Concetti Chiave
- Vittorio Amedeo II divenne sovrano effettivo nel 1685, sposando Anna d’Orléans e governando sotto la reggenza della madre fino ai vent'anni.
- Costretto a allearsi con la Francia durante la guerra di successione spagnola, segretamente trattò con gli Asburgo e ottenne una vittoria decisiva con il loro aiuto.
- Con il Trattato di Utrecht del 1713, ricevette il titolo di re di Sicilia, che scambiò con la Sardegna nel 1720, ampliando il suo dominio in diverse regioni.
- Attuò significative riforme interne, abolendo dazi e privilegi fiscali, riorganizzando la burocrazia e introducendo una politica mercantilistica per stabilizzare l'economia.
- Dopo l'abdicazione nel 1728, cercò di riprendere il controllo del governo, ma fu arrestato e costretto a vivere in residenza forzata, morendo nel 1732.
Infanzia e matrimonio di Vittorio Amedeo II
Nato nel 1666, a nove anni rimase orfano di padre; la reggenza fu assicurata dalla madre, Maria Giovanna di Savoia-Nemours, che di fatto governò finché il figlio non ebbe quasi venti anni. Nello stesso anno in cui diventò sovrano effettivo, egli sposò Anna d’Orléans, una principessa francese.
Guerra di successione spagnola
Per questo motivo, quando scoppiò la guerra di successione spagnola, egli fu costretto ad allearsi con la Francia. Tuttavia in merito a tale alleanza, nutriva qualche perplessità poiché i Francesi pretendevano di ingerirsi nella politica dei Savoia. Per questo motivo, segretamente, Vittorio Amedeo II cominciò a trattare con gli Asburgo finché non ebbe il coraggio di dichiarare guerra agli alleati. All’inizio, l’esercito francese riuscì ad invadere la Savoia, la regione di Nizza, Susa, Aosta, Ivrea e Vercelli per giungere fino sotto le mura di Torino. Soltanto il sacrificio di Pietro Micca, riuscì a salvare Torino dall’occupazione. Fu a questo punto che l’Austria inviò un esercito, comandato da Eugenio di Savoia, in soccorso di Vittorio Amedeo. I due principi uniti inflissero ai Francesi una grande sconfitta. Come voto, Vittorio Amedeo fece costruire una basilica dedicata alla Madonna sulla collina di Superga, poi diventata tomba di tutti i Savoia. Col Trattato di Utrecht del 1713 che metteva fine alla guerra di Successione Spagnola, egli ottenne il titolo di re di Sicilia, ma qualche anno dopo, nel 1720, egli scambiò questo possedimento con la Sardegna. Egli estese il suo dominio anche sulla Lomellina, sul Monferrato e sulla Valsesia.
Politica interna e riforme
Una volta compiute queste acquisizioni territoriali, Vittorio Amedeo II si dedicò alla politica interna. Egli riteneva che il sovrano dovesse essere il punto di riferimento essenziale per l'organizzazione istituzionale, conducendo così una politica contro gli aristocratici. Per rimediare alle grosse spese causate dalle guerre, non esitò a vendere molti antichi feudi rimasti abbandonati e riuscì a dare organicità alle tasse. Attuò una politica mercantilistica, abolendo i dazi interni e tassando fortemente l'esportazione di seta greggia per favorire la produzione interna; in campo amministrativo riordinò la burocrazia con la creazione di un governo centrale e l'apparato fiscale con l'attuazione di un'imposta generale su tutti i redditi e abolendo molti privilegi fiscali regionali e delle classi privilegiate. In questo modo riuscì a dare organicità alle tasse senza scontentare i sudditi.
Abdicazione e conflitto con il figlio
Nel 1728 la sua salute peggiorò e decise di abdicare in favore del figlio Carlo Emanuele III di Savoia, pur continuando a controllare gli affari di governo dando consigli perentori e non allontanandosi dalla vita di corte. Inizialmente, si ritirò a Cambéry, ma, successivamente, ritenendo che il figlio non fosse in grado di provvedere a tutto, ritornò a Torino con il proposito di riprendere il governo. Da parte sua, Carlo Emanuele, nonostante la sfiducia del padre, era invece un uomo politico molto capace. Fu costretto a prendere una decisione forte: fece arrestare il padre e lo costrinse ad una residenza forzata nel Castello di Rivoli. Per il vecchio sovrano, questo fu un grave colpo, a tal punto chela sua salute ne risentì gravemente e dopo neppure un anno dal fatto, morì (1732).
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo della madre di Vittorio Amedeo II durante la sua infanzia?
- Come si è sviluppata la guerra di successione spagnola per Vittorio Amedeo II?
- Quali riforme politiche Vittorio Amedeo II ha attuato dopo le sue acquisizioni territoriali?
- Qual è stata la causa principale dell'abdicazione di Vittorio Amedeo II?
- Qual è stata la conseguenza del conflitto tra Vittorio Amedeo II e suo figlio Carlo Emanuele III?
Maria Giovanna di Savoia-Nemours ha governato come reggente fino a quando Vittorio Amedeo II non ha raggiunto quasi venti anni, dopo la morte del padre nel 1675.
Vittorio Amedeo II inizialmente si alleò con la Francia, ma, preoccupato per l'ingerenza francese, trattò segretamente con gli Asburgo e dichiarò guerra agli alleati, portando a una serie di battaglie decisive.
Vittorio Amedeo II ha condotto una politica contro gli aristocratici, vendendo feudi abbandonati, riorganizzando la burocrazia e introducendo un'imposta generale su tutti i redditi, abolendo privilegi fiscali regionali.
La salute di Vittorio Amedeo II peggiorò nel 1728, portandolo ad abdicare in favore del figlio Carlo Emanuele III, pur continuando a influenzare gli affari di governo.
Il conflitto culminò con l'arresto di Vittorio Amedeo II da parte di Carlo Emanuele III, che lo costrinse a una residenza forzata, causando un grave deterioramento della salute del padre, che morì nel 1732.