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Concetti Chiave

  • La peste arrivò in Europa nel 1347, aggravando una situazione già critica di fame, guerre e scarsa igiene, consentendo una rapida diffusione della malattia.
  • La trasmissione della peste avveniva tramite pulci che infestavano i topi, con il morbo che mutava in forma contagiosa per gli esseri umani attraverso saliva e contatto diretto.
  • La reazione della popolazione medievale spaziava dalla ricerca di conforto religioso a comportamenti sfrenati, in risposta alla consapevolezza dell'inevitabile morte.
  • Le conseguenze della peste inclusero un drastico calo demografico, la diminuzione dei prezzi dei beni alimentari e un aumento della disponibilità economica per i sopravvissuti.
  • I proprietari terrieri reagirono alla crisi economica sfruttando i contadini o affittando le terre, mentre la mezzadria divenne una pratica comune per affrontare la scarsità di lavoratori.

L'arrivo della peste in Europa

La peste giunse in Europa in un periodo difficile perché c’erano fame, miseria, malcontento, guerre e scarsa igiene tra gli abitanti.

Diffusione e impatto della peste

La peste peggiorò questo scenario e trovò la via libera per espandersi in modo devastante ed efficace. Prima dell’arrivo della peste ricomparvero malattie come il tifo, il colera, il vaiolo, la lebbra e la malaria che avevano flagellato la popolazione europea. La presenza di una popolazione numerosa comportò anche problemi d’igiene. Si credeva che lavarsi troppo facesse male; questa convinzione deriva dal fatto che ci si lavava con l’acqua fredda e in inverno ciò poteva causare influenze e malanni letali. I focolai di peste erano sempre stati presenti in Asia e anche anticamente la peste aveva già raggiunto l’Europa con effetti distruttivi.

Origine e trasmissione della peste

La peste è una malattia condotta dai topi; è causata da un bacillo che colpisce i topi e che viene trasmesso da topo a topo attraverso le pulci. L’animale ammalato contagia poi tutti gli altri e alla morte dello stesso le pulci rivolgono la propria attenzione verso altri individui. Passando all’uomo, la peste subisce una mutazione e diventa contagiosa attraverso la saliva, il contatto e la vicinanza ad un malato. Arrivò in Europa nel 1347, anno in cui i mongoli attaccarono e assediarono le colonie genovesi in Turchia. Gettarono all’interno delle mura carcasse di uomini e animali nel tentativo di diffondere il morbo tra i nemici. Così i genovesi entrarono in contatto con la peste e la portarono in tutti i porti in cui sostarono nel viaggio di ritorno a Genova. Nel 1348 diverse regioni d’Europa erano così devastate dalla peste. Nel Quattrocento ci furono ancora diversi focolai di peste in Europa, nel Cinquecento si assistette a una battuta d’arresto e infine nel Seicento arrivò un’altra distruttiva ondata. Dalla seconda metà del Seicento iniziò una progressiva ritirata della malattia; nel Settecento si riscontrarono ancora due casi di focolai, nell’Ottocento solo uno e nel 1920 vi furono alcuni ultimi casi isolati nell’Algeria francese e poi l’arrivo degli antibiotici porrà la fine della peste. Nel Medioevo la peste si ritirò soprattutto grazie ad alcuni provvedimenti dei governi che ebbero esito positivo e, in secondo luogo, al miglioramento delle condizioni igieniche. Secondo alcuni contribuì a questa ritirata della peste la sostituzione del ratto nero con il ratto norvegese, più forte e resistente alle malattie rispetto al precedente. La popolazione medievale reagì con le reazioni più strane per motivare l’avvento della peste: secondo alcuni ciò era un castigo divino per la corruzione dell’uomo, una piaga di Satana o la fine del mondo; altri ritenevano che i responsabili di quel flagello fossero coloro che avevano religioni differenti da quella cristiana e quindi gli ebrei e i musulmani, e gli stranieri che furono crudelmente massacrati. Altre teorie credevano che la peste fosse causata dalla mala aria che contagiava e avvelenava le persone; perciò la medicina del tempo riteneva che bisognava liberarsi delle impurità e dai cattivi umori attraverso purghe, erbe che provocavano vomito, salasso per evacuare, che avevano effetti assolutamente letali e controproducenti. La peste si manifestava inizialmente con febbre molto alta e in seguito comparivano anche i bubboni e il paziente era colpito da malori, vomito, diarrea. Altre reazioni furono le preghiere, le penitenze, si diffusero flagellazioni, riti di pentimento collettivo. L’unico vero metodo per salvarsi dalla peste era riassunto da tre avverbi latini “cito, longe et tarde” (il più in fretta possibile, il più lontano possibile, il più tardi possibile) che diceva, una volta scoppiato un focolaio di peste, di scappare subito molto lontano e tornare più tardi possibile, in modo da non incontrare il morbo. Solo i ricchi però potevano permettersi questo tipo di soluzione. La peste è una malattia di classe perché colpisce soprattutto lo strato più basso della popolazione perché è formato dalle persone più povere, deboli e denutrite. I bambini, gli anziani, gli ammalati, le donne, i poveri e i denutriti avevano poche possibilità di combattere il morbo.

