Concetti Chiave
- John Atkinson Hobson sostiene che l'imperialismo europeo è il risultato della seconda rivoluzione industriale e dei cambiamenti del capitalismo di fine Ottocento.
- Joseph Alois Schumpeter contesta Hobson, affermando che l'imperialismo era economicamente improduttivo e derivava da una mentalità superata delle classi dirigenti europee.
- David Kenneth Fieldhouse evidenzia che l'espansione coloniale spesso nasceva da sollecitazioni interne piuttosto che da decisioni pianificate, con esempi specifici per Inghilterra e Francia.
- L'imperialismo contribuì a creare tensioni tra le potenze europee, che furono un fattore scatenante per la prima guerra mondiale.
- La convinzione che le guerre sarebbero state brevi e le nuove idee futuristiche esaltavano la guerra, aumentando ulteriormente le tensioni tra le nazioni europee.
Le teorie di Hobson e Schumpeter
I motivi della nascita dell’imperialismo erano diversi. In quel tempo l’economista inglese John Atkinson Hobson scrisse un saggio dedicato all’imperialismo che divenne un’opera molto importante perché venne ripresa anche da Lenin e da alcuni storici marxisti. Secondo Hobson l’espansione colonialistica europea è da spiegarsi come un prodotto della seconda rivoluzione industriale, ossia dei cambiamenti del capitalismo di fine Ottocento. Dopo la prima guerra mondiale l’economista tedesco Joseph Alois Schumpeter elaborò uno studio che contestava la teoria di Hobson con argomenti economici. Infatti mise in luce che l’imperialismo era economicamente improduttivo perché la conquista dei territori coloniali costava parecchio e non garantiva profitti adeguati. Schumpeter escluse il fatto che gli stati europei avessero intrapresero la via del colonialismo per ragioni economiche. Propose invece un’altra soluzione: l’imperialismo era dovuto alla mentalità ormai superata delle classi dirigenti europee che ritenevano che più territori si conquistavano e più si era forti. Per lungo tempo le interpretazioni di Hobson e Schumpeter erano quelle più autorevoli e adottate dagli storici.
L'analisi di Fieldhouse
Negli anni settanta del Novecento il neozelandese David Kenneth Fieldhouse rifletté intorno all’imperialismo e mise in luce degli aspetti importanti. Chiarì che bisognava distinguere il colonialismo di ogni paese e sottolineò che in gran parte dei casi l’espansione coloniale non era partita da decisioni prese a tavolino, ma era frutto di sollecitazioni nate nel mondo coloniale. Nel caso dell’Inghilterra infatti l’imperialismo nacque perché le colonie erano minacciate dai vicini. Per esempio la Nuova Zelanda era stata conquistata perché i Maori avevano massacrato i coloni inglesi che dall’Australia avevano osato avvicinarsi alla loro isola. I francesi intrapresero l’imperialismo perché erano stati umiliati nel 1870 dai tedeschi e cercavano così un riscatto conquistando territori d’oltremare. I tedeschi avevano iniziato a conquistare territori coloniali per motivi di prestigio. L’interpretazione di Fieldhouse fu fondamentale per l’analisi di questo fenomeno storico.
Le conseguenze dell'imperialismo
L’imperialismo fu un ulteriore aspetto che contribuì a creare tensioni che poi portarono allo scoppio della prima guerra mondiale. C’era inoltre la convinzione che con le nuove avanguardie tecnologiche la guerra sarebbe durata pochi giorni. A questo andava aggiunto anche la diffusione delle nuove idee futuristiche che esaltavano la guerra come “igiene del mondo” e come prova del valore personale di ogni uomo. Gli europei infine non assistevano a guerre importanti dai tempi di Napoleone e non avevano idea di che cosa avrebbe provocato una guerra con così tante grandi potenze coinvolte.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale teoria di Hobson riguardo all'imperialismo?
- Come contrasta Schumpeter la teoria di Hobson sull'imperialismo?
- Qual è l'approccio di Fieldhouse all'imperialismo?
- In che modo l'imperialismo ha contribuito allo scoppio della prima guerra mondiale?
Hobson sostiene che l'espansione colonialistica europea sia il risultato della seconda rivoluzione industriale e dei cambiamenti del capitalismo di fine Ottocento, un'idea che influenzò anche Lenin e storici marxisti.
Schumpeter critica Hobson affermando che l'imperialismo è economicamente improduttivo e non motivato da ragioni economiche, ma piuttosto da una mentalità superata delle classi dirigenti europee che associavano la conquista di territori alla forza.
Fieldhouse distingue il colonialismo di ogni paese e sottolinea che l'espansione coloniale spesso non era pianificata, ma piuttosto una risposta a sollecitazioni nel mondo coloniale, come nel caso dell'Inghilterra e della Nuova Zelanda.
L'imperialismo ha creato tensioni tra le potenze europee, alimentate dalla convinzione che le nuove tecnologie avrebbero reso la guerra breve e dalla diffusione di idee che esaltavano la guerra come prova di valore personale, portando a una sottovalutazione delle sue conseguenze.