Concetti Chiave
- Nel Medioevo, l'istruzione era appannaggio di monaci, sacerdoti e nobili, mentre la maggior parte della popolazione rimaneva analfabeta.
- Con l'emergere dei Comuni, si rese necessaria l'istruzione per il commercio e l'amministrazione, portando alla creazione di scuole pubbliche e università.
- Le prime università nacquero nel XIII secolo, tra cui quella di medicina a Salerno, quella di teologia a Parigi e quella di diritto a Bologna.
- La lingua ufficiale, il latino, era conosciuta solo da pochi, mentre la popolazione parlava dialetti arricchiti da termini stranieri a causa delle invasioni barbariche.
- Intorno all'anno Mille, le lingue neolatine iniziarono a diffondersi, e poeti come Dante Alighieri contribuirono a elevare il volgare a lingua letteraria, rendendo il toscano la lingua italiana.
Istruzione nel Medioevo
Nel Medioevo solo i monaci, i sacerdoti e alcuni nobili erano istruiti. Il resto della popolazione, invece, non riceveva nessun tipo di educazione. Questa situazione cambiò radicalmente all’interno del Comune, dove per operare nel commercio o nel governo della città occorreva avere un’istruzione. Il mercante vedeva aumentare le sue ricchezze solo s sapeva amministrare bene il suo denaro, ma per far questo doveva saper leggere e scrivere, conoscere la contabilità e le tecniche di registrazione delle merci.
Nascita delle università
Per soddisfare queste esigenze, il nuovo ceto sociale della borghesia, formato da banchieri e mercanti, organizzò delle scuole pubbliche, dove si poteva ricevere un’istruzione e imparare i diversi mestieri. Occorreva inoltre preparare i notai, gli esperti di diritto, i medici. Per questo nelle città del XIII secolo nacquero le università. Le prime furono quella di medicina a Salerno, quella di teologia a Parigi e quella di diritto a Bologna.
Evoluzione della lingua
Nel periodo feudale, la lingua ufficiale, cioè il latino, era studiato solamente nelle scuole ecclesiastiche. La maggior parte della popolazione non sapeva né leggerlo né parlarlo in modo corretto, ma utilizzava una specie di dialetto composto da parole e frasi latine pronunciate differentemente nelle varie regioni italiane. In seguito alle invasioni barbariche e ai contatti con Arabi e Bizantini, nella lingua parlata dal popolo furono introdotti termini di provenienza straniera. Il latino, parlato oramai da poche persone, perse importanza.
Diffusione delle lingue volgari
Intorno all’anno Mille cominciarono quindi a diffondersi le lingue neolatine , derivate dai modi diversi di parlare il latino nelle varie regioni e arricchite da molte parole di origine straniera. Queste nuove lingue furono chiamate anche volgari, perché erano parlate dal popolo. Poeti e scrittori cominciarono a sentire il desiderio di scrivere poesie e racconti nella nuova lingua volgare, anziché in latino. Dan Alighieri scrisse in volgare fiorentino la Divina Commedia, un lungo poema considerato l’opera massima della nostra letteratura: per questo Dante è ritenuto il padre della lingua italiana. Il toscano divenne la lingua letteraria italiana.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali categorie di persone istruite nel Medioevo?
- Come sono nate le università nel XIII secolo?
- Qual è stato il ruolo di Dante Alighieri nella diffusione della lingua volgare?
Nel Medioevo, solo i monaci, i sacerdoti e alcuni nobili erano istruiti, mentre il resto della popolazione non riceveva alcun tipo di educazione.
Le università nacquero per soddisfare le esigenze del nuovo ceto sociale della borghesia, formato da banchieri e mercanti, che necessitava di professionisti come notai, esperti di diritto e medici.
Dante Alighieri, scrivendo la Divina Commedia in volgare fiorentino, contribuì significativamente alla diffusione delle lingue neolatine, rendendo il toscano la lingua letteraria italiana e guadagnandosi il titolo di padre della lingua italiana.