Concetti Chiave
- Nell'autunno del 1917, i bolscevichi, guidati da Lenin, si resero conto che era il loro momento grazie a un seguito forte e organizzato a Pietrogrado, ma temevano l'esito delle imminenti elezioni dell'Assemblea Costituente.
- Il colpo di stato bolscevico avvenne tra il 24 e il 25 ottobre 1917, con i soldati filobolscevichi e le Guardie rosse che occuparono il Palazzo d'Inverno e arrestarono i membri del governo, dando vita a un nuovo governo presieduto da Lenin.
- Lenin annunciò trattative per una pace senza annessioni e un decreto per confiscare le proprietà terriere, promettendo la redistribuzione della terra ai contadini per ottenere il loro consenso.
- Nonostante il colpo di stato, nelle elezioni del novembre 1917 i bolscevichi ottennero solo 175 seggi su 715, mentre i social-rivoluzionari moderati trionfarono con 370 seggi, evidenziando la loro debolezza nel contesto democratico.
- Nel gennaio 1918, i bolscevichi sciolsero con la forza l'Assemblea Costituente, risolvendo il problema della loro minoranza e avviando la costruzione di un regime politico a partito unico.
Qual è l'ascesa dei bolscevichi?
Nell'autunno del 1917 Lenin e i bolscevichi avevano capito che è giunto il loro momento, l'evolversi della situazione ha ampliato il loro seguito che è forte e ben organizzato proprio a Pietrogrado ma il vento potrebbe cambiare direzione. Per novembre, ad esempio, era prevista l'elezione dell'Assemblea Costituente per la quale potranno votare anche le donne che con un decreto del 20 luglio 1917 hanno ottenuto il diritto di voto: se i risultati non fossero particolarmente positivi (e i bolscevichi temono l'esito elettorale nelle campagne), le loro aspettative potrebbero svanire del tutto.
Il colpo di stato
Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 1917, l'insurrezione bolscevica ebbe inizio. Armi alla mano, sono i soldati filobolscevichi e le Guardie rosse a compiere un vero e proprio colpo di stato militare espugnando e occupando il Palazzo d'Inverno dove ha sede il governo e arrestandone i membri (salvo Kerenskij che riesce a fuggire). I bolscevichi formano il governo che si chiama Consiglio dei commissari del popolo ed è presieduta da Lenin, e ha Trotskij come ministro degli esteri e Stalin come ministro per le questioni nazionali e all'interno nemmeno un ministro che non sia bolscevico.
Le prime misure di Lenin
Prima ancora di formare il governo, Lenin aveva annunciato al II Congresso panrusso dei soviet le due misure che verranno prese al più presto: saranno avviate trattative con gli Imperi centrali per arrivare a una pace senza annessioni ne indennizzi, sarà varato un decreto sulla base del quale tutte le proprietà terriere dei possidenti e della Chiesa saranno confiscate, la redistribuzione di questa terra verrà eseguita sulla base delle decisioni prese dall'Assemblea Costituente che dev'essere eletto entro breve; ma è certo che le norme faranno in modo di attribuire a ogni famiglia contadina tutta la terra che può coltivare senza dover ricorrere a braccianti salariati. Con questa seconda mossa i bolscevichi realizzano in punto fondamentale del programma dei social-rivoluzionari (esprimibile con lo slogan "la terra ai contadini") e con ciò sperano di aver tolto loro il consenso che da molti anni si sono costruiti tra le comunità rurali.
Elezioni e scioglimento dell'Assemblea
Il 25 novembre 1917 nonostante il colpo di Stato rivoluzionario si procede egualmente alle elezioni per l'Assemblea Costituente. Da ciò si vede che i bolscevichi hanno ancora parecchia strada da fare: su 715 seggi ne ottengono 175, i menscevichi e il partito costituzional-democratico escono quasi di scena, mentre i veri trionfatori sono i social-rivoluzionari moderati con 370 seggi, in larga misura ottenuti nelle zone rurali. Il problema sarebbe grave se non fosse per il fatto che i bolscevichi partecipano al gioco della democrazia con le carte truccate. Nel gennaio del 1918, forti del sostegno di reparti dell'esercito a loro fedeli decidono che l'Assemblea Costituente è durata anche troppo e la sciolgono con la forza. Facendo così risolvono un grave problema tattico (ovvero l'essere in minoranza alla Costituente) e seguono le linee strategiche già tracciate da Lenin nelle Tesi d'aprile (che sostiene "niente più democrazia parlamentare"), e così facendo pongono anche le premesse per la costruzione di un regime politico dittatoriale a partito unico.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il momento cruciale per l'ascesa dei bolscevichi nel 1917?
- Come si è svolto il colpo di stato bolscevico?
- Quali furono le prime misure adottate da Lenin dopo il colpo di stato?
- Qual è stato l'esito delle elezioni per l'Assemblea Costituente del novembre 1917?
- Come hanno reagito i bolscevichi all'esito delle elezioni dell'Assemblea Costituente?
Nell'autunno del 1917, i bolscevichi, guidati da Lenin, si resero conto che era giunto il loro momento, con un seguito forte e ben organizzato a Pietrogrado, ma temevano l'esito delle imminenti elezioni dell'Assemblea Costituente.
Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 1917, i soldati filobolscevichi e le Guardie rosse hanno occupato il Palazzo d'Inverno, arrestando i membri del governo e formando un nuovo governo presieduto da Lenin.
Lenin annunciò trattative per una pace senza annessioni e un decreto per confiscare le proprietà terriere, promettendo la redistribuzione della terra ai contadini, un passo fondamentale per guadagnare il loro consenso.
Nonostante il colpo di stato, i bolscevichi ottennero solo 175 seggi su 715, mentre i social-rivoluzionari moderati trionfarono con 370 seggi, evidenziando la loro debolezza nel contesto democratico.
Nel gennaio 1918, i bolscevichi, sostenuti da reparti militari, sciolsero l'Assemblea Costituente con la forza, risolvendo il problema della loro minoranza e avviando la costruzione di un regime politico a partito unico.