Concetti Chiave
- La crisi in Ucraina ha portato un incremento significativo di rifugiati e profughi in Italia, evidenziando le difficoltà economiche dei paesi ospitanti.
- Secondo l'ONU, un rifugiato è una persona che non può tornare nel proprio paese d'origine per timori fondati di persecuzione o violenza.
- Lo status di rifugiato si ottiene con l'accettazione della richiesta d'asilo, che conferisce diritti e doveri, esclusi quelli legati alla cittadinanza.
- I profughi, spesso confusi con i rifugiati, abbandonano il proprio paese a causa di guerre o catastrofi naturali e possono richiedere protezione sussidiaria.
- La pandemia di COVID-19 ha aggravato la situazione dei rifugiati, chiudendo le frontiere e causando sovraffollamento e mancanza di accesso ai servizi essenziali.
La crisi dei rifugiati in Ucraina
Ormai all’ordine del giorno la situazione tragica presente in Ucraina, dove persiste ormai da mesi una condizione di guerra. Questo porta un cambiamento anche in Italia, dove arrivano sempre più rifugiati e profughi; l’immigrazione c’è però da molti anni, mettendo in difficoltà i paesi che vorrebbero poter accogliere più persone possibili ma che purtroppo per problemi economici non ci riescono.
Definizione di rifugiato secondo l'ONU
La definizione di rifugiato dettata dall’ONU del 1951 afferma che è chiamato tale un individuo fuori dal proprio paese d’origine, che non può oppure non vuole tornarci per timori fondati sulla persecuzione, sulla discriminazione politica, religiosa e razziale. Inizialmente questa forma era stata istituita principalmente per le vittime dell‘Olacausto, ovvero in difesa di individui perseguitati da autorità statali, e successivamente nel 1969 è stata ampliata la definizione anche per coloro che nel paese d’origine erano vittime di occupazione militare, invasioni straniere o turbazioni col fine di portare scompiglio all’ordine del giorno; anni dopo nel 2011 è stata apportata l’ultima modifica dall’UNHCR, ovvero l’azienda che gestisce i rifugiati fornendo loro protezione internazionale e assistenza militare, la quale riconosce rifugiato anche chi non può far ritorno al proprio paese di nazionalità a causa di minacce gravi e indiscriminate alla vita, all’integrità fisica o alla libertà, derivanti da violenze generalizzate.
Richiesta d'asilo e legge martelli
Si possiede però lo status di rifugiato dal momento in cui viene accettata la richiesta d’asilo, che garantisce la protezione da un diverso paese, e con la quale viene anche consegnato un documento di identificazione, il permesso di soggiorno e gli vengono riconosciuti i diritti e doveri dello stato esclusi quelli dove è necessaria la cittadinanza (ad esempio il diritto di voto). però tale richiesta d’asilo non viene sempre approvata, come dice l’articolo 1 comma 4 della legge martelli, che vieta di riconoscere lo statuto di rifugiato allo straniero il quale: sia stato riconosciuto rifugiato in un altro Stato, provenga da uno stato, diverso a quello di appartenenza, che abbia aderito alla Convenzione di Ginevra o che sia stato condannato in Italia per un delitto per il quale sia previsto l’arresto obbligatorio o risulti pericoloso per la sicurezza dello stato.
Status di profughi e apolidi
l’emigrazione è concessa anche a profughi e rifugiati apolidi, ovvero privi di cittadinanza, grazie al passaporto di nansen, istituito nel 1922 da fridtjof nansen; tali profughi hanno un altro status che viene spesso ed erroneamente usato come sinonimo di rifugiato, la differenza sta nel fatto che un profugo abbandona la nazione in seguito a guerre o a catastrofi naturali, ed essi possono come i rifugiati avere diritto ad una protezione sussidiaria, che viene riconosciuta in seguito alla presentazione di domanda di protezione internazionale qual ora in caso di ritorno al proprio paese tali individui siano esposti a pena di morte, tortura o altri trattamenti inumani.
Impatto della pandemia sui rifugiati
Bisogna dire che non sempre tutto è filato liscio, con la pandemia di covid-19 infatti sono state chiuse le frontiere, comportando molti problemi per gli immigrati, i quali sono stati bloccati in centri d’accoglienza pesantemente sovraffollati e in insediamenti informali in pessime condizioni, portando a malattie respiratorie e con difficoltà di accesso ai servizi igienico-sanitari, senza assistenza medica e protezione; successivamente nel 2021, quando l’emergenza pandemia era scemata, c’è stato un aumento del 95% di rifugiati e migranti in Italia rispetto all’anno precedente, posizionando l’Italia al primo posto come paese europeo con maggiori immigrati. Nel 2022 finora sono arrivati oltre 170.000 ucraini in fuga dalla guerra, e 66.300 rifugiati e profughi.
Espansione del fenomeno migratorio
Il fenomeno dell’immigrazione si sta espandendo sempre di più, soprattutto nel nostro Paese e in un momento delicato come questo, dove molte famiglie ucraine (e non solo) cercano un posto dove poter vivere senza la paura costante di morire per la guerra, famiglie che possiedono magari con loro minori a cui vogliono dare a tutti i costi un’ infanzia normale.
I Paesi cercano di garantire ai rifugiati una condizione di vita il più ottimale possibile, cercando di tutelare i diritti universali dell’uomo, e basterebbe che ognuno nel suo piccolo cercasse di collaborare, provando a non aggravare la situazione con discriminazioni nei confronti di chi scappa dalla propria terra.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di rifugiato secondo l'ONU?
- Quali sono i requisiti per ottenere lo status di rifugiato in Italia?
- Qual è la differenza tra rifugiati e profughi?
- Come ha influito la pandemia di COVID-19 sui rifugiati?
- Qual è l'attuale situazione dei rifugiati ucraini in Italia?
Secondo l'ONU, un rifugiato è un individuo che si trova al di fuori del proprio paese d'origine e non può o non vuole tornare a causa di timori fondati di persecuzione, discriminazione politica, religiosa o razziale.
Lo status di rifugiato viene conferito quando viene accettata la richiesta d'asilo, che garantisce protezione e diritti, ma può essere negato in base alla legge martelli per vari motivi, come la condanna per reati gravi o l'appartenenza a paesi che hanno aderito alla Convenzione di Ginevra.
I rifugiati sono persone che fuggono da persecuzioni, mentre i profughi abbandonano il proprio paese a causa di guerre o catastrofi naturali. Entrambi possono richiedere protezione sussidiaria, ma il loro status legale è diverso.
La pandemia ha chiuso le frontiere, causando sovraffollamento nei centri d'accoglienza e difficoltà di accesso ai servizi igienico-sanitari, portando a un aumento del 95% di rifugiati e migranti in Italia nel 2021 rispetto all'anno precedente.
Nel 2022, oltre 170.000 ucraini sono arrivati in Italia in fuga dalla guerra, contribuendo all'espansione del fenomeno migratorio e alla necessità di garantire loro condizioni di vita dignitose e diritti universali.