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Concetti Chiave

  • Il progresso tecnologico ha reso possibile la modifica genetica di specie vegetali e animali per migliorare la qualità della vita umana.
  • Esperimenti sulle zanzare Anopheles gambiae mirano a bloccarne la fertilità, riducendo la trasmissione di malattie come la malaria.
  • Il dibattito etico riguarda l'impatto ambientale dell'introduzione di specie OGM e la necessità di bilanciare salute umana e preservazione della natura.
  • Le ricerche dimostrano che l'eliminazione delle zanzare gambiae non comporta danni irreparabili all'ecosistema, ma la sfiducia verso l'ingegneria genetica persiste.
  • La questione centrale è se valga la pena sacrificare vite umane per paura di rischi legati alla modificazione genetica, considerando le potenziali innovazioni e soluzioni immediate.

Progresso tecnologico e genetica

Nel corso degli ultimi anni, grazie al progresso tecnologico ed ingegneristico, è stato possibile modificare il patrimonio genetico di specie vegetali ed animali, al fine di migliorare la qualità della vita degli esseri umani.

Tra le questioni scottanti trattate dalla comunità scientifica in merito agli Organismi Geneticamente Modificati, vi è quella riguardante il ritocco del DNA delle Anopheles gambiae, una delle specie di insetti responsabili della trasmissione della malaria ed altre malattie estremamente gravi.

Esperimenti sulle zanzare OGM

Per evitare la circolazione ed il contagio di tali malattie, il parassitologo Andrea Crisanti impiegato nel laboratorio dell'Imperial College London, ha guidato una serie di esperimenti, il cui fine ultimo era quello di inserire nelle zanzare un gene in grado di bloccarne la fertilità.

Modificando il gene “doublesex”, spiega l'esperto, non solo gli insetti diventano fluorescenti, ma senza produrre alcun effetto sugli individui maschi, si riescono a creare delle femmine con i caratteri di entrambi i sessi: così facendo, le zanzare perdono la facoltà di pungere, nonché quella di riprodursi, determinando il collasso della popolazione.

Per poter verificare l'efficacia di tale esperimento nelle zone in cui è veramente necessario intervenire, le zanzare OGM sono state portate a Terni, dove sono state ricreate le condizioni atmosferiche dell'Africa subsahariana.

Dibattito etico e ambientale

A questo punto sorge spontaneo chiedersi se gli effetti benefici di un cambiamento di calibro così grande, possano essere maggiori rispetto ai danni che, l'introduzione di una nuova specie animale modificata, possa causare all'interno dell'ecosistema.

Per questo motivo, alla luce delle ricerche e della serietà con la quale la faccenda è stata analizzata, si è provato ad eliminare le Anopheles gambiae in piccole zone del continente africano, giungendo alla conclusione che l'ambiente non risentirebbe della loro assenza.

Sfiducia nell'ingegneria genetica

Tuttavia, alla base della questione permane il problema della sfiducia nei confronti dell'ingegneria genetica, nonché la paura di andare incontro a qualcosa che, alla lunga, potrebbe veramente danneggiare ulteriormente il nostro pianeta e costituire una fonte di gravi problemi per gli uomini ed altri eventuali esseri viventi.

Ciononostante non è da trascurare il fatto che è anche a causa di questo tipo di zanzare se il numero di decessi per malaria ed altre malattie ematiche è altissimo ed apparentemente irriducibile.

La domanda di fronte alla quale Elena Dusi, giornalista del Corriere della Sera, pone è: è giusto lasciare morire così tanta gente per rispetto nei confronti dell'etica e dell'amata natura?

Di fronte ad un quesito simile, riguardante una tematica così delicata e difficile, è facile trovarsi spaesati e senza una vera opinione: nonostante lo stile adottato dalla giornalista sia estremamente scorrevole e spesso colloquiale, come dimostra l'utilizzo di un lessico semplice a tratti gergale (trucco, balzare e la metafora della moneta contraffatta ne sono esempi emblematici), è normale ritrovarsi a dover riflettere su quanto appena letto.

Dilemma etico e progresso

Il motivo di tali riflessioni è sicuramente legato alla difficoltà di schierarsi dal lato del progresso o da quello della preservazione della natura. E' evidente che entrambi le parti abbiano a cuore la salute dell'uomo e la tutela dell'ambiente in cui vive, ma altrettanto chiare sono le priorità che esplicitano: se da un lato gli ambientalisti, temono (lecitamente) l'ulteriore danneggiamento dell'equilibrio del pianeta; dall'altro si tende a tutelare l'essere umano, cercando di diminuire il numero di decessi.

Entrambe le posizioni, per quanto possano essere condivisibili o meno, risultano essere supportate da prove scientifiche ed esperimenti che ne confermano l'efficacia.

E', a mio avviso, tutta questione di priorità: 445.000 persone morte non fanno alcuna impressione perchè sono talmente tante che risulta difficile immaginarsele. Ma i cari di questi defunti? I parenti di queste persone che avrebbero potuto sventare la dolorosa morte, loro riescono ad immaginarseli perfettamente.

