Concetti Chiave
- Luigi XVIII, fratello di Luigi XVI, abbandonò la Francia nel 1791 e si dichiarò pretendente al trono dopo la morte di Luigi XVII.
- Dopo la Restaurazione dei Borboni nel 1814, Luigi XVIII affrontò la necessità di organizzare un regime costituzionale e ristabilire rapporti con le potenze europee.
- Concesse una Carta costituzionale che stabiliva una monarchia meno assoluta, mantenendo tuttavia il potere sovrano come diritto divino.
- In politica estera, riportò la Francia ai confini del 1792 e intervenne contro i liberali spagnoli, appoggiando Ferdinando VII nella sua politica assolutista.
- La sua politica evolse da liberale a reazionaria dopo il 1820, in risposta all'omicidio del duca di Berry e all'influenza degli ultrarealisti.
Luigi XVIII e la rivoluzione
Luigi XVIII era fratello del re Luigi XVI, ghigliottinato durante la Rivoluzione, nel 1793. Nel giugno 1791, egli abbandonò la Francia rivoluzionaria per rifugiarsi all’estero. Dopo la morte in prigione del nipote Luigi XVII, si dichiarò pretendente al trono.
Tentativi di restaurazione
Nel biennio 1799-1800, cercò di indurre Napoleone Bonaparte a favorire la restaurazione del regime borbonico, ma fallito il tentativo, diventò uno dei più tenaci oppositori del regime bonapartista.
Ascesa al trono
Il Convegno di Parigi del 1814 restaurò i Borboni, in applicazione del principio di legittimità, sostenuto da Talleyrand e pertanto Luigi XVIII poté salire al trono di Francia.
Si dovette occupare subito di due problemi:
1) organizzazione del regime costituzionale
2) ristabilire i rapporti con le potenze che avevano sconfitto Napoleone.
Durante il suo regno si dedicò al pesante compito di conciliare l’eredita rivoluzionaria e napoleonica con quella dell’Ancien Régime. Di fatto, difese quest’ultimo senza tuttavia dare seguito alle richieste degli ultra monarchici.
Politica interna e costituzione
In politica interna, egli concesse la Carta costituzionale (= Charte octroyée, un termine che risale all’Ancien Régime) con cui veniva stabilita una monarchia meno assoluta, senza tuttavia giungere ad un governo parlamentare. I termini "octroyer" e "re di Francia" sono importanti in diritto, poiché significano che la sovranità appartiene al re, e non al popolo o alla nazione: è lui che concede la Carta ai francesi e non sono i francesi. che decidono in merito ad una costituzione; a differenza di un re dei francesi che sarebbe re perché i Francesi lo hanno messo sul trono, un re di Francia è sovrano per diritto divino. Nega quindi la teoria rivoluzionaria della sovranità nazionale, anche popolare, come testimonia il suo motto "unione e oblio".
Politica estera e il Cento Giorni
In politica estera, accettò di riportare la Francia ai confini del 1792, grazie soprattutto all’azione diplomatica di Talleyrand, durante il Congresso di Vienna. L’episodio del Cento Giorni lo costrinse a fuggire dalla capitale e a rifugiarsi a Gand, ma dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, riprese il governo.
Politica liberale e reazionaria
Nel primo periodo, fino al1820, egli seguì una politica sