Concetti Chiave
- La rete sociale è composta da norme e leggi che regolano le interazioni tra gli individui, garantendo parità di diritti.
- Secondo S. Tommaso d'Aquino, le leggi devono essere emanate per il bene comune, evitando favoritismi e rispettando i limiti dell'autorità.
- Rousseau enfatizza la necessità di una volontà generale che superi l'individualismo, promuovendo l'interesse comune rispetto a quello privato.
- Giuseppe De Rita suggerisce che per superare l'individualismo è necessario rivalutare il concetto di profitto, considerandolo positivo se orientato verso un obiettivo comune.
- L'uomo deve diventare consapevole del suo ruolo attivo nel perseguire il bene comune, riconoscendo che il suo benessere deriva dalla comunità e non è un fine a sé.
La rete sociale e le leggi
In ogni società esiste una rete di sistemi che controllano le interazioni tra gli individui delle varie comunità in essa presenti.
Questa rete è composta da diverse norme e da diverse leggi promulgate da autorità che hanno il compito di decidere quali siano le regole da rispettare.
In un estratto de "la somma teologica" di S. Tommaso d'Aquino, egli analizza quali siano i requisiti che possano portare ad affermare che una legge sia "giusta", giusta nel senso che non deve avvantaggiare qualcuno e sfavorire qualcun altro, ma deve semplicemente garantire una parità di diritti tra gli individui.
Il bene comune secondo Tommaso
Per prima cosa, coloro che creano le leggi, devono farlo sulla base di quello che viene chiamato bene comune, che al tempo stesso è anche una sorta di guida razionale della comunità, in quanto nell'uomo, se non ci fosse una componente razionale, si svilupperebbe solo il lato animale, portandolo così ad interessarsi esclusivamente al proprio bene piuttosto che a quello degli altri.
In secondo luogo, le leggi devono essere emanate in base ai limiti dello stesso autore, il quale è tenuto a pensare non al proprio bene individuale ma a non superare la sua stessa autorità.
Per ultimo, per far si che una legge sia "giusta", essa deve seguire un criterio di proporzionalità nell'imporre doveri ai cittadini in ordine al bene comune.
San Tommaso d'Aquino sostiene infatti la necessità che gli individui, dal momento che appartengono alla moltitudine, capiscano che tutto ciò che possiedono appartiene anche alla comunità.
Rousseau e la volontà generale
Questo viene sostenuto anche dal filosofo Rousseau che promuove la ricerca di una volontà generale che escluda ogni forma di egoismo e interessi personali, per far sì che l'uomo riesca a sostituire all'individualismo il concetto di collettivismo.
L'interesse privato, secondo Rousseau, deve dunque sottomettersi all'interesse comune. Ciò è possibile solo quando all'interno di una società non vengono a crearsi partiti e fazioni di idee opposte tra loro, ma quando si crea un unico corpo, formato da uomini che sostengono un'unica volontà.
Come superare l'individualismo per il bene comune?
Nelle "Lezioni di politica sociale" il filosofo sembra quasi contraddirsi: se inizialmente sosteneva la nascita di un unico partito di individui mossi da un unica volontà, successivamente ammette l'esistenza in una società di due diversi tipi di uomini, quelli che seguono esclusivamente il proprio bene personale e quelli che agiscono al fine di realizzare qualcosa che possa portare benefici per il bene comune.
Come fare per superare quest'ostacolo? Giuseppe De Rita afferma che un primo passo è rappresentato dal superamento del tabù della parola "profitto": esso può essere considerato positivamente solo se organizzato secondo uno scopo comune e non personale.
Successivamente bisogna avere il coraggio di definire con semplicità il significato, profondo, di "bene comune" inteso sia come bene materiale che immateriale, come ad esempio la famiglia, i sentimenti e la pace, cose che danno un appagamento spirituale all'uomo.
Il ruolo dell'uomo nel bene comune
Infine, l'uomo deve sentirsi consapevole del fatto che è lui il protagonista che potrà portare alla realizzazione di una volontà generale, è la guida principale del bene comune così come Nostro Signore è il motore del creato.
La concretizzazione di questi obiettivi avverrà solo quando l'uomo smetterà di vivere in quello stato di natura primordiale, dove l'unico scopo era la propria sopravvivenza e dove, pur di raggiungerla, era portato a vivere sulle spalle degli altri pensando solo al proprio bene, e quando si renderà conto che è solo la sua forza di volontà che potrà portare alla nascita di una comunità, all'interno della quale si sarà sempre pronti ad aiutarsi a vicenda e si sarà consapevoli che il bene personale è una conseguenza del bene comune e non un prerequisito.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio fondamentale che deve guidare la creazione delle leggi secondo Tommaso d'Aquino?
- Come Rousseau definisce la volontà generale e il suo rapporto con l'individualismo?
- Qual è il ruolo del profitto nel contesto del bene comune secondo Giuseppe De Rita?
- Quali sono i due tipi di uomini identificati da Rousseau nella società?
- Qual è la responsabilità dell'uomo nel raggiungimento del bene comune?
Secondo Tommaso d'Aquino, le leggi devono essere create sulla base del bene comune, garantendo parità di diritti tra gli individui e non favorendo nessuno a discapito di altri.
Rousseau promuove la volontà generale come un concetto che esclude egoismi e interessi personali, sostenendo che l'interesse privato deve sottomettersi all'interesse comune per superare l'individualismo.
Giuseppe De Rita afferma che il profitto deve essere visto positivamente se organizzato per uno scopo comune, piuttosto che per interessi personali, contribuendo così al bene comune.
Rousseau identifica due tipi di uomini: quelli che perseguono esclusivamente il proprio bene personale e quelli che agiscono per realizzare benefici per il bene comune.
L'uomo deve riconoscere il suo ruolo di protagonista nella realizzazione della volontà generale, comprendendo che il bene personale è una conseguenza del bene comune e non un prerequisito.