Concetti Chiave
- Dopo la prima guerra mondiale, l'Europa affronta gravi crisi economiche, politiche e sociali che favoriscono l'emergere di regimi totalitari.
- In Germania, la sconfitta nella guerra e il trattato di pace pesante alimentano il risentimento e l'ascesa di Hitler e del nazismo.
- In Italia, nonostante la vittoria, la situazione sociale è instabile e Mussolini riesce a conquistare il potere in un contesto di disordini e scioperi.
- D'Annunzio occupa Fiume nel 1919, dichiarandola italiana, ma il governo italiano riconosce la città come stato libero nel 1920, portando a conflitti successivi.
- Il biennio rosso del 1919-1920 vede una forte mobilitazione operaia e contadina, con richieste di diritti, che genera paura tra le classi agiate e alimenta le tensioni sociali.
Indice
L'ascesa dei totalitarismi
Dopo la prima guerra mondiale in Europa la situazione era brutta un po’ in tutti i paesi perché c’erano problemi economici politici e sociali e da qui nascono i totalitarismi. In Germania dopo aver perso la guerra e per colpa del trattato di pace che era molto pesante la gente era molto arrabbiata e quindi sale Hitler con il nazismo. In Italia anche se aveva vinto la guerra le cose andavano male lo stesso e c’erano scioperi e problemi e quindi Mussolini riesce a prendere il potere. In Russia dopo la rivoluzione Stalin prende tutto il potere e controlla la popolazione con la repressione. Questi regimi usano la violenza la censura e soprattutto la propaganda che veniva fatta con radio cinema e giornali così la gente ci credeva. In India invece Gandhi usa la non violenza per arrivare all’indipendenza. La Germania poi inizia a espandersi e questo porta alla seconda guerra mondiale che finisce nel 1945 con tantissimi morti deportazioni genocidi e anche la bomba atomica.
Conseguenze della guerra in Italia
In Italia dopo la guerra la situazione è molto grave anche se l’Italia ha vinto perché ci sono stati troppi morti e distruzioni. Molti soldati tornano ma non trovano lavoro perché le fabbriche chiudono soprattutto quelle di armi. Le campagne sono messe male perché erano state lasciate durante la guerra e quindi si produce poco. Tutto questo porta disoccupazione inflazione e i prezzi aumentano e la gente fa fatica a vivere. C’è anche delusione politica perché l’Italia non ottiene tutto quello che voleva con i trattati di pace. Prende il Trentino Alto Adige la Venezia Giulia e l’Istria ma non la Dalmazia e Fiume. La Dalmazia va alla Jugoslavia perché ci vivevano popolazioni slave mentre Fiume anche se era italiana non viene data all’Italia. Questo fa arrabbiare molto gli ex soldati che accusano il governo di essere debole.
L'impresa di Fiume
In questa situazione arriva D’Annunzio che era un poeta famoso e nel 1919 va a Fiume con circa 3000 uomini e la occupa dicendo che deve diventare italiana e crea il governo del Carnaro. Il governo italiano all’inizio fa finta di niente e poi firma il trattato di Rapallo nel 1920 che dice che Fiume diventa uno stato libero. D’Annunzio però non accetta e quindi viene mandato via con l’esercito. Lo stato libero dura poco perché nel 1924 con il trattato di Roma Fiume viene divisa tra Italia e Jugoslavia.
Il biennio rosso e le tensioni sociali
Tra il 1919 e il 1920 la situazione peggiora ancora e c’è il biennio rosso che si ispira alla rivoluzione russa e fa paura ai ricchi e agli industriali. Gli operai fanno scioperi per avere più soldi meno ore di lavoro e più diritti. Gli industriali chiudono le fabbriche con la serrata ma gli operai entrano lo stesso e le occupano e parlano di fare consigli operai come in Russia. Nelle campagne i contadini occupano le terre perché agli ex combattenti erano state promesse terre che non arrivano mai. Alla fine qualcosa si ottiene come le otto ore di lavoro e un po’ di terre però cresce la paura che ci sia una rivoluzione.
Domande da interrogazione
- Quali fattori hanno contribuito all'ascesa dei totalitarismi in Europa dopo la Prima Guerra Mondiale?
- Quali erano le conseguenze della Seconda Guerra Mondiale in Italia?
- Chi era D’Annunzio e quale ruolo ha avuto nell'impresa di Fiume?
- Cosa caratterizzò il biennio rosso in Italia?
- Quali furono le reazioni del governo italiano di fronte all'occupazione di Fiume?
Dopo la Prima Guerra Mondiale, l'Europa affrontava gravi problemi economici, politici e sociali, che hanno favorito l'emergere di regimi totalitari come il nazismo in Germania e il fascismo in Italia, mentre in Russia Stalin consolidava il potere attraverso la repressione.
Nonostante l'Italia avesse vinto la guerra, il paese si trovava in una situazione grave a causa di morti, distruzioni, disoccupazione e inflazione, con una delusione politica per i risultati ottenuti nei trattati di pace.
D’Annunzio, un famoso poeta, occupò Fiume nel 1919 con circa 3000 uomini, proclamando la città come italiana e creando il governo del Carnaro, ma il suo tentativo di annessione non fu riconosciuto dal governo italiano.
Il biennio rosso (1919-1920) fu caratterizzato da scioperi e occupazioni da parte degli operai e dei contadini, ispirati dalla rivoluzione russa, che cercavano migliori condizioni di lavoro e diritti, generando paura tra i ricchi e gli industriali.
Inizialmente, il governo italiano ignorò l'occupazione di Fiume da parte di D’Annunzio, ma successivamente firmò il trattato di Rapallo nel 1920, che dichiarava Fiume uno stato libero, prima di intervenire militarmente per allontanarlo.