Concetti Chiave
- Il consumismo in Italia ha avuto inizio nel 1958, quando l'industria ha superato l'agricoltura, innescando una massiccia migrazione verso le città.
- Il boom economico ha portato ad un aumento dei salari e alla diffusione di elettrodomestici, ma ha anche alimentato il materialismo e la perdita di contatto con l'essenziale.
- La crisi economica ha spinto le famiglie italiane a riflettere sull'importanza delle spese, portando a tagli significativi in vari ambiti, tra cui divertimenti e beni di prima necessità.
- Un censimento del 2012 ha rivelato che la percentuale di adolescenti attenti alle spese familiari è aumentata drasticamente dal 29% al 59% in due anni.
- Il testo sottolinea l'importanza di ritrovare un equilibrio tra essenziale e superfluo, incoraggiando attività gratuite come passeggiate e visite a parchi e musei.
L'inizio del consumismo
Siamo al giorno d’oggi attanagliati da qualcosa che ci ha cominciato a divorare circa 50 anni fa: il consumismo. Il materialismo ci sta soffocando spingendoci a comprare, comprare e comprare e come dice la scrittrice inglese Sophie Kinsella nel suo romanzo “I love shopping”: “… per resistere occorre la forza di un elefante”. Tutto ebbe inizio nel 1958, come ci riporta (ci fa sapere) un articolo di Giorgio Boatti pubblicato su “il venerdì di Repubblica”, quando l’industria italiana sorpassò l’agricoltura con i suoi più numerosi lavoratori. Questo determinò una migrazione interna mai vista prima che portò un italiano su due ad abbandonare la campagna per trasferirsi in città. l’Italia stava vivendo il suo boom economico e il consumismo cominciava la sua scalata al potere. Come apprendiamo ancora da Giorgio Boatti nel suo articolo “C’eravamo tanto amati”, Milano era la capitale di questa boom e circa metà delle società per azioni operavano tra i navigli e il Duomo, i supermercati di Milano superavano per numero quelli di Parigi e quasi tutti avevano una tv in casa grazie alla salita dei salari e dei consumi.
Il boom economico e i suoi effetti
Questo boom ha portato benefici ma anche vizi, la televisione ne è un esempio, ha portato anche elettrodomestici di cui non si può più fare a meno, crisi o meno, la lavatrice e il frigorifero. Ci siamo così abituati a spendere e spandere, a circondarci di cose molte volte futili o superflue e abbiamo un po’ perso il senso dell’essenziale e della semplicità. Ora invece questi due termini suonano più famigliare alle famiglie italiane perché il grande boom, inarrestabile e veloce, ci ha portato un crash, una crisi economica tra le peggiori della storia. Ci siamo cosi ritrovati in difficoltà, debiti, molti sacrifici da fare e nessuna salita all’orizzonte. Sempre Sophie Kinsella nel romanzo “I love shopping” ci fa riflettere quando scrive: “… se ci pensate bene, quanto denaro sprechiamo ogni giorno?”.
Riflessioni sulla crisi economica
Così la crisi ci costringe a fermarci e riflettere sull’essenziale e il superfluo e ben ce ne accorgiamo leggendo qualche dato di un censimento a cura di Confcommercio ad Eurispes effettuato nel 2012, “sintesi indagine conoscitiva sulla condizione dei giovani in Italia”. In questo interessante documento possiamo notare che in soli due anni, dal 2010 al 2012, dal 29% siamo passati al 59% di adolescenti che riferiscono di una maggiore attenzione sulle spese della famiglia, con tagli che vanno dai divertimenti alle uscite, alle vacanze fino ai beni di prima necessità come quelli alimentari. Anche i più piccoli sedicenni riferiscono di questa attenzione alle spese, dove anche loro contribuiscono tagliando le spese per le uscite, i vestiti e le nuove tecnologie come i cellulari.
È chiaro dunque come il boom economico che tanto ci piaceva ci ha ora portato il suo conto e noi non abbiamo altro modo per pagarlo che diventare più accorti, fare sacrifici e “stringere la cinghia” magari tornando a godere e usufruire di cose che erano ormai passate di moda forse perché gratuite. Come ci ricorda Sophie Kinsella esistono i parchi pubblici, i musei o anche solo una semplice passeggiata campagnola. Il boom economico ci ha donato tanto e ci ha anche fatto “evolvere” almeno tecnologicamente ed ora che invece c’è la crisi, dobbiamo temprarci e ritrovare l’equilibrio tra ciò che è essenziale e lo sconfinato mare di quello che invece non lo è.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del consumismo in Italia?
- Quali sono stati alcuni effetti del boom economico sullo stile di vita degli italiani?
- Come ha influito la crisi economica sulle abitudini di spesa delle famiglie italiane?
- Quali sono alcune delle attività che possono aiutarci a riscoprire l'essenziale?
- In che modo il consumismo ha cambiato la percezione del denaro tra le generazioni più giovani?
Il consumismo in Italia ha avuto inizio nel 1958, quando l'industria superò l'agricoltura in termini di lavoratori, portando a una massiccia migrazione verso le città durante il boom economico (Giorgio Boatti).
Il boom economico ha portato a un aumento dei consumi e all'acquisto di elettrodomestici essenziali, ma ha anche generato una cultura del consumo eccessivo, facendoci perdere di vista l'essenziale e la semplicità.
La crisi ha costretto le famiglie a riflettere sulle spese, con un aumento dal 29% al 59% di adolescenti che prestano attenzione alle spese familiari, riducendo i costi per divertimenti e beni di prima necessità (Confcommercio ed Eurispes).
Per ritrovare l'equilibrio tra essenziale e superfluo, possiamo riscoprire attività gratuite come passeggiate nei parchi pubblici e visite ai musei, come suggerito da Sophie Kinsella.
Il consumismo ha portato le generazioni più giovani a una maggiore consapevolezza delle spese, spingendole a tagliare le spese per uscite e beni non essenziali, come evidenziato dall'indagine di Confcommercio.