Concetti Chiave
- Carlo VII, riconosciuto re dagli Armagnac, dovette riconquistare il suo regno durante la Guerra dei Cent'anni, affrontando l'occupazione inglese nella Francia settentrionale.
- Con l'aiuto di Giovanna d'Arco, Carlo VII liberò Orleans e fu incoronato a Reims, consolidando così la sua legittimità e autorità come sovrano.
- Il Trattato di Arras del 1435 segnò un punto di svolta, permettendo a Carlo VII di riconquistare Parigi e proseguire la liberazione del territorio francese dagli inglesi.
- Carlo VII riformò le finanze e creò un esercito regolare, mentre reprimette l'opposizione aristocratica, garantendo un governo più stabile e centralizzato.
- Alla fine del suo regno, Carlo VII affrontò sfide personali, temendo per la sua vita a causa delle tensioni con il figlio delfino Luigi e le sue relazioni con la corte.
Carlo VII e la guerra dei Cent'anni
Figlio di Carlo VI e di Isabella di Baviera, Carlo VII visse nella prima parte del XV secolo, durante la Guerra dei Cent'anni.
Prima conte di Ponthieu, poi duca di Turenna e, infine, Delfino nel 1417 dopo la morte dei suoi tre fratelli maggiori, viene riconosciuto re alla morte di suo padre dalla fazione degli Armagnac. Ma deve riconquistare il suo regno. In conformità con il Trattato di Troyes (1420), Enrico VI, allora in tenera età, è proclamato sia re di Francia che d'Inghilterra. Gli inglesi, sotto l'autorità del duca di Bedford, reggente di Francia in nome del nipote Enrico VI, occupano tutta la Francia a nord della Loira, ad eccezione di alcune città e fortezze isolate, e tengono la parte occidentale della Guyenne.
La resistenza di Carlo VII
Carlo VII, da parte sua, conserva un governo embrionale a Bourges, un parlamento a Poitiers. Governa i paesi a sud della Loira, attira la ricca Linguadoca alla sua causa e si affida soprattutto al sentimento popolare. Ma non ha finanziamenti, non ha un esercito regolare, non ha alleanze serie. Le sue truppe vengono sconfitte dagli inglesi a Cravant e Verneuil.
Giovanna d'Arco e la svolta
Gli inglesi approfittarono della sua debolezza e decisero di porre fine alla sua resistenza, occupando Orleans, di cui intrapresero l'assedio nell'ottobre 1428. Vittoriosi su un esercito di soccorso che cercava di tagliare i loro rifornimenti, sembravano sull'orlo di un successo definitivo quando Carlo VII ricevette l'aiuto di Giovanna d'Arco. Gli affidò la conduzione del suo ultimo esercito, alla testa del quale Giovanna liberò Orleans l'8 maggio 1429, sconfisse un esercito di soccorso inglese a Patay il 18 giugno e fece incoronare Carlo VII a Reims il 17 luglio.
Riconquista e consolidamento del potere
Carlo VII era allora legittimato. Non sostenne più l'azione di Giovanna, che fu catturata prima di Compiègne e torturata nel 1431. Nel 1433, l'influenza esercitata sul sovrano Georges de La Trémoille terminò. Il connestabile Arthur de Richemont, che aveva già consigliato Carlo VII, tornò in grazia e riprese la lotta contro gli inglesi. Con il Trattato di Arras (1435), Filippo il Buono abbandonò l'alleanza inglese. Parigi fu poi riconquistata nel 1436 da Richemont, e la liberazione del territorio continuò metodicamente. Nel 1450, la campagna di Formigny prese la Normandia dagli inglesi. Tre anni dopo, fu la vittoria di Castillon, la liberazione di Bordeaux e Guyenne. Gli inglesi tengono solo Calais. Inoltre, il re si sbarazzò degli "scuoiatori" (nome dato alle bande di persone di guerra che divennero saccheggiatori in seguito al congedo degli eserciti dopo la pace di Arras) inviandoli a combattere vittoriosamente in Svizzera.
Riforme e sfide interne
I consiglieri di Carlo VII poterono completare l'opera iniziata dal 1436 e ricostituire il potere reale. La finanza ricevette un'organizzazione sostenibile. Le risorse della monarchia diventarono fisse e regolari. L'organizzazione delle compagnie di ordinanza e degli arcieri liberi segnò l'inizio di un esercito regolare, dotato di una potente artiglieria.
L'opposizione aristocratica era impotente: la rivolta di Praguerie (1440), di cui il Delfino Luigi prese il comando, fu vigorosamente repressa, e il duca di Alençon, Giovanni II, arrestato per aver fornito informazioni all'Inghilterra, fu condannato dalla Corte dei Pari. Infine, lo scandalo della sua vita privata permise di bandire il conte d'Armagnac Jean V (1460) in perpetuo.
La pragmatica sanzione di Bourges (1438) sottomise il clero al re ed egli si impose come capo naturale della Chiesa. La vita economica riprese il suo boom, grazie in particolare all'attività del ricco borghese Jacques Cœur. Ma, alla fine del suo regno, il sovrano temeva di essere avvelenato dal figlio delfino Luigi, ostile al partito degli Angioini, che era al potere, così come la loro protetta, Agnès Sorel, amante di Carlo VII.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico in cui visse Carlo VII?
- Quali difficoltà affrontò Carlo VII all'inizio del suo regno?
- Come influenzò Giovanna d'Arco la resistenza di Carlo VII?
- Quali riforme implementò Carlo VII per consolidare il suo potere?
- Quali sfide interne dovette affrontare Carlo VII durante il suo regno?
Carlo VII visse durante la Guerra dei Cent'anni, un conflitto tra Francia e Inghilterra, e fu riconosciuto re alla morte di suo padre, Carlo VI, dalla fazione degli Armagnac.
Carlo VII si trovò a dover riconquistare il suo regno, senza finanziamenti, un esercito regolare o alleanze serie, e subì sconfitte contro gli inglesi a Cravant e Verneuil.
Giovanna d'Arco giocò un ruolo cruciale liberando Orleans e contribuendo all'incoronazione di Carlo VII a Reims, segnando una svolta decisiva nella guerra contro gli inglesi.
Carlo VII riorganizzò la finanza, creò un esercito regolare e sottomise il clero al potere reale, rafforzando così la monarchia e la sua autorità.
Carlo VII affrontò l'opposizione aristocratica, come la rivolta di Praguerie, e dovette gestire scandali personali, temendo anche per la sua vita a causa di intrighi familiari.