Concetti Chiave
- Nel Seicento, il banditismo si diffuse in Italia, specialmente nel Lazio e nel Regno di Napoli, rappresentando una forma di criminalità organizzata dominata da briganti.
- L'assenza di polizia, assente fino al 1700, consentì ai briganti di terrorizzare le autorità locali e allearsi con signorotti in cerca di protezione.
- Il pauperismo portò a un aumento dei mendicanti in Europa, che cercavano lavoro e cibo nelle città a causa di una grave crisi alimentare, specialmente in Francia.
- La Chiesa cattolica inizialmente cercò di aiutare i poveri, ma con il crescere del fenomeno, iniziò a perseguitarli, considerandoli colpevoli per la loro povertà.
- Nel Seicento aumentò la repressione sociale, con l'inasprimento delle pene capitali e la costruzione di centri di rieducazione per i carcerati e i mendicanti.
Il banditismo nel Seicento
Un altro fenomeno che si diffuse in Italia nel Seicento, soprattutto nel Lazio e nel Regno di Napoli, fu il “banditismo” ovvero una criminalità organizzata, capeggiata da briganti che si muovevano soprattutto nei boschi e nelle zone di campagna. Data l’assenza di polizia (fu introdotta soltanto nel 1700) i briganti si imposero con il terrore sulle autorità locali. Molti signorotti si alleavano con i briganti per ottenere protezione, inoltre i briganti contavano sull’appoggio del popolo a cui spesso distribuivano cibo o beni.
Il pauperismo e la crisi
In tutta Europa si ebbe il fenomeno del “pauperismo” (dal latino pauper, povero) cioè una crescita vertiginosa del numero di poveri che si spostavano dalle campagne e dai paesini per raggiungere le grandi città in cerca di denaro e di cibo, che allora scarseggiava a causa della crisi, soprattutto in Francia dove dal 1662 al 1692 vi fu una gravissimi carestia chiamata “grande fame francese”. Nel Seicento quindi circa 1/5 della popolazione era composta da mendicanti.
Repressione e controllo sociale
In un primo momento la Chiesa cattolica tentò di aiutarli, fondando istituti di carità e offrendo alloggi ma ben presto il fenomeno divenne incontrollabile e i mendicanti furono perseguitati credendo che la loro povertà fosse una colpa e non fossero dignitosi dinanzi a Dio. Iniziò quindi la repressione, che fu un ideale perseguito durante tutto il Seicento: in questo secolo infatti aumentarono enormemente le pene capitali, il numero di carcerati e di uomini costretti ai lavori forzati, e furono costruiti numerosi centri di rieducazione.
Domande da interrogazione
- Quali erano le cause principali del banditismo nel Seicento in Italia?
- Come si manifestò il fenomeno del pauperismo in Europa durante il Seicento?
- Quali misure furono adottate dalla Chiesa e dalle autorità nei confronti dei mendicanti nel Seicento?
Il banditismo si diffuse nel Seicento in Italia, specialmente nel Lazio e nel Regno di Napoli, a causa dell'assenza di polizia e della crisi economica, che portò molti signorotti a allearsi con i briganti per ottenere protezione (testo).
Il pauperismo si manifestò con un aumento vertiginoso del numero di poveri che migravano dalle campagne verso le città in cerca di cibo e lavoro, con circa 1/5 della popolazione composta da mendicanti, specialmente a causa della grave carestia in Francia (testo).
Inizialmente, la Chiesa cercò di aiutare i mendicanti con istituti di carità, ma successivamente, a causa dell'incontrollabilità del fenomeno, si passò alla repressione, con un aumento delle pene capitali e la costruzione di centri di rieducazione (testo).