Concetti Chiave
- La crisi del cinema, secondo Rossellini, è dovuta alla perdita di vitalità e alla confusione del mezzo, piuttosto che a fattori esterni come la televisione.
- L'autore distingue tra cinema commerciale e artistico, sostenendo che anche opere commerciali possono avere un grande valore artistico.
- Le nuove tecnologie e gli effetti speciali devono essere utilizzati per migliorare la rappresentazione della realtà e stimolare l'immaginazione.
- È fondamentale approcciarsi ai film senza pregiudizi, valutando criticamente il contenuto e l'attrattiva delle storie proposte.
- La crisi del cinema non è considerata mortale; ci sono state crisi storiche più gravi e la situazione attuale offre ancora spunti di riflessione interessanti.
crisi del cinema in un'epoca dominata dall'immagine, come disse Rossellini.\"" width="800" height="458" />
Commenta questa frase di Roberto Rossellini:
“Oggi, la crisi in cui il cinema si dibatte, forse non sarà mortale per il semplice fatto che viviamo in un’epoca caratterizzata dall’immagine, e il cinema è l’immagine per eccellenza; questa crisi, secondo me, non è determinata, come si potrebbe comunemente pensare, perché ci sono le biciclette, le motociclette, le automobili, la motonautica, perché c’è la televisione, queste sono tutte scuse estremamente superficiali; la ragione vera è che il cinema ha perso di vitalità, perché ha finito per confondersi.”
Riflessioni sulla crisi del cinema
Indubbiamente questa frase fa riflettere e si possono riconoscere in tanti film di infimo livello alcune caratteristiche che sembrano più tipiche di un videogioco, della pubblicità, o di vari spettacoli di intrattenimento..
Eppure, non mi sento di condividere in pieno l’affermazione di Rossellini.
Soprattutto, non sono d’accordo nel considerare tout-court il cinema contemporaneo di livello inferiore rispetto a quello di alcuni decenni fa.
Cinema commerciale e artistico
Sin dai suoi inizi il cinema commerciale ha affiancato quello di più alta sensibilità artistica. Attenzione, però, ad intenderci sul significato di “commerciale”. I film di Hitchcock erano senz’altro fra i più “commerciali” del suo tempo, sia come budget, sia come effetti speciali e catene di distribuzione, eppure nessuno oggi nega il grande valore artistico del suo cinema. Sono invece d’accordo con Rossellini quando dice che il cinema deve distinguersi. Per me , giustamente, una buona parte del piacere che ispira il cinema è propria data dalla sua specificità. Quando posso immedesimarmi in un personaggio con la famosa inquadratura soggettiva, quando posso ascoltare lingue ormai morte o vivere situazioni di grande tensione, magari in un cinema dotato di dolby sistem, allora capisco bene di essere al cinema.
Tecnologia e specificità del cinema
Il cinema è stata definita la “settime arte” ed effettivamente si affianca agli altri tipi di rappresentazione del mondo, ma con una straordinaria capacità di rendere la realtà.
Pertanto, io vedo abbastanza di buon grado le novità tecnologiche (i cosiddetti effetti speciali) se essi sono usati per sviluppare questa capacità di rendere ogni realtà, anche quella dell’immaginazione.
Certo, molti registi le usano solo per offrire solo spettacoli volgari o banali, ma non bisogna dimenticare che lo fanno solo perché gli spettatori, cioè noi, lo chiedono.
Giudizio critico e personale
Eppure sono convinto che non tutti i film prodotti oggi siano da considerare cinema-spazzatura. Anzi spesso, ad un contenuto di un certo livello si unisce l'attrattiva di una vicenda avvincente ed interessante. Bisogna saper distinguere, giudicare, criticare, essere consapevoli, ecc… e questo è compito di tutti, e della scuola in particolare.
Certe volte il giudizio personale può avere più valore di quello dei critici, che spesso stroncano film ricchi di spunti interessanti.
Pertanto rifuggo da giudizi sommari o generalizzati. Secondo me occorre vedere ogni film senza pregiudizi, anche perché talvolta i registi più amati dalla critica fanno delle opere mediocri, mentre dal cinema commerciale vengono spunti di riflessione interessanti. Dipende anche da come io mi pongo davanti ad un film, se mi aspetto solo di evadere e svagarmi, oppure se cerco di conoscere una nuova realtà con attenzione e coinvolgimento.
Crisi del cinema non mortale
Quindi, la crisi di cui parla Rossellini c’è, ma non solo non è mortale. Forse di crisi, nella storia del cinema, ce ne sono state anche di peggiori.
Domande da interrogazione
- Qual è la causa principale della crisi del cinema secondo Rossellini?
- Come si distingue il cinema commerciale da quello artistico?
- Qual è il ruolo della tecnologia nel cinema secondo l'autore?
- Come si può valutare un film in modo critico?
- La crisi del cinema è considerata mortale?
Rossellini sostiene che la crisi del cinema non è causata da fattori esterni come la televisione o i videogiochi, ma dalla perdita di vitalità e dalla confusione del cinema stesso.
Il cinema commerciale, pur avendo un alto budget e effetti speciali, può avere un grande valore artistico, come dimostrano i film di Hitchcock, che sono considerati commerciali ma di alta sensibilità artistica.
L'autore vede le novità tecnologiche, come gli effetti speciali, come strumenti utili per rendere la realtà e l'immaginazione, a patto che siano utilizzati in modo creativo e non per spettacoli volgari.
È importante saper distinguere e giudicare i film senza pregiudizi, poiché anche opere considerate commerciali possono offrire spunti di riflessione interessanti, mentre film acclamati dalla critica possono risultare mediocri.
L'autore ritiene che la crisi del cinema esista, ma non è mortale; anzi, ci sono state crisi nella storia del cinema che sono state anche più gravi.