Concetti Chiave
- Il ruolo della donna nel Rinascimento era limitato, ma alcune libertà iniziarono a essere conquistate, come documentato nelle opere di Alberti e Castiglione.
- Le ragazze venivano educate in convento e considerate pronte per il matrimonio già a dodici anni, con scelte matrimoniali spesso decise dai genitori.
- La vita quotidiana delle donne era caratterizzata da doveri domestici e limitazioni sociali, come l'impossibilità di uscire senza il marito.
- La gravidanza era un evento festoso, ma il parto comportava notevoli rischi, e i festeggiamenti variavano in base al sesso del neonato.
- La dote era cruciale per il matrimonio, con famiglie che cercavano di accumularla attraverso risparmi e istituzioni come il Monte delle doti a Firenze.
Ruolo della donna nel Rinascimento
Per conoscere il ruolo della donna nella società rinascimentale dobbiamo fare riferimento a due fonti fondamentali: il trattato Della famiglia di Leon Battista Alberti e il Cortegiano di Baldassare Castiglione. Le due opere sono separate da quasi un secolo, eppure è possibile notare che, con molta fatica, la donna è riuscita a conquistare alcune libertà, per noi moderni senz’altro piccole, ma per quei tempi non trascurabili.
Educazione e matrimonio
Verso undici anni, la ragazza usciva dal convento in cui le erano state impartite le prime forme di educazione e a dodici anni veniva già considerata in età matrimoniale. In genere, erano i genitori del ragazzo che sceglievano la sposa e la sua famiglia, esaminando con attenzione il fisico, il carattere, la virtù e la buona educazione. Alle qualità morali si aggiungevano le abilità pratiche come saper cucire ed essere in grado di accudire all’abitazione. La scelta doveva essere molto oculata perché come afferma Leon Battista Alberti, l’amore coniugale è anche una cosa utile di cui non ci si deve pentire in futuro. Oltre al compito della procreazione, la donna rinascimentale si doveva occupare della tutela della famiglia (che comprendeva anche i servitori), aveva l’obbligo di essere fedele al marito e soltanto in assenza di quest’ultimo, assumeva la gestione economica della casa.
Vita quotidiana e limitazioni
La giornata tipo della donna si svolgeva sempre nello stesso modo: essa si alzava presto la mattina, preparava il pane, rammendava i panni, curava il pranzo e accoglieva il marito. La regola imponeva che essa non chiedesse mai al proprio marito come avesse trascorso la giornata, né doveva intromettersi nei suoi affari o leggerei suoi documenti personali.
Non poteva uscire in assenza del marito. Soltanto in occasione di grandi solennità poteva uscire, ma accompagnata dai suoi servi. L’unica concessione a cui aveva diritto era affacciarsi al balcone. La donna che faceva parte di classi sociali inferiori era soggetta a ulteriori limitazioni. Col tempo la situazione cominciò a cambiare; infatti, sono numerose le donne che facevano delle corporazioni come ci è testimoniato da alcune lastre tombali della chiesa di Santa Reparata.
Gravidanza e parto
Il giorno dell’annuncio della prima gravidanza era un giorno di gran festa e in genere a tale gravidanza ne seguivano molte altre (di solito, una donna rinascimentale partoriva ogni venti mesi). Quando si avvicinava il momento del parto, la donna si recava in chiesa per confessarsi e successivamente faceva testamento perché molto spesso dando alla luce un bambino, essa rischiava la vita a causa della scarsa igiene e della mancanza di adeguate conoscenze di ostetricia. Il battesimo veniva celebrato con grande sfarzo e la camera della puerpera veniva addobbata sontuosamente per mostrare a tutti le proprie ricchezze. I parenti si recavano a far visita portando ricchi doni, anche se le leggi punivano gli sperperi e imponevano di non offrire doni di un valore superiore a tre fiorini d’oro; ma le trasgressioni erano numerose soprattutto nelle classi agiate. A questo proposito è molto indicativa una tela di Masaccio, conservata nel Museo di Berlino che rappresenta un corteo di giovani, aperto da trombettieri della Signoria fiorentina che si reca a portare doni all’erede appena nato di una famiglia borghese. Nel caso in cui si trattasse di una femmina, i festeggiamenti erano meno ricchi, anzi, in certi casi venivano annullati e tutto veniva riposto in attesa della seguente nascita. In caso di erede maschio, veniva concesso il condono dei debiti o accordata la grazia ai prigionieri.
Dote e matrimonio
Per la figlia femminina la più grande preoccupazione dei genitori era la costituzione della dote, fatto che interessava le classi nobili, i ricchi mercanti e i ceti popolari. Alcuni documenti attestano che, a Firenze, nel XIV secolo una dote di 500 fiorini era consueta, ma nel XV secolo ne occorrevano 1000 per costituire a mala pena la dote della figlia di un artigiano. Addirittura, nel Quattrocento, a Firenze, fu creato il Monte delle doti, una specie di cassa di risparmio, gestita dal Comune, in cui i genitori al momento della nascita della figlia depositavano una certa somma che veniva poi ritirata, con gli interessi, al momento del matrimonio. Esistevano anche famiglie che non potevano permettersi una dote; in questo caso, la ragazza doveva accontentarsi di un pretendente con poche esigenze e che, soprattutto, per salvare la faccia, fosse disposto a mentire in fatto di dote.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali responsabilità della donna rinascimentale all'interno della famiglia?
- Come veniva gestita l'educazione delle ragazze nel Rinascimento?
- Quali erano le limitazioni quotidiane che le donne affrontavano nella società rinascimentale?
- Qual era l'importanza della dote nel matrimonio rinascimentale?
- Come venivano celebrati i parti e quali differenze esistevano tra i sessi dei neonati?
La donna rinascimentale si occupava della tutela della famiglia, della procreazione e della gestione economica della casa in assenza del marito, come evidenziato nel testo.
Le ragazze ricevevano le prime forme di educazione in convento fino all'età di undici anni e venivano considerate pronte per il matrimonio a dodici anni, come descritto nel testo.
Le donne non potevano uscire senza il marito e dovevano seguire rigide regole domestiche, come non intromettersi negli affari del marito, come riportato nel testo.
La dote era fondamentale per il matrimonio, con genitori che si preoccupavano di accumularla per le figlie, come dimostrato dalla creazione del Monte delle doti a Firenze, secondo il testo.
I parti erano eventi festosi, ma i festeggiamenti erano più ricchi per i maschi rispetto alle femmine, che spesso vedevano annullati i festeggiamenti, come descritto nel testo.