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Concetti Chiave

  • Giovanni Giolitti promuove l'integrazione delle masse nello Stato liberale come risposta alla crisi di fine secolo, puntando su un arbitrato neutrale nelle lotte sociali.
  • Giolitti si oppone all'uso della forza pubblica contro gli scioperanti, contribuendo a un nuovo clima di conflittualità sociale, specialmente al Nord Italia.
  • La neutralità politica di Giolitti porta a un aumento significativo dei conflitti di lavoro, in particolare nelle aree industriali e rurali della Valle Padana.
  • Tra il 1900 e il 1915, i salari industriali e agricoli in Italia crescono rispettivamente del 35% e del 50%, favorendo un incremento dei consumi.
  • Le politiche di Giolitti rafforzano il suo ruolo come leader del movimento liberal-progressista, consentendogli di occupare la carica di presidente del Consiglio per quasi otto anni.

Giolitti e l'integrazione delle masse?

A dare il tono politico al nuovo governo agli inizi del 1900 è stato proprio Giovanni Giolitti: infatti egli è convinto che l'obiettivo da perseguire, per lasciarsi definitivamente alle spalle la crisi di fine secolo sia l'attuazione di un programma volto a realizzare l'integrazione delle masse nella cornice dello Stato liberale. Per ottenere questo scopo ritiene necessario che lo Stato e il governo svolgono un'azione di arbitrato neutrale nelle lotte sociali, senza intervenire in modo brutale, specie nel caso di conflitti di lavoro; anzi ritiene necessario trovare forme di apertura nei confronti dei radicali e persino nei confronti dei socialisti, il cui appoggio potrebbe rafforzare e qualificare politicamente la maggioranza del nuovo governo. E con questo programma infatti che Giolitti si impone come l'uomo politico più autorevole dello schieramento liberal-progressista. Dopo la morte di Zanardelli, avvenuta il 26 dicembre, Giolitti diventa presidente del Consiglio per la carica che nei dieci anni seguenti occupa tre volte per un lasso di tempo complessivo di poco inferiore agli otto anni.

Neutralità e conflitti di lavoro

Già da ministro dell'Interno Giolitti si adopera affinché cessi il sistematico ricorso alla forza pubblica per bloccare o disperdere gli scioperanti, sia negli scioperi agricoli sia in quelle industriali. Con la nuova neutralità della forza politica i conflitti di lavoro aumentano in modo significativo. Le aree calde sono localizzate soprattutto al Nord e in particolare nella Valle Padana, tanto nelle zone rurali quanto nelle aree industriali concentrate tra Torino, Milano e Genova.

Crescita economica e salari

Dopo questa nuova fase di conflittualità sociale in Italia, come peraltro in tutti i paesi avanzati, tanto i salari industriali quanto quelli agricoli aumentano significativamente (i primi tra il 1900 e il 1915 crescono del 35%, i secondi del 50%); si tratta di un risultato economicamente importante poiché dà un notevole stimolo ai consumi, ciò che contribuisce positivamente all'andamento generale dell'economia italiana.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obiettivo principale di Giovanni Giolitti per il nuovo governo agli inizi del 1900?
  2. Giolitti mira all'integrazione delle masse nello Stato liberale, ritenendo fondamentale un'azione di arbitrato neutrale nelle lotte sociali per superare la crisi di fine secolo.

  3. Come si è evoluta la gestione dei conflitti di lavoro durante il governo di Giolitti?
  4. Giolitti ha lavorato per fermare l'uso della forza pubblica contro gli scioperanti, portando a un aumento significativo dei conflitti di lavoro, soprattutto nelle aree del Nord Italia.

  5. Qual è l'impatto della crescita dei salari sulla economia italiana durante il periodo di Giolitti?
  6. L'aumento dei salari, sia industriali che agricoli, ha stimolato i consumi e ha avuto un effetto positivo sull'andamento generale dell'economia italiana, contribuendo a una fase di crescita significativa.

Domande e risposte

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