Concetti Chiave
- La repressione dei moti del 1820-1821 portò a una nuova ondata di rivoluzioni in Europa, culminando nei moti del 1830-1831 che segnarono la fine dell'età della Restaurazione.
- La Francia, sotto la guida di Carlo X, adottò una politica reazionaria che cercava di ridimensionare le libertà costituzionali e ripristinare l'ordine sociale pre-rivoluzionario.
- Le elezioni del 1827 e del 1830 mostrarono una maggioranza moderata, ma Carlo X ignorò il voto e instaurò una politica repressiva, culminando nella sospensione della costituzione e della libertà di stampa.
- La rivolta popolare del 27 luglio 1830 costrinse Carlo X e il suo governo a fuggire, portando alla dichiarazione della decadenza della dinastia borbonica e all'ascesa di Luigi Filippo d'Orlèans.
- Luigi Filippo d'Orlèans, nuovo re di Francia, si distaccò dal diritto divino, sostenendo il consenso popolare e adottando una nuova Costituzione più liberale e una bandiera tricolore.
La repressione e le nuove rivoluzioni
La repressione dei moti del 1821-1821 fa largo ad una nuova ondata di rivoluzioni. Le aspirazioni libertarie che furono soffocate riesplosero con forza nel decennio successivo. Questi moti rivoluzionari, in alcuni stati europei, determinarono il ripiegamento delle forze dell'ancien regime. Con i moti del 1830-1831 gli storici considerano conclusa l'età della Restaurazione.
La Francia e la politica reazionaria
La Francia fu toccata poco dai moti del 1820-1821 e i tentativi di rivoluzione furono repressi. Un breve periodo di distensione concesso da Luigi XVIII sociale si interrompe dopo l'assassinio del duca di Berry (1820) che da il via ad una politica reazionaria guidata da Villè le, il capo del governo di Luigi XVIII.
Carlo X e le sue politiche
Nel 1824, quando morì Luigi XVIII al trono salì Carlo X, che tentò di ridimensionare le libertà costituzionali ristabilendo l'ordine sociale del periodo pre rivoluzione.
Carlo X espelle molti generali dall'esercito che hanno servito Napoleone, indennizza gli aristocratici ai quali furono confiscati beni durante la rivoluzione e decreta la pena di morte per chiunque abbia compiuto atti sacrileghi contro la religioce cattolica e restituisce alla chiesa il controllo delle scuole e l'educazione.
L'opposizione a Carlo X
In opposizione a Carlo X e alla sua politica si collocano alcuni intellettuali come Guizot, Thiers, e anche uomini d'affari come Laffitte e Perier.
L'opposizione borghese si organizza in molte sette segrete, raccogliendo lo scontento dei funzionari e dei sostenitori di Napoleone epurati dalla restaurata monarchia.
Le elezioni e la rivolta del 1830
Le elezioni del 1827 danno la maggioranza al gruppo dei moderati, ma nonostante ciò Carlo X affida il governo al principe di Polignac (rappresentante della Restaurazione) e per distogliere il popolo dai problemi esistenti inaugura una campagna di conquista in Algeria con la speranza di ottenere il consenso del popolo.
Le elezioni del 1830, anch'esse, danno una maggioranza moderata ma nuovamente Carlo X non tiene conto del voto e cerca di sconfiggere le opposizioni con una politica repressiva. Il 25 luglio proclama 4 ordinanze con le quali la costituzione viene sospesa e viene soppressa la libertà di stampa e allo stesso tempo viene sciolta la Camera e vengono indette nuove elezioni.
La caduta della dinastia borbonica
Il 27 luglio 1830, il popolo parigino insorge, e dopo tre giornate di lotta, Polignac e il Re sono costretti a fuggire.
Il parlamento, quindi, dichiara decaduta la dinastia borbonica e viene proclamato re Luigi Filippo d'Orlèans. Il potere rimane , però, nelle mani di una ristretta elite dentro alla quale esistono evidenti legami di parentela. La monarchi viene conservata anche se il nuovo re non si richiama più diritto divino ma si appella, al contrario, al consenso della nazione. Luigi Filippo adotta il titolo di re dei francesi e alla bandiera bianco-gigliata dei Borbone si sostituisce quella tricolore della rivoluzione del 1789. Viene anche proclamata una nuova Costituzione, più liberale, e si allarga pure la base elettorale.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze della repressione dei moti del 1820-1821?
- Come si sviluppò la politica reazionaria in Francia dopo il 1820?
- Quali misure adottò Carlo X per ristabilire il controllo monarchico?
- Qual è stato l'esito della rivolta del 27 luglio 1830?
La repressione di questi moti portò a una nuova ondata di rivoluzioni nel decennio successivo, segnando la fine dell'età della Restaurazione con i moti del 1830-1831.
Dopo l'assassinio del duca di Berry nel 1820, Luigi XVIII avviò una politica reazionaria sotto la guida di Villèle, che limitò le libertà e ripristinò l'ordine sociale pre-rivoluzionario.
Carlo X espulse generali che avevano servito Napoleone, indennizzò aristocratici e ristabilì il controllo della Chiesa sull'educazione, imponendo anche pene severe per atti contro la religione cattolica.
La rivolta portò alla fuga di Carlo X e del suo governo, con il Parlamento che dichiarò decaduta la dinastia borbonica e proclamò Luigi Filippo d'Orléans come nuovo re, adottando una nuova Costituzione più liberale.