Concetti Chiave
- Le politiche della Destra storica danneggiarono gravemente l'industria del Mezzogiorno, aggravando la sua già precaria situazione economica.
- I contadini meridionali, delusi dalle promesse non mantenute di riforma agraria, si sentirono traditi dalla nuova alleanza tra la Destra e i baroni locali.
- La leva obbligatoria imposta dal nuovo Regno d'Italia colpì duramente le famiglie contadine, privandole del contributo lavorativo dei giovani.
- Il brigantaggio emerse come risposta popolare, con bande che adottarono tattiche di guerriglia contro le autorità e i notabili liberali.
- Il governo italiano reagì con una repressione militare intensa, impiegando un gran numero di soldati e utilizzando la propaganda per mostrare i briganti catturati come trofei di guerra.
Impatto delle politiche della Destra storica
Le regioni del Mezzogiorno furono le più danneggiate dalle scelte della Destra storica. La politica di libero scambio e l'abolizione delle tariffe doganali interne fecero crollare la già debole industria del Sud, isolata perchè lontana dalle aree di mercato dell'Europa e carente di vie di comunicazione.
Malcontento e promesse non mantenute
A ciò si aggiunsero altri motivi di malcontento tra la popolazione. Innanzitutto i contadini meridionali avevano appoggiato Garibaldi con la speranza che il nuovo Regno avrebbe distribuito loro le terre, da secoli immobilizzate nelle grandi proprietà del latifondo. La riforma agraria promessa, però, non fu attuata; anzi, la Destra si alleò con i potenti baroni locali che conservarono gli stetti privilegi di cui godevano sotto il regno borbonico. La tassazione piemontese, poi, si rivelò assai più pesante di quella dei Borbone. Infine, fu estesa al Meridione la leva obbligatoria, che imponeva una ferma di 7 anni di servizio militare. Quest'ultima misura colpiva pesantemente le famiglie contadine, costrette a rinunciare per lunghi anni al lavoro dei giovani, che costituiva un fondamentale sostegno dell'economia familiare.
Rivolta e brigantaggio
La risposta a queste misure fu un'estesa rivolta popolare che prese il nome di brigantaggio. Contadini renitenti alla leva, sbandati dal disciolto esercizio borbonico e garibaldino, "nostalgici" del regime borbonico e semplici banditi andarono a costruire un vero e proprio esercito, organizzato in decine di bande. Tali bande, sostenute dai spodestati Borbone e dallo Stato pontificio, che vedeva nel Regno d'Italia una concreta minaccia alla sua esistenza, agivano seguendo la tattica della guerriglia: colpivano i "galantuomini" (i notabili politici liberali più in vista), assaltavano fulminei i municipi, incendiavano gli archivi delle imposte e gli uffici di leva, per poi ritirarsi alla macchia, protetti dalla popolazione. Le zone più colpite dalla rivolta furono quelle dell'Appennino meridionale, dall'Abruzzo alla Basilicata.
Repressione militare e propaganda
La risposta del governo fu la repressione militare. Circa 100000 soldati, quasi la metà di tutto l'esercito piemontese, furono impegnati in quella che può essere considerata la prima guerra del nuovo Regno. Intere province furono poste in stato d'assedio: massacri, fucilazioni e rappresaglie servirono a sconfiggere il brigantaggio, che nel 1865 poteva dirsi stroncato.
Molto spesso il governo italiano, una volta catturati i briganti, venivano fatti mettere in posa con le armi e rappresentati come trofei di guerra per essere fotografati ed essere utilizzati come strumento di propaganda politica.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze delle politiche della Destra storica sul Mezzogiorno?
- Quali promesse non mantenute contribuirono al malcontento tra i contadini meridionali?
- Come rispose il governo italiano al fenomeno del brigantaggio?
Le politiche della Destra storica, in particolare il libero scambio e l'abolizione delle tariffe doganali, danneggiarono gravemente l'industria del Mezzogiorno, già debole e isolata, portando a un crollo economico nella regione.
I contadini meridionali, che avevano sostenuto Garibaldi sperando in una riforma agraria, si trovarono delusi poiché la Destra si alleò con i baroni locali, mantenendo i privilegi del latifondo e imponendo una tassazione più pesante rispetto ai Borbone.
Il governo italiano rispose con una repressione militare massiccia, impiegando circa 100.000 soldati e attuando misure di stato d'assedio, che portarono a massacri e rappresaglie per sconfiggere il brigantaggio, considerato una minaccia al nuovo Regno.