Il Capitale
Il Capitale è l'opera di Karl Marx pubblicata dal 1867 che critica l'economia politica e analizza il funzionamento del capitalismo attraverso concetti chiave come plusvalore, accumulazione e sfruttamento del lavoro. Appunti, riassunti e tesine su plusvalore e lavoro.
Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 122.
Testo greco e traduzione del frammento 168b Voigt di Saffo.
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Il Capitale è l'opera fondamentale di Karl Marx, iniziata nella seconda metà dell'Ottocento e pubblicata in più volumi a partire dal 1867; i volumi successivi furono curati e pubblicati da Friedrich Engels dopo la morte di Marx. L'opera si presenta come una lunga e sistematica critica dell'economia politica, volta a mettere in luce le leggi economiche del capitalismo e il rapporto sociale che esso instaura tra lavoro, valore e proprietà dei mezzi di produzione.
Il testo analizza termini e processi centrali come la merce, il valore d'uso e il valore di scambio, la teoria del lavoro come fonte del valore, e soprattutto il concetto di plusvalore, cioè la parte di valore prodotta dal lavoro che non è restituita al lavoratore ma appropriata dal capitale. Marx descrive inoltre i circuiti del capitale (M–C–M'), la composizione organica del capitale, i meccanismi di accumulazione e concentrazione, la formazione del salario, la creazione di un esercito di riserva di lavoro e la tendenza alla caduta del saggio di profitto, oltre al celebre fenomeno del feticismo della merce, che indica la trasformazione delle relazioni sociali in rapporti tra cose.
Il metodo adottato da Marx combina l'analisi storica con un'impostazione critica e dialettica: egli prende le categorie dell'economia politica classica, soprattutto da autori come Adam Smith e David Ricardo, e le rilegge alla luce di una teoria del valore-lavoro e di una concezione materialistica della storia. Lo stile è denso e argomentativo, con ricorso a esempi concreti, calcoli e letture critiche delle statistiche economiche dell'epoca industriale europea, mettendo in relazione trasformazioni tecniche, rapporti sociali e dinamiche di classe.
L'eredità de Il Capitale è vasta e controversa: ha influenzato profondamente il pensiero socialista, i movimenti operai, la teoria economica critica e numerose discipline umanistiche e sociali, ma ha anche suscitato dibattiti teorici interni ed esterni al marxismo. Tra le entità strettamente correlate vanno citati il Manifesto del Partito Comunista, le varie edizioni critiche dei volumi, gli sviluppi della scuola marxista, nonché le ricerche successive su crisi economiche, imperialismo e teoria del valore. La sua importanza risiede nella capacità di offrire strumenti concettuali per leggere le trasformazioni del lavoro e della produzione nell'era industriale e post-industriale e per interrogare le basi sociali e politiche della modernità.