Concetti Chiave
- I grandi magazzini iniziarono a sorgere nel contesto di un boom economico dopo la crisi del 1848, con esempi significativi come Bon Marché e Printemps.
- Strategie di vendita innovative includevano l'uso di facciate in ferro e vetro, vetrine accattivanti e pubblicità su larga scala per attrarre i clienti.
- La produzione in serie e l'offerta di novità costanti erano essenziali per stimolare le vendite e indurre i clienti a fare acquisti impulsivi.
- L'utopia dei grandi magazzini mirava ad attrarre una clientela diversificata, ma le esigenze di gusto e vita delle diverse classi sociali iniziarono a influenzare le offerte.
- I grandi magazzini si specializzarono in base alla clientela, come Bon Marché per il carattere provinciale e Louvre per la moda lussuosa, rispondendo così a un mercato borghese più ampio.
La nascita dei grandi magazzini
Dopo la crisi del 1848, iniziò una fase di ripresa che dal 1850 prese la forma di un vero e proprio boom economico e cominciarono a sorgere i nuovi grandi magazzini: Bon Marché nel 1852, Louvre nel 1854, Printemps nel 1865.
Strategie di vendita innovative
Le regole del grande magazzino erano le stesse elaborate per i magasins de nou.: ridurre il margine di profitto sui singoli articoli per favorire le vendite e quindi un rapido giro delle merci e del capitale. Questo richiedeva una produzione in serie efficace e capace di offrire costanti novità, la donna borghese doveva essere indotta a entrare e a perdersi nella fantasmagoria delle meraviglie esposte, fino a dimenticare i propri principi etici del risparmio e lasciarsi andare agli acquisti, magari con la falsa coscienza di poterci ripensare e restituire il tutto, tecniche utilizzate per raggiungere questo scopo:
• Facciata, per la quale venivano usati nuovi materiali, ferro e vetro;
• Vetrine, inducevano ad entrare nel negozio e quindi venivano esposte le occasioni, le merci a prezzo basso e ribassato con esposizioni di scadenza mensile;
• Pubblicità, veniva fatta utilizzando i mezzi più diversi: dalle vetture per la consegna a domicilio, agli striscioni appesi alle immense facciate per annunciare occasioni particolari. I cataloghi pubblicati dai grandi magazzini avevano di norma uscite stagionali, e con la diminuzione dei costi degli abbonamenti si svilupparono ulteriormente;
• L’iconografia più comunemente seguita nelle immagini di moda all’inizio del secolo prevedeva una figura umana caratterizzata secondo l’ideale di bellezza in voga: la modella era usata per trasmettere i codici di tale bellezza e per mostrare l’abito, lo scopo era quello di dare visibilità al vestito, la cui confezione poteva essere sartoriale oppure casalinga e quindi il disegno doveva essere il più chiaro possibile. Poi venne introdotto anche il realismo idealizzato, che prevedeva di pubblicare tavole in cui la figura era ambientata in un contesto adeguato;
L'utopia dei grandi magazzini
L’utopia dei grandi magazzini era quella di attirare tutto il mondo ad ammirare le merci, le diverse occasioni di vendita, la varietà delle merci, la diversificazione dei prezzi dovevano operare questo miracolo anche se poi le esigenze di gusto e di vita delle diverse componenti della società ebbero il sopravvento e i magazzini cominciarono a selezionare le proprie offerte in ragione di tipi omogenei di clientela [Bon Marchè aveva un carattere provinciale, Louvre specializzato in moda lussuosa]. Accanto a loro, continuavano a prosperare le sartorie di lusso e le maison di moda più esclusive alla nobiltà e all’alta borghesia, in questo modo il commercio di moda era in grado di rispondere alle esigenze dell’intero mercato borghese con una modalità democratica, in cui tutti potevano accedere.
Domande da interrogazione
- Quali furono i primi grandi magazzini e quando furono fondati?
- Quali strategie di vendita adottarono i grandi magazzini per attrarre i clienti?
- Qual era l'utopia dei grandi magazzini?
- Come si posizionarono i grandi magazzini rispetto alle sartorie di lusso e alle maison di moda?
I primi grandi magazzini nacquero dopo la crisi del 1848, con Bon Marché nel 1852, Louvre nel 1854 e Printemps nel 1865.
I grandi magazzini ridussero il margine di profitto per favorire le vendite, utilizzando facciate innovative, vetrine accattivanti, pubblicità variegata e un'iconografia di moda per attrarre le clienti, come descritto nel testo.
L'utopia dei grandi magazzini era quella di attrarre un vasto pubblico per ammirare la varietà delle merci e le occasioni di vendita, cercando di rispondere alle esigenze di gusto della società, anche se alla fine si specializzarono in base a tipi omogenei di clientela.
I grandi magazzini cercarono di democratizzare l'accesso alla moda, mentre le sartorie di lusso e le maison di moda continuarono a servire la nobiltà e l'alta borghesia, mantenendo un mercato diversificato per le diverse esigenze della clientela.