Concetti Chiave
- La bolla Inter Caetera del 1493, emessa da Papa Alessandro VI, regolava la divisione delle nuove terre tra Spagna e Portogallo, dando inizio al colonialismo occidentale.
- Il Trattato di Tordesillas del 1494 spostò la linea di demarcazione più a ovest, consentendo al Portogallo di espandere i propri commerci fino al Brasile.
- I conquistadores spagnoli, come Hernan Cortes e Francisco Pizarro, dominarono i popoli indigeni e ampliarono enormemente i territori spagnoli in America.
- Il sistema dell'encomienda, implementato dagli spagnoli, sfruttò il lavoro degli indios e portò a gravi abusi, nonostante i tentativi di regolamentazione da parte di Isabella.
- Bartolomé de las Casas, dopo una crisi di coscienza, divenne un attivista per i diritti degli indigeni, contribuendo all'emanazione delle leggi di Burgos che proteggevano gli indios.
La bolla Inter Caetera e il Trattato di Tordesillas
Papa Alessandro VI cercò di conciliare spagna e portogallo per il possesso delle nuove terre emanando la bolla Inter Caetera nel 1493 che lasciava le terre ad est della raya ai portoghesi e l’ovest agli spagnoli sancendo la nascita del colonialismo occidentale ad impronta cattolica. Il Portogallo non accettò la divisione e stipulò il Trattato di Tordesillas nel 1494 facendo spostare la raya più ad ovest nel 46° parallelo così da estendere i commerci fino al Brasile scoperto sei anni dopo.
Conquistadores e la colonizzazione spagnola
La Spagna colonizzava più che creare scali, dominando i nuovi popoli con bande di Conquistadores (piccola nobiltà ed ex-galeotti) che volevano conquistare un “posto al sole”.
Le imprese di Cortes e Pizarro
Hernan Cortes figlio di un Hidalgo modesto partì nel 1519 da Cuba con un piccolo esercito e 7 cannoni sbarcando nell’attuale Messico in un impero azteco minato da rivolte e carestie; l’imperatore Montezuma scambiò Cortes per il dio Quetzalcoatl accogliendolo con onore ma fu catturato da quest’ultimo e ucciso durante una ribellione della popolazione. Con l’aiuto di tribù azteche gli spagnoli devastarono gli abitanti e Cortes fu nominato governatore. Lo spagnolo Francisco Pizarro incoraggiato da questo avvenimento partì tre anni più tardi verso sud per l’Eldorado con una spedizione fallimentare, una seconda volta giunge in Perù e approfittando di una guerra civile di successione in corso tra gli Inca e un'epidemia di vaiolo divenne governatore dell’intera regione andina e fondò Ciudad de los Reyes (Lima), infine fu assassinato per i suoi metodi di governo mentre gli indios continuavano la loro resistenza.
L'espansione spagnola e il sistema dell'encomienda
Con le imprese di questi due ultimi la Spagna possedeva immensi territori: l’America centrale (nuova Spagna), la costa dell’America meridionale con Venezuela, Colombia e Perù e in seguito anche Cile e Argentina; nel 1565 arrivarono nelle Filippine. In ogni colonia c’erano funzionari reali che regolavano il commercio. La casa de contratacion a Siviglia si arricchì sfruttando le miniere e le piantagioni. Con il sistema dell’encomienda il re lasciava a degli affidatari iberici la gestione locale facendo lavorare gli indios ed educandoli al cristianesimo grazie ai frati francescani e domenicani. Isabella cercava di frenare lo sfruttamento ma dopo la sua morte gli abusi aumentarono e la conversione rimase solo una scusa per avere il controllo militare del mare. Madrid dominava l’Atlantico, Lisbona dominava l’oceano Indiano e aveva meno contatti con gli indigeni tranne nel caso del Brasile. Piantavano soprattutto caffè, tabacco e zucchero e intanto durante il Cinquecento la popolazione subì un genocidio scendendo da 75 milioni di abitanti a 10 milioni.
Bartolomé de las Casas e le leggi di Burgos
Gli europei erano convinti di possedere una cultura e una spiritualità superiori e questo pregiudizio li giustificava nel compiere crudeltà, non tutti erano però d’accordo. Bartolomé de las Casas ebbe una crisi di coscienza ad esempio e rinunciò alla sua encomienda ad Haiti per poi farsi sacerdote e cercare di abolire la schiavitù. Le sue proteste ispirarono le leggi di Burgos che Ferdinando il Cattolico emanò nel 1512 in cui si stabiliva che gli indios dovevano essere trattati con umanità e retribuiti. Poi anche papa Paolo III disse “gli indiani sono veri uomini” e accusò di eresia chi non li trattava come tali. Las Casas ebbe anche una disputa a Valladolid con Juan Sepulveda che aveva definito gli indios "sottouomini-omuncoli" destinati alla schiavitù. In ogni caso gli iberici passavano per massacratori.
La tratta degli schiavi e il declino del Mediterraneo
Per compensare alla morte degli indios venivano portati gli schiavi neri dall’Africa trasportati in catene, la prima di queste spedizioni fu nel 1503 con i portoghesi. Il Mediterraneo a partire dal ‘600 subì una regressione e l’Italia perse la sua importanza strategica. Il primato mercantile si spostò nelle mani di Inghilterra, Olanda e Francia grazie alle Monarchie nazionali che potevano finanziare esplorazioni lunghe e costose anche non compensate a breve termine. Nel XIX si arriverà ad una vera e propria spartizione coloniale del pianeta.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della bolla Inter Caetera e del Trattato di Tordesillas?
- Chi erano i Conquistadores e quale ruolo hanno avuto nella colonizzazione spagnola?
- Quali furono le conseguenze delle conquiste di Hernan Cortes e Francisco Pizarro?
- Come funzionava il sistema dell'encomienda e quali erano le sue implicazioni?
- Qual è stato il ruolo di Bartolomé de las Casas nella difesa dei diritti degli indios?
La bolla Inter Caetera, emanata da Papa Alessandro VI nel 1493, stabilì la divisione delle terre tra Spagna e Portogallo, segnando l'inizio del colonialismo occidentale. Tuttavia, il Portogallo non accettò questa divisione e nel 1494 stipulò il Trattato di Tordesillas, spostando la raya più a ovest per estendere i propri commerci fino al Brasile.
I Conquistadores erano bande di piccola nobiltà ed ex-galeotti spagnoli che cercavano di conquistare nuove terre e popoli. Attraverso le loro imprese, come quelle di Cortes e Pizarro, la Spagna riuscì a dominare vasti territori in America, imponendo il proprio controllo sui popoli indigeni.
Le conquiste di Cortes in Messico e Pizarro in Perù portarono alla devastazione delle popolazioni indigene e all'instaurazione di un dominio spagnolo su ampie aree dell'America. Cortes divenne governatore del Messico, mentre Pizarro fondò Lima e divenne governatore dell'intera regione andina.
Il sistema dell'encomienda permetteva agli iberici di gestire le colonie, sfruttando il lavoro degli indios e cercando di convertirli al cristianesimo. Sebbene Isabella cercasse di limitare gli abusi, dopo la sua morte gli sfruttamenti aumentarono, portando a un genocidio della popolazione indigena.
Bartolomé de las Casas, dopo una crisi di coscienza, rinunciò alla sua encomienda e divenne sacerdote, lottando per abolire la schiavitù degli indios. Le sue proteste portarono all'emissione delle leggi di Burgos nel 1512, che stabilivano il trattamento umano degli indigeni, contrastando le idee di chi li considerava "sottouomini".