Concetti Chiave

  • I Fasci di combattimento, fondati da Mussolini nel 1919, erano un gruppo di nazionalisti, ex-sindacalisti e reduci della Prima Guerra Mondiale, caratterizzati da un nazionalismo estremo e un'azione violenta.
  • Lo squadrismo fascista si sviluppò come alleato dei proprietari terrieri contro le leghe socialiste, con azioni violente come l'incendio della sede dell'"Avanti" e i fatti di palazzo d'Accursio a Bologna nel 1920.
  • Le squadre fasciste erano composte principalmente da giovani, tra cui ufficiali, studenti e disoccupati, che cercavano promozione sociale e condividevano sentimenti nazionalisti e antisocialisti.
  • Lo squadrismo si diffuse rapidamente nelle province della Pianura Padana e in Toscana e Umbria, utilizzando la violenza per distruggere sedi socialiste e intimidire gli oppositori.
  • Le autorità e la magistratura, spesso indulgenti verso le azioni fasciste, appoggiavano indirettamente lo squadrismo, contribuendo alla sua espansione e impunità tra il 1921 e il 1922.

Origini dei fasci di combattimento

Prima di trattare il tema dello squadrismo fascista, è necessario spiegare che cosa fossero i “Fasci di combattimento”. Essi furono fondati da Mussolini nel 1919 e tra gli iscritti figuravano nazionalisti, ex-sindacalisti rivoluzionari e reduci della Prima Guerra Mondiale. Pur chiedendo riforme sociali progressiste, essi ostentavano un nazionalismo esagerato, teso a difendere i valori della vittoria. Pertanto, il carattere dei Fasci era antidemocratico e autoritario. L’orientamento prevalente era l’azione diretta, violenta e aggressiva. La prima azione concreta fu l’incendio della sede milanese dell’‘”Avanti”. Ben presto, i Fasci, con delle false promesse riuscirono ad acquisire il carattere dipartito di massa che si trasformò ben presto in PNF (/= Partito Nazionale Fascista). I proprietari terrieri scoprirono nei Fasci di combattimento un alleato molto utile, in grado di abbattere il potere delle leghe socialiste nelle amministrazioni comunali. Nacque così lo squadrismo fascista (o fascismo agrario) che si mise in vista, per la prima volta, nei fatti di palazzo d’Accursio, a Bologna, nel novembre 1920. In tale occasione, i fascisti cercarono di impedire l’insediamento di una nuova amministrazione comunale socialista.

Evoluzione e diffusione dello squadrismo

Le squadre fasciste erano formate soprattutto da giovani: ufficiali appena congedati che incontravano difficoltà a inserirsi nella vita civile, studenti, ex-combattenti e disoccupati che cercavano nuovi canali per trovare una promozione sociale. Inizialmente, esso interessò le campagne e si basava sull’esasperazione nazionalistica, sull’odio verso i socialisti, sull’aspirazione a un governo autoritario, sull’esaltazione della violenza e sul suo impiego. In seguito si ebbe anche un fascismo industriale, attivo nelle piccole e medie aziende.

Impatto e conseguenze dello squadrismo

Lo squadrismo dilagò in breve tempo in tutte le province della Pianura Padana e nelle zone della Toscana e dell’Umbria, dove era molto diffusa la mezzadria. Le squadre partivano di solito dalla città e si spostavano da un borgo all’altro per distruggere, devastare o incendiare i municipi, le camere di lavorio, le sedi delle leghe socialiste, le case del popolo o le cooperative. I militanti politici socialisti e i sindacalisti venivano sottoposti a violenza, bastonati, a volte perfino uccisi e i loro familiari venivano terrorizzati. Queste azioni violente non solo eliminavano fisicamente l’avversario e numerose amministrazioni “rosse”, ma agivano anche a scopo intimidatorio nei confronti di coloro che non avessero l’intenzione di appoggiare il fascismo nascente. Ebbero anche l’effetto intrinseco di acquisire la simpatia e di fare nuovi proseliti fra i giovani che provavano sentimenti nazionalisti e vedevano nelle squadre di azione dei difensori eroici dei tradizionali valori della patria. Contando su di un notevole margine d’impunità, lo squadrismo diventò molto intenso nel biennio 1921/1922 perché la classe dirigente e gli apparati statali appoggiavano più o meno indirettamente coloro che esprimevano sentimenti antisocialisti. Una prima significativa espansio9ne dello squadrismo nelle città sui ebbe a Trieste dove il fascismo aveva trovato successo tra i civili e i militari italiani,m grande ad una potente propaganda che sfruttava le divisioni etniche e classiste, concretizzandosi con l’incendio della tipografia dove si stampava l’edizione del giornale socialista “Avanti” e con l’incendio dell’Albergo Hotel Balkan, sede delle organizzazioni slovene. Va infine aggiunto che in molti casi, nei confronti dello squadrismo, la magistratura era molto indulgente.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le origini dei Fasci di combattimento?
  2. I Fasci di combattimento furono fondati da Mussolini nel 1919, includendo nazionalisti, ex-sindacalisti e reduci della Prima Guerra Mondiale, con un carattere antidemocratico e autoritario, e un orientamento verso l'azione diretta e violenta.

  3. Come si è evoluto lo squadrismo fascista?
  4. Lo squadrismo fascista, inizialmente concentrato nelle campagne e composto da giovani e disoccupati, si è evoluto includendo anche un fascismo industriale, attivo nelle piccole e medie aziende, alimentato da nazionalismo e odio verso i socialisti.

  5. Qual è stato l'impatto dello squadrismo nelle province italiane?
  6. Lo squadrismo si diffuse rapidamente nella Pianura Padana e in Toscana e Umbria, portando a violenze contro socialisti e sindacalisti, distruzione di sedi politiche e intimidazione di chi non sosteneva il fascismo.

  7. Quali erano le conseguenze delle azioni violente delle squadre fasciste?
  8. Le azioni violente non solo eliminarono fisicamente gli avversari, ma crearono anche un clima di paura e intimidazione, attirando nuovi proseliti tra i giovani nazionalisti che vedevano le squadre come difensori dei valori patriottici.

  9. In che modo la classe dirigente e la magistratura hanno influenzato lo squadrismo?
  10. La classe dirigente e gli apparati statali appoggiarono indirettamente lo squadrismo, mentre la magistratura si mostrò spesso indulgente, contribuendo così all'intensificazione delle violenze tra il 1921 e il 1922.

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