Concetti Chiave
- "Io amai sempre, et amo forte anchora" è un sonetto di Francesco Petrarca che esplora l'amore per Laura, evidenziando il ricordo e la sovrapposizione dei piani temporali.
- Il sonetto celebra il luogo e il momento del primo incontro con Laura, sottolineando l'importanza del ricordo nella poesia petrarchesca rispetto a precedenti tradizioni poetiche.
- La sovrapposizione dei piani temporali mostra come passato, presente e futuro si intreccino, evidenziata dall'oscillazione dei tempi verbali nel testo.
- Petrarca evidenzia una dicotomia nell'amore, che porta sia a effetti positivi, come il miglioramento morale, sia a sofferenza e lacerazioni interiori.
- Il futuro è rappresentato dalla "speme", simbolo di desiderio e speranza che consente al poeta di affrontare il dolore dell'assenza dell'amata.
“Io amai sempre, et amo forte anchora” è un sonetto scritto da Francesco Petrarca ed è più precisamente l’ottantacinquesimo componimento presente all’interno del Canzoniere. Argomento centrale della poesia è l’amore per Laura, che viene qui descritto facendo riferimento a due elementi tipici e ricorrenti nella lirica petrarchesca: il tema del ricordo e la sovrapposizione dei piani temporali.
Il tema del ricordo e l'innovazione
Il sonetto fu probabilmente composto in occasione di un anniversario del primo incontro con Laura, avvenuto nella chiesa di Santa Chiara, ad Avignone, il 6 aprile del 1327, secondo quanto riportato dal poeta. Esso si apre, nelle due quartine, con una lode al “dolce loco”, al “tempo et l’ora”, ovvero un’esaltazione del luogo e del momento dell’innamoramento. Tale luogo (la chiesa di Santa Chiara appunto), che gli evoca la presenza della donna è particolarmente caro a Petrarca, e viene quindi definito dolce, poiché riporta alla mente la dolcezza di quel momento. Il poeta quindi vi si reca spesso, per consolare il dolore, la sofferenza e i tormenti di un amore non corrisposto. L’espressione “dolce loco” non fa però riferimento esclusivamente alla sfera spaziale e fisica, ma si riferisce in termini più astratti alle circostanze, alla situazione, al momento dell’incontro. È proprio nelle due quartine che emerge quindi il tema del ricordo, innovazione introdotta da Petrarca che lo distingue fortemente dalla produzione poetica precedente. Nelle poesie trovadoriche e stilnoviste infatti si descriveva sempre il passaggio della donna nel presente, in un momento concreto, preciso, reale, mentre in Petrarca viene trasfigurato nel ricordo e la figura di Laura viene sempre rivissuta nell’analisi interiore. Si è appurato infatti che gli incontri reali avvenuti fra Petrarca e Laura furono pochissimi, quindi lei continuò a vivere nella sua mente, nel suo pensiero e pertanto sono molto numerosi i componimenti che trattano di lei come di un’esperienza passata. Tale concetto rientra perfettamente nel carattere introspettivo e di analisi interiore dell’opera, poiché nel ricordo il mondo esterno diventa mondo interno, il poeta analizza la propria interiorità e tutto ciò che è esterno, reale, si smaterializza diventando mondo interiore.
Sovrapposizione dei piani temporali
Altro aspetto innovativo che caratterizza questo sonetto e più in generale il Canzoniere e che verrà poi ripreso nel 1900 è la sovrapposizione dei piani temporali: quando si parla di interiorità passato, presente e futuro si sovrappongono e non si può individuare una netta distinzione. Questa idea emerge chiaramente dall’analisi a livello morfologico, che riguarda l’oscillazione dei tempi verbali: si susseguono infatti in apertura del sonetto i tre tempi verbali che mostrano lo svolgimento del processo mentale che egli compie: “amai”, “amo…anchora”, “son per amar più…”. Egli dunque ha amato quel passato che è divenuto ricordo, e che tutt’ora si risveglia e brucia nella sua memoria e manterrà inalterato nel tempo il proprio amore. La sfera d’azione è dunque tutta mentale, Laura è assente e tutto si basa sull’introspezione del poeta.