E' chiaro che, se questa tipologia di insetto esiste, è perché funzionale all'interno dell'ecosistema, ma se è stato provato che la loro eliminazione non reca danni irreparabili, perché non sperimentare su una zona più ampia? Perchè non in un posto in cui ci si ritrova a combattere contro le malattie ematiche ogni giorno?

Partendo dal presupposto che l'idea di modificare geneticamente degli essere viventi sia dal punto di vista etico crudele, nonchè altamente rischioso perchè si può sempre incorrere nell'errore, supportando il progetto delle zanzare OGM si potrebbe provare e dare speranza ad intere popolazioni che non aspettano altro che aiuto da paesi più avanzati tecnologicamente.

I numeri che testimoniano i decessi per via della trasmissione di sangue infetto o altre malattie sono troppo alti per poter chiudere gli occhi e fare finta di niente.

E' lecito pensare di poter cercare una cura alla malattia stessa, ma una soluzione di questo tipo potrebbe richiedere anni ed un'ingente somma di denaro che, probabilmente, nessun paese ha la possibilità di investire.

Importanza della ricerca scientifica

Possiamo continuare a promuovere centri di ricerca per le cure delle malattie ematiche, a finanziare raccolte fondi per ottenere somme di denaro non abbastanza elevate per pagare il personale specializzato che si occupi della ricerca delle possibili cure, oppure possiamo tentare di applicare ciò che anni di esperimenti in laboratorio hanno portato a frutto.

Inoltre non è da sottovalutare il fatto che, anche nel momento in cui la tanto attesa cura dovesse essere scoperta e messa a punto, rimarrebbe la drammatica possibilità di incappare in errori madornali, mentre la possibilità di creare un vaccino precauzionale che salvaguardi la nostra salute, se non testato, potrebbe avere effetti deleteri sui cittadini.

E chi sarebbero le cavie per testare dei dispositivi medici così potenti, se non altri animali? A meno che gli esperimenti non vengano autorizzati direttamente sui pazienti, ma dubito fortemente ci sia qualcuno, medico o esperto di laboratorio che sia, che si prenda la responsabilità di sottoporre degli esseri umani a prove simili.

Rischi e benefici delle innovazioni

Insomma, è facile immedesimarsi in coloro che si sono schierati contro la modificazione genetica e la successiva eliminazione di questa specie, pensando giustamente alle possibili fatalità di tale processo, ma hanno mai pensato a quanto tutto ciò che ci circondi sia nocivo per la nostra salute e per quella di tutti gli organismi viventi?

Nessuno ha riflettuto sull'effetto dannoso che hanno i pesticidi sulle piante e sui cibi presentiamo sulle nostre tavole? Naturalmente senza tener conto dei danni che provocano nell'ambiente e nell'aria putrida che respiriamo.

Non si può continuare a vivere così, non si possono sacrificare così tante vite umane per paura di creare danni.

La ricerca medico-scientifica vanta di un processo di evoluzione e miglioramento incredibile, nel corso degli anni l'impossibile è diventato possibile: disponiamo di tecnologie in grado di captare disfunzioni o malattie infantili prima ancora che il bimbo nasca; sono stati creati vaccini che hanno rovesciato le sorti di intere nazioni; sono state studiate modifiche che possano giovare alla nostra salute.

Forse queste innovazioni non porteranno ad altro se non ad un accrescimento esponenziale dell'egocentrismo umano, forse ci farà sentire più potenti di quanto siamo, inizieremo a sfruttare i processi di modifica genetica per i nostri capricci e finiremo per eclissare anni ed anni di ricerche con errori madornali che passeranno alla storia.

Ma magari, piuttosto che lasciare una marea di persone senza speranze ad aspettare di morire, vale la pena prendersela con le zanzare.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obiettivo principale degli esperimenti sulle zanzare OGM condotti da Andrea Crisanti?
  2. L'obiettivo principale è inserire un gene nelle zanzare Anopheles gambiae per bloccarne la fertilità, riducendo così la popolazione e il rischio di trasmissione di malattie come la malaria.

  3. Quali sono le preoccupazioni etiche legate all'ingegneria genetica?
  4. Le preoccupazioni etiche riguardano il potenziale danno all'ecosistema e la sfiducia nei confronti delle modifiche genetiche, con il timore che possano causare problemi a lungo termine per il pianeta e per gli esseri viventi.

  5. Come si è verificata l'efficacia delle zanzare OGM in contesti simili all'Africa subsahariana?
  6. Le zanzare OGM sono state portate a Terni, dove sono state ricreate le condizioni atmosferiche dell'Africa subsahariana per testare la loro efficacia nel ridurre la popolazione di Anopheles gambiae.

  7. Qual è il dilemma principale tra progresso scientifico e preservazione della natura?
  8. Il dilemma principale è tra la necessità di ridurre i decessi causati da malattie trasmesse dalle zanzare e la preoccupazione per il possibile danneggiamento dell'equilibrio ecologico, con entrambe le posizioni supportate da prove scientifiche.

  9. Quali sono i rischi e i benefici associati alle innovazioni in campo medico-scientifico?
  10. I rischi includono possibili effetti deleteri di trattamenti non testati, mentre i benefici possono portare a soluzioni efficaci per malattie gravi, evidenziando la necessità di bilanciare cautela e progresso nella ricerca.

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