Concetti Chiave
- Il conflitto tra Inghilterra e Spagna è noto come seconda guerra dei cent’anni, rappresentando una battaglia per la supremazia economica e politica tra due potenze.
- L'economia inglese era considerata robusta e influente nel mondo, mentre Mussolini cercò di consolidare l'Italia degli anni '20 attraverso misure come la battaglia del grano e la quota novanta.
- Dopo la morte di Luigi XIV, la Francia affrontò una crisi con un reggente che affidò il risanamento dei conti pubblici a John Law, il quale propose un sistema economico innovativo basato su carta moneta.
- Il sistema di John Law inizialmente funzionò, ma si rivelò disastroso a causa della mancanza di copertura aurea, portando alla bancarotta dello stato e alla chiusura della compagnia commerciale.
- Luigi XIV tentò di rafforzare l'assolutismo attraverso riforme finanziarie e collaborazioni strategiche, ma si trovò ad affrontare l'opposizione della nobiltà, del clero e dei parlamenti, preoccupati per la tassazione.
Qual è il conflitto tra Inghilterra e Spagna?
Gli storici della World History la indicavano come seconda guerra dei cent’anni, scoppiata fra due grandi potenze; Inghilterra e Spagna. Ma dopo aver analizzato le vicende, vediamo nello specifico i protagonisti.
Economia inglese e Mussolini
La prima è una realtà economicamente e politicamente parlando forte, tanto da essere considerata “il forziere del mondo” dai contemporanei.
Per comprendere oggi la solidità del sistema bancario inglese si può pensare a questo semplice e più vicino esempio.
Negli anni ’20 del 900, in Italia, Mussolini ha ormai acquisito il potere e necessita il consolidamento economico, più che in desiderio ormai in vista di un controllo autarchico. Tenta con diversi espedienti, fra cui i più importanti furono la battaglia del grano, che consisteva nell’ implementare la produzione cerealicola, ma anche con la quota novanta, cioè nel fissare il valore di cambio che la lira avrebbe dovuto avere rispetto alla sterlina inglese.
Benchè oggi questo oggi possa apparire strano, la moneta di riferimento allora non era ancora il dollaro americano, bensì il pound.
Francia post Luigi XIV
Ma tornando a tempi più lontani, per la Francia la situazione è molto diversa: alla morte del sovrano modello della monarchia assoluta, Luigi XIV, il potentissimo re Sole, l’erede è solo un bambino, e il governo è retto da un consigliere.
Il fallimento di John Law
Il suddetto reggente prende la decisione, rivelatasi poi fallimentare di affidare il risanamento dei conti pubblici al visionario e spregiudicato finanziere scozzese John Law.
Il soggetto aveva elaborato un sistema economico nuovo e organico, funzionale allo sviluppo del paese più popoloso d’Europa.
Il suo sistema consisteva nell’immisione sul mercato di molto denaro, per smuovere il commercio, ma in forma nuova: Individua nella carta moneta lo strumento ideale.
Per perseguire il suo progetto fonda la banca generale, ma il problema di questo primo passaggio è evidentissimo: non c’è copertura aurea a sostegno della manovra. In secondo luogo, sulle orme dei predecessori disegna la compagnia commerciale, che avrebbe dovuto relazionarsi alla prima istituzione creata.
In pratica, era per i cittadini francesi possibile diventare creditore del debito pubblico dello stato, ricevendo azioni della compagnia commerciale delle indie.
Il sistema inizialmente funziona anche bene, trasformando il problema iniziale dell’inflazione in speculazione. Ma è un successo destinato a breve durata: Nel giro di poco tempo i risultati sono disastrosi. Banche che emettono senza copertura, una compagnia scricchiolante e azioni gonfiate dal valore eccessivamente innalzato, che iniziano ad essere vendute in enorme quantità.
Lo stato risulta di conseguenza completamente insolvente , generando un disastroso effetto a catena.
I creditori non ottengono nulla , alla compagnia non resta che chiudere, lasciando che la banca crolli mentre il debito pubblico aumenta a dismisura. Più avvedutamente, John Law leva rapidamente le tende per tornare in patria.
Riforme di Luigi XIV
È a questo punto che Luigi XIV, figlio secondo i più non all’altezza del mitico padre, fa la sua forse unica azione lungimirante
Sceglie di affidarsi a due uomini determinanti: il cardinal Fluery e il ministro della finanze Orry.
Grazie ai loro sforzi riescono a raggiungere nel 1743 il pareggio di bilancio e la conseguente solidità del paese.
Terminando la fase più prudente, Luigi XIV desidera rafforzare l’assolutismo, sul modello del padre, incurante che i tempi fossero cambiati.
Trova ovviamente l’opposizione di diverse forze, come il parlamento di Parigi, i parlamenti provinciali, la nobiltà, il clero, tutte realtà con infiniti diritti e quasi nessun dovere, sottoposti a nessuna tassazione, pur avendo (nello specifico gli ultimi due citati) un’enorme quantità di beni, (prettamente fondiari).
Tenta la riforma finanziaria del 1749, che prevede finalmente una tassazione degli ecclesiasti, ma incontrando l’opposizione dapprima della chiesa, poi del parlamento conservatore e in ultima dell’aristocrazia che temeva la pronta estensione del provvedimento, essendone successivi interessati.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico del conflitto tra Inghilterra e Spagna?
- Come si caratterizzava l'economia inglese durante il periodo di Mussolini?
- Quali difficoltà affrontò la Francia dopo la morte di Luigi XIV?
- Quali furono le conseguenze del sistema economico di John Law?
- Come tentò Luigi XIV di rafforzare l'assolutismo e quali furono le reazioni?
Il conflitto è descritto come la seconda guerra dei cent’anni, scaturita tra due grandi potenze, Inghilterra e Spagna, secondo gli storici della World History.
L'economia inglese era considerata "il forziere del mondo", mentre Mussolini, negli anni '20, cercava di consolidare l'economia italiana attraverso misure come la battaglia del grano e la quota novanta, fissando il valore della lira rispetto alla sterlina.
Dopo la morte di Luigi XIV, la Francia si trovò in una situazione difficile, con un erede bambino e un governo retto da un consigliere, che tentò di risanare i conti pubblici attraverso il finanziere John Law, il cui sistema si rivelò fallimentare.
Il sistema di John Law inizialmente funzionò, ma portò rapidamente a disastri economici, con banche senza copertura aurea e un debito pubblico crescente, culminando nel crollo della banca e nella chiusura della compagnia commerciale.
Luigi XIV cercò di rafforzare l'assolutismo con l'aiuto di due uomini chiave, raggiungendo il pareggio di bilancio nel 1743, ma incontrò forte opposizione da parte di nobiltà, clero e parlamento, specialmente riguardo alla riforma finanziaria del 1749 che prevedeva la tassazione degli ecclesiasti.