Conseguenze economiche e sociali

I sopravvissuti si trovarono a disporre di maggiori risorse e tutti i prezzi generalmente calarono (tranne quelli dei beni di lusso). Di fronte all’avanzata inarrestabile della peste si verificarono due differenti comportamenti da parte delle persone: alcuni trascorrevano gran parte della giornata rinchiusi in luoghi religiosi per pregare Dio affinché li preservasse dalla malattia, mentre in altri crebbe la voglia di divertirsi, sentimento generato dalla consapevolezza di essere ormai inevitabilmente destinati alla morte.

Effetti sulla popolazione e l'economia

Dopo l’anno 1348, seguiranno ondate devastanti di peste lungo tutto il Trecento. Gli effetti della peste furono il tracollo della popolazione, il calo dei prezzi, la penuria di cibo, lo spopolamento improvviso di alcune vaste aree d’Europa, una maggior disponibilità economica per ogni sopravvissuto, l’aumento dei prezzi degli oggetti di lusso, la variazione nella produzione agricola e nell’allevamento. Per i proprietari terrieri la peste rappresentò un serio problema perché, con il calo del prezzo dei generi alimentari, iniziarono a guadagnare sempre meno e perché molti contadini e braccianti erano morti di peste.

Risposte dei proprietari terrieri

Le contromisure prese dai proprietari terrieri per reagire a questi sintomi di crisi furono diverse. Nell’Europa orientale e meridionale, i proprietari terrieri cercarono di spremere al massimo i loro contadini trasformandoli di fatto in schiavi legati a loro nel vincolo del lavoro della terra. La reazione dei proprietari terrieri dell’Europa centro-occidentale fu invece quella di dare in affitto le loro terre. Un’altra forma di prestito di terreni che si diffuse in questo periodo fu la mezzadria, che avveniva quando un proprietario concedeva un appezzamento del suo terreno a un contadino che poteva viverci e doveva coltivarlo; la metà dei prodotti di quel campo doveva essere data al proprietario terriero per saldare il debito.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le condizioni in Europa al momento dell'arrivo della peste?
  2. L'arrivo della peste in Europa avvenne in un periodo di fame, miseria, malcontento, guerre e scarsa igiene, creando un contesto favorevole per la sua diffusione devastante.

  3. Come si trasmetteva la peste e qual è stata la sua origine?
  4. La peste è causata da un bacillo che colpisce i topi e si trasmette attraverso le pulci. Arrivò in Europa nel 1347 grazie ai genovesi che entrarono in contatto con la malattia durante un assedio mongolo.

  5. Quali furono le reazioni della popolazione medievale di fronte alla peste?
  6. La popolazione reagì in modi diversi, da preghiere e penitenze a comportamenti di sfida, cercando di divertirsi di fronte alla morte imminente, evidenziando la paura e la disperazione del tempo.

  7. Quali furono le conseguenze economiche della peste sulla popolazione?
  8. I sopravvissuti si trovarono con maggiori risorse e un calo dei prezzi, tranne per i beni di lusso, mentre si verificò un tracollo demografico e una penuria di cibo in molte aree d'Europa.

  9. Come reagirono i proprietari terrieri alla crisi causata dalla peste?
  10. I proprietari terrieri adottarono diverse strategie: in Europa orientale e meridionale cercarono di sfruttare i contadini come schiavi, mentre in Europa centro-occidentale iniziarono a dare in affitto le loro terre, utilizzando anche la mezzadria come forma di prestito.

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