Concetti Chiave
- Il concetto di "antichità" emerge nel 1580 con Montaigne, limitato a Grecia e Roma, e riflette una visione di un mondo invecchiato trasmessa da Sant'Agostino.
- Durante il Medioevo, si osserva un'evoluzione agricola con innovazioni come l'aratro in ferro e la rotazione triennale delle colture.
- Il periodo medievale vede anche un progresso "industriale" con l'introduzione di mulini e seghe idrauliche, che rivoluzionano la produzione.
- Il rafforzamento dei sacramenti e lo sviluppo delle università segnano un'importante evoluzione religiosa e culturale nel Medioevo.
- Le innovazioni medievali si considerano un ritorno alle virtù dell'antichità, enfatizzando il progresso come un'opportunità di apprendimento dai "giganti" del passato.
Origine del concetto di antichità
Il concetto di «antichità» (come cesura dai primi secoli dell’era cristiana) nasce solo a partire da Montaigne nel 1580, peraltro riferito unicamente alla Grecia e a Roma antica. La periodizzazione elaborata dall’antichità e trasmessa al Medioevo da Sant’Agostino era quella delle sei età del mondo, ricalcate sulle sei età della vita, che introduce l’idea di un invecchiamento del mondo, giunto alla sua sesta e ultima fase (quella fra l’incarnazione di Gesù e il Giudizio finale). Un’ossessione di essere ormai in marcia verso la fine che sarà però costantemente combattuta nel corso del Medioevo classico dall’idea della renovatio, cioè di essere entrati in una fase di rinascita, come quella carolingia, che rappresentò un’epoca di effettiva crescita ed innovazione sia in campo economico (evoluzione delle tecniche agricole) che in quello del pensiero (scuola di San Vittore, insegnamento di Abelardo e le sentenze di Pietro Lombardo, che serviranno da manuale nelle università).
Evoluzione medievale
Dal XII al XV secolo si assistette ad una evoluzione in campo:
1. agricolo, grazie al progresso tecnologico che vide l’invenzione dell’aratro con vomere e versoio in ferro, la sostituzione del bue con il cavallo da tiro, l’aumento delle rese conseguente all’adozione della rotazione triennale delle culture;
2. «industriale», con il moltiplicarsi dei mulini, l’applicazione della sega idraulica e, dal XII secolo, del mulino a vento;
3. religioso e culturale, con l’affermazione dei sacramenti, lo sviluppo delle università e della scolastica.
Ritorno alle virtù antiche
Queste novità, poste sotto il segno di un ritorno alle virtù dell’antichità greco-romana, erano considerate nella mentalità di procedere guardando indietro (→Bernardo di Chatres, XII secolo, siamo come nani appoggiati sulle spalle dei giganti. Vediamo più cose e più lontane di loro, non perché la nostra vista sia più acuta o la nostra altezza maggiore, ma perché loro ci sollevano in aria, e ci innalzano fino alla loro gigantesca statura) e proprio per questo c’erano ostacoli a creare una nuova periodizzazione.
Il tempo continuo della storia, Le Goff
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del concetto di antichità e come si è evoluto nel tempo?
- Quali sono stati i principali progressi durante il periodo medievale dal XII al XV secolo?
- Come veniva percepito il ritorno alle virtù antiche nel Medioevo?
Il concetto di «antichità» nasce nel 1580 con Montaigne, riferendosi principalmente alla Grecia e Roma. La periodizzazione antica, trasmessa da Sant’Agostino, introduce l'idea di un invecchiamento del mondo, ma nel Medioevo si contrappone l'idea di renovatio, rappresentata da epoche di crescita come quella carolingia.
Durante questo periodo, si sono registrati significativi progressi in campo agricolo, con l'innovazione dell'aratro e la rotazione triennale delle colture; in campo «industriale», con l'aumento dei mulini e l'introduzione della sega idraulica; e in campo religioso e culturale, con lo sviluppo delle università e della scolastica.
Il ritorno alle virtù dell'antichità greco-romana era visto come un modo per progredire guardando indietro, come affermato da Bernardo di Chatres. Tuttavia, questa mentalità creava ostacoli alla creazione di una nuova periodizzazione della storia.