Concetti Chiave
- Napoleone creò la propria leggenda attraverso giornali e controllo della stampa, esaltando le sue imprese e mantenendo viva la sua immagine.
- I bollettini della Grande Armata e l'arte contribuirono a idealizzare la sua figura, evidenziando il legame con Carlo Magno e creando un'atmosfera divina attorno a lui.
- La leggenda nera alimentata dagli Inglesi lo descriveva come un tiranno sanguinario, traditore delle idee rivoluzionarie e nemico della libertà.
- Napoleone mirava al potere e alla gloria, utilizzando la religione come strumento per raggiungere i suoi obiettivi, con un forte attaccamento alla famiglia Bonaparte.
- Dotato di eccellenti capacità militari, sapeva prevedere le mosse avversarie e adattare le tattiche in battaglia, seguendo la teoria di attacco di Lazare Carnot.
La leggenda di Napoleone
La figura di Napoleone, già in vita, era avvolta da una leggenda creata e alimentata da lui stesso. Le sue notevoli capacità comunicative, lo spinsero a fondare a Milano due giornali il cui scopo era di sostenere la sua politica e di esaltare le sue imprese: Le courrier de l’armée d’Italie e La France vue de l’armée d’Italie.
Controllo della stampa
Anche successivamente il controllo della stampa costituì una delle sue preoccupazioni principali. Egli era del parere non dovevano scrivere nulla quando egli voleva che tacessero e pubblicare notizie e i relativi commenti solo su sua dettatura, tramite il ministro dell’interno.
Propaganda artistica
Oltre alla stampa esistevano anche i bollettini della Grande Armata le cui copie venivano diffuse in tutta l’Europa: il loro scopo era di tenere viva l’immagine di Napoleone, di condividerne i disagi con il popolo, di riconoscerne il valore. Negli ultimi tempi, egli volle insistere soprattutto sul legame con Carlo Magno. Anche l’arte contribuì a idealizzare la sua forma fisica, dandole l’aspetto classico e circondandola di un’atmosfera divina, come fece il pittore Jacques-Louis David e lo scultore Antonio Canova. Agli stessi scopi propagandistici, risposero anche le opere pubbliche, oltre ad avere fini pratici, come l’arco di trionfo del Carrousel e la colonna della piazza Vendôme a Parigi, il foro Bonaparte a Milano o la strada del Sempione.
La leggenda nera
Tuttavia, a questi aspetti da mito e idealizzanti si oppose la leggenda nera creata dagli Inglesi. Oltre Manica, Napoleone veniva descritto come un tiranno avido di sangue, un nemico della religione e di tutta l’umanità in generale. In tale giudizio negativo confluiva il risentimento dei patrioti, come Ugo Foscolo, che vedevano in lui un traditore delle idee rivoluzionarie e l’aspirazione dei popoli alla libertà e all’indipendenza dai poteri assoluti.
Pregi e obiettivi
Fra i suoi pregi, abbiamo la straordinaria capacità di lavoro e l’estremo realismo nell’esprimere un giudizio sugli uomini suoi fatti. Due erano i suoi obiettivi: nel potere e nella gloria e nella religione, egli vedeva solo un mezzo per raggiungere il suo scopo. Era molto attaccato al valore della famiglia e questa sua eccessiva fedeltà al clan dei Bonaparte fu il motivo della sua caduta.
Amori e caduta
Nonostante il legame affettivo con Joséphine Beauharnais e l’attaccamento, forse soltanto per motivi dinastici, con Maria Luisa d’Austria egli ebbe un’univa vera passione: l’amore per Maria Walewska, l’unica donna amata a farle visita durante l’esilio all’isola d’Elba (ovviamente esclusa la sorella Paolina Bonaparte).
Capacità militari
Dotato di forti capacità militari, era in grado di prevedere le mosse dell’avversario e assumere con prontezza le decisioni necessarie a cui far seguire dei movimenti rapidi. In battaglia, tecnicamente seguiva la teoria di attacco di Lazare Carnot (= formazione in colonne e attacco concentrato in un solo punto dello schieramento nemico) che però era in grado di variare a seconda delle circostanze.
Il mito romantico
Il mito romantico di Napoleone fu coronato dalla pubblicazione del Memoriale di Sant’Elena, pubblicato nel 1822-1823, dettato al segretario. In tale opera, egli si atteggia a difensore della Rivoluzione. In Italia, Napoleone venne esaltato da Alessandro Manzoni che, come altri, lo contrappone alla mediocrità dei governi della Restaurazione.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della stampa nella costruzione della leggenda di Napoleone?
- Come contribuì l'arte alla creazione dell'immagine di Napoleone?
- Quali erano le principali critiche rivolte a Napoleone dalla leggenda nera?
- Quali erano i principali obiettivi di Napoleone e come influenzarono la sua vita personale?
- In che modo il Memoriale di Sant’Elena ha contribuito al mito romantico di Napoleone?
Napoleone fondò due giornali a Milano per sostenere la sua politica e esaltare le sue imprese, dimostrando l'importanza del controllo della stampa nella sua strategia di propaganda.
L'arte, attraverso opere di artisti come Jacques-Louis David e Antonio Canova, idealizzò la figura di Napoleone, conferendole un aspetto classico e divino, contribuendo così alla sua propaganda.
La leggenda nera, alimentata dagli Inglesi, descriveva Napoleone come un tiranno e nemico della religione, riflettendo il risentimento di patrioti come Ugo Foscolo, che lo vedevano come un traditore delle idee rivoluzionarie.
Napoleone mirava al potere e alla gloria, considerando la religione un mezzo per raggiungere i suoi scopi; la sua fedeltà al clan dei Bonaparte e le sue relazioni amorose influenzarono profondamente la sua vita e la sua caduta.
Pubblicato nel 1822-1823, il Memoriale di Sant’Elena ritrae Napoleone come difensore della Rivoluzione, esaltato da autori come Alessandro Manzoni, contrapposto alla mediocrità dei governi della Restaurazione.