Concetti Chiave
- La riforma delle camere ha portato la Camera dei Comuni a essere più rappresentativa del progresso del paese, mentre la Camera dei Lords ha mantenuto un ruolo di privilegio.
- Il Primo ministro ora rappresenta la maggioranza partitica, creando una stretta omogeneità politica tra il governo e il parlamento.
- I Lords stanno perdendo legittimazione e influenza, non partecipando né alle elezioni né alla formazione dell'esecutivo.
- La crisi del 1911 ha evidenziato la stagnazione politica, culminando nella minaccia di Giorgio V ai Lords per approvare il bilancio.
- Il Parliament Act ha modificato i poteri delle camere, limitando la capacità della Camera dei Lords di bloccare leggi, rendendo il bicameralismo non più paritario.
Riforma delle camere
Si modificano anche i rapporti tra le camere, dato che quella dei Comuni è riformata, adeguata quindi al paese reale e al suo progresso; mentre quella dei Lords più che mai esprime privilegio (nonostante avesse comunque subito modifiche nel corso del tempo, per esempio un rapporto via via più favorevole ai Lord Temporali).
Ruolo del primo ministro
Il rapporto tra Parlamento e Governo è sempre più stretto: il Primo ministro è espressione della maggiora partitica. Quindi c’è omogeneità politica tra legislativo e esecutivo, con un Governo che non è altro che il derivato di quella che è la Camera dei Comuni eletta.
Declino dei Lords
I Lords perdono spessore, non centrando nulla in questo processo. Non hanno più legittimazione, sono inutili, non partecipano alle elezioni e nemmeno al momento decisivo della formazione dell’esecutivo.
Crisi del 1911
Nel 1911 si arriva infatti ad un punto di saturazione. Per quasi due anni i Lords si erano opposti ad una tassa sulla terra, bloccando il bilancio. Edoardo VII prende atto di questo grave blocco, che non è altro se non la difesa di un privilegio. Salito al trono Giorgio V, minaccia i Lords di modificare i rapporti maggioranza/opposizione. Ancora una volta la minaccia è sufficiente, e il bilancio viene approvato.
Parliament Act e conseguenze
Ma per l’opinione pubblica lo scandalo è enorme, quindi si fa passare il Parliament Act, con il quale il bicameralismo non è più paritario. La Camera dei Lords non può più bloccare a oltranza la legge di bilancio dello Stato, ma solo con voto sospensivo. Inoltre, può opporsi a tutte le altri leggi al massimo per due anni. Il potere di veto va a perdersi del tutto nel 1949. I poteri delle due Camere vengono modificati.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali modifiche apportate ai rapporti tra le camere del Parlamento?
- Qual è il ruolo del Primo ministro nel contesto della riforma parlamentare?
- Quali sono le conseguenze del Parliament Act del 1911?
La Camera dei Comuni è riformata per riflettere il progresso del paese, mentre la Camera dei Lords continua a esprimere privilegi, perdendo legittimazione e rilevanza nel processo legislativo.
Il Primo ministro è l'espressione della maggioranza partitica, creando un legame sempre più stretto tra il Parlamento e il Governo, con un esecutivo derivato dalla Camera dei Comuni eletta.
Il Parliament Act modifica il bicameralismo, limitando il potere della Camera dei Lords, che non può più bloccare indefinitamente la legge di bilancio, ma solo con un voto sospensivo, e può opporsi ad altre leggi per un massimo di due anni.