verso individui che però appartengono al loro medesimo gruppo. Questa tipologia di gruppo è rara e ce l'ha soltanto il 3 % della popolazione europea.

Gruppo sanguigno 0


Gruppo sanguigno 0: la superficie dei globuli rossi non presenta né l’antigene A né l’antigene B. Può donare il sangue a tutti, ma non può riceverlo da nessuno, solo dal suo stesso gruppo sanguigno. Gli individui che possiedono il gruppo sanguigno 0 sono definiti donatori universali per eccellenza, in quanto possono donare il loro sangue a tutti gli individui con gruppo sanguigno differente. Pertanto il donatore di sangue del gruppo zero può donare il sangue a tutte le persone che hanno un gruppo sanguigno differente dal suo, per cui grazie a lui si possono fare delle donazioni di sangue a persone che presentano gruppo sanguigno A, AB e B.

Il fattore RH


Il fattore RH è una molecola proteica che si posiziona accanto all’antigene ed è dovuto alla presenza di una proteina che si trova sulla superficie dei globuli rossi. Il fattore RH si distribuisce quindi precisamente sulla superficie dell'85& degli importantissimi globuli rossi. Inoltre viene trasmesso a livello ereditario dai genitori ai figli.

Chi ha il fattore RH, si dice positivo, chi non lo ha, negativo. Se ad esempio una persona ha un gruppo sanguigno A+ riceve da A+ e da A-. Se invece il ricevente è A- non può ricevere sangue da colui che ha RH-, perché non avendo il fattore RH questo verrebbe attaccato dal sistema immunitario come se fosse un fattore estraneo. La persona che gruppo sanguigno RH- può ricevere sangue solo da persone che hanno RH-. Il sistema RH è molto importante soprattutto per quanto riguarda la compatibilità delle trasfusioni sanguigne.

Storia dei gruppi sanguigni


Nel corso dell'anno 1939 Philip Levine e Stetson Rufus ebbero portato avanti un'ipotesi su come esistesse una connessione di tipo clinico tra quello che conosciamo come fattore Rh e la conosciuta malattia emolitica che può avere un neonato nella forma in assoluto più grave. Nell'ipotesi i due scienziati avevano riportato anche delle conclusioni secondo cui il siero della donna sia in grado di reagire con i globuli rossi posseduti da circa l'85 % della popolazione anche nel caso in cui i vari gruppi sanguigni che erano fino ad allora conosciuti risultavano esser estati abbinati non dando così dei problemi.
L'anno successivo un'altra scoperta molto importante è stata fatta dai due scienziati Karl Landsteiner e Alexander S. Wiener che hanno scoperto il fattore RH sui globuli rossi di una specie chiamata con il nome scientifico Macacus rhesus. In questo modo i due scienziati sono riusciti a scoprire la proteina del fattore RH. Grazie ai loro studi importantissimi e agli esperimenti genetici effettuati si è arrivati a scoprire il fattore RH.

Genotipo


patrimonio genetico di un individuo.
Un individuo, per quanto concerne in fattore RH, può essere:
• omozigote: se nei due alleli è presente il fattore RH. (RR)
• eterozigote: se il fattore RH è presente in un solo allelo. (Rr)

Il sangue di una madre RH- può reagire contro quello del figlio se è RH+. La madre può produrre anticorpi anti-RH che distruggono i globuli rossi del bambino, producendo conseguenze gravi. Nel momento del parto, la placenta si stacca e un po’ di sangue del figlio (portatore del fattore RH) passa nel corpo della madre. E la prima gestazione avviene senza problemi.

Caratteristiche del genotipo


Il genotipo derivante dal tedesco Genotypus si riferisce a tutto l'insieme di geni che vengono a comporre il DNA di un organismo vivente o di una vera e propria popolazione. I geni servono sia in maniera singola sia in maniera cooperativa per garantire lo sviluppo, la fisiologia e il il funzionamento dell'organismo. Il fenotipo riguarda l'insieme dei caratteri che possono essere osservati, mentre il genotipo invece serve per interagire con l'ambiente interno ed esterno nel determinarlo. Sostanzialmente quindi due essere viventi con il medesimo genotipo quindi non hanno necessariamente il medesimo fenotipo.
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