Effetti positivi e negativi dell'amore
Dopo aver riportato alla mente quel dolce momento (in una prima quartina che si riferisce al piano temporale del passato), nella seconda metà della seconda quartina e nella prima terzina emerge invece la situazione del presente: il poeta si ritrova vittima degli assalti d’amore, da cui prima non pensava di doversi proteggere, e questo amore manifesta sia effetti positivi che negativi. Da una parte infatti il bel viso della donna e il suo amore per lei lo spingono verso il bene e lui abbandona i suoi comportamenti vili, seguendo l’esempio della donna. Si individua quindi un riferimento all’amore della poesia provenzale, della poesia siciliana e stilnovistica, ovvero un amore che raffina, che rende l’uomo migliore, che lo fa agire rettamente (es. “…null’om pò mal pensar fin che la vede…” - Io voglio del ver la mia donna laudare - G. Guinizzelli). Dall’altra parte però l’amore è qualcosa che lo fa soffrire: in primo luogo perché il presente è il momento del dolore più grande, poiché caratterizzato dall’assenza dell’amata, cui può dare refrigerio solo la rievocazione sul piano solo mentale, ma anche perché l’amore provoca nel poeta profonde lacerazioni interiori e sentimenti contraddittori: Petrarca definisce infatti il luogo, il tempo e l’ora dell’incontro, che prima aveva lodato, come suoi nemici, poiché sono loro responsabili delle angosce e delle lacerazioni del suo animo. Ancora una volta emerge la dicotomia interiore del poeta, sottolineata anche dall’ossimoro “dolci nemici”: Petrarca vede l’amore per Laura e le circostanze che gli hanno dato origine come qualcosa di negativo, che lo allontana dalla spiritualità, come dei nemici, ma tuttavia li ama e non riesce a distaccarsene. La contrapposizione fra questi sentimenti contrastanti è in effetti sottolineata anche dalla struttura metrica della composizione: nelle quartine vengono elencati e lodati gli aspetti positivi di questo amore, mentre nella prima terzina emerge l’afflizione che esso provoca nel poeta.
La speranza nel futuro
Infine, nell’ultima terzina, il poeta si affaccia sul piano del futuro, il cui elemento principale è quello della “speme”. Se l’”oggi”è dunque il momento della sconfitta e della disperazione, il domani è acceso dal desiderio e dalla speranza, unico sentimento che gli permette di continuare a vivere.
Dal punto di vista metrico si tratta di un sonetto (due quartine e due terzine) formato da versi endecasillabi e lo schema delle rime è il seguente: ABBA ABBA (rima incrociata) CDE DCE. A livello sintattico possiamo individuare dei periodi lunghi, ricchi di subordinate, ciascuno dei quali coincide con una strofa. Abbiamo quindi una corrispondenza fra lo schema metrico e la struttura sintattica.
Antitesi e allitterazioni
La poesia presenta anche una cesura nel verso 11, che è diviso in due parti dalla virgola (questi dolci nemici/ch’i tant’amo). Si tratta di una scelta molto significativa, perché mette in evidenza la contrapposizione fra l’irrefrenabile sentimento d’amore e la condanna di tale sentimento da parte del poeta. Inoltre questa cesura mette in evidenza l’espressione “dolci nemici”, che è assume una grande importanza nel sonetto ed è sottolineata anche dalla presenza dell’omoteleuto (due termini che terminano nello stesso modo: “dolci nemici”. L’aggettivo “dolce”, termine tipico dell’unilinguismo petrarchesco, è in effetti una delle parole chiave del componimento, tanto che viene ripetuta una seconda volta nel terzo verso.
Altre antitesi che si possono individuare sono: “dolce-piangendo”, “morto-viver” e “Amor-m’accora” e “nemici-tant’amo”.
Si evidenziano anche diversi termini appartenenti al campo semantico della guerra: “assalirmi”, “nemici” e “sforzo”, che fa riferimento alla schiera dei soldati, delle forze armate.
Infine, a livello fonico, sono presenti alcune allitterazioni e in particolare quella della “r” nel verso 10 (…per assalirmi il core, or quindi or quinci…), lettera aspra e dura, che sottolinea la sofferenza provata dal poeta, nel momento in cui il cuore si stringe sotto i colpi dell’amore.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del sonetto "Io amai sempre, et amo forte anchora"?
- Come si manifesta il tema del ricordo nel sonetto di Petrarca?
- Qual è l'innovazione introdotta da Petrarca riguardo alla temporalità?
- Quali effetti ha l'amore sul poeta secondo il sonetto?
- Qual è il significato della "speme" nel contesto del sonetto?
Il tema centrale del sonetto è l'amore per Laura, descritto attraverso il ricordo e la sovrapposizione dei piani temporali, elementi distintivi della lirica petrarchesca.
Il tema del ricordo si manifesta attraverso l'esaltazione del "dolce loco" e del momento dell'innamoramento, evidenziando come la figura di Laura viva principalmente nella mente del poeta, piuttosto che in incontri reali.
Petrarca introduce la sovrapposizione dei piani temporali, dove passato, presente e futuro si intrecciano, rendendo difficile distinguere tra le diverse dimensioni temporali, come evidenziato dall'oscillazione dei tempi verbali nel sonetto.
L'amore provoca effetti sia positivi che negativi: da un lato, spinge il poeta verso il bene, dall'altro, causa sofferenza e angoscia, evidenziando una dicotomia interiore tra gioia e dolore.
La "speme" rappresenta la speranza per il futuro, un sentimento che consente al poeta di continuare a vivere nonostante il dolore presente, sottolineando l'importanza della speranza nel superare la disperazione.