Concetti Chiave
- Durante il ventennio fascista, l'archeologia romana ebbe un forte impulso, mentre quella preistorica venne trascurata fino all'interesse di alcuni archeologi legati al regime.
- Biagio Pace e altri archeologi classici sostennero che reperti di diverse epoche potessero appartenere a culture coesistenti, contrariamente alla visione tradizionale delle successioni temporali.
- La dendrocronologia si presenta come la tecnica di datazione più precisa, ma richiede condizioni ambientali specifiche per la conservazione dei reperti legnosi.
- La datazione al radiocarbonio, sviluppata da Libby, si basa sul decadimento del carbonio 14 negli organismi viventi, permettendo di determinare l'età dei reperti in modo convenzionale.
- Il concetto di residualità spiega la presenza simultanea di reperti preistorici e greci nello stesso strato, sfatando l'idea di una loro contemporaneità.
Archeologia nel ventennio fascista
Nel ventennio fascista venne dato impulso soprattutto all’archeologia romana, trascurando quella preistorica. In questa epoca iniziano ad interessarsi di preistoria archeologi classici legati al regime come Biagio Pace che riteneva che tutti quegli aspetti che Orsi e altri avevano attribuito a diversi periodi sarebbero invece appartenuti a culture coesistenti arrivate a stadi di sviluppo differenti.
Quando venivano trovati nello stesso strato reperti preistorici e greci si pensava a una contemporaneità, quando invece sappiamo che ciò si può spiegare col concetto di residualità.
- Dendrocronologia: permette una datazione all’anno grazie al riconoscimento di sequenze regolari di anelli di accrescimento osservabili per una determinata specie di alberi all’interno di una regione omogenea. La datazione sarà precisa solo se avremo anche l’ultimo anello, detto anello cambiale, che indica l’anno di taglio dell’albero. Questo è lo strumento di datazione più preciso, il limite è che pezzi di legno grandi possono conservarsi solo in particolari ambienti come quelli molto freddi, aridi o umidi
- Carbonio 14 o Radiocarbonio: fu elaborato da Libby, e si basa sul fatto che in ogni organismo vivente è presente, oltre al carbonio 12 (non radioattivo, 6 neutroni e 6 protoni) anche una piccola quantità, in proporzione costante, del carbono 14 (radioattivo, 8 neutroni e 6 protoni). Dopo la morte dell’organismo, il carbonio 14 decade emettendo radiazioni secondo un ritmo costante misurato da Libby. Misurando la quantità residua di carbonio 14 si può ottenere una datazione convenzionale che si esprime in anni dal presente o a partire dal 1950.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'approccio dell'archeologia durante il ventennio fascista?
- Come si spiega la contemporaneità di reperti preistorici e greci trovati nello stesso strato?
- Quali sono le principali tecniche di datazione utilizzate in archeologia?
Durante il ventennio fascista, l'archeologia romana ricevette un forte impulso, mentre quella preistorica venne trascurata. Archeologi legati al regime, come Biagio Pace, iniziarono a interessarsi della preistoria, proponendo teorie sulla coesistenza di culture in stadi di sviluppo differenti.
La contemporaneità di reperti preistorici e greci nello stesso strato era erroneamente interpretata; in realtà, può essere spiegata dal concetto di residualità, che indica che i reperti possono appartenere a periodi diversi.
Le principali tecniche di datazione includono la dendrocronologia, che offre una datazione annuale attraverso gli anelli di accrescimento degli alberi, e il carbonio 14, sviluppato da Libby, che misura la quantità residua di carbonio 14 in organismi morti per determinare l'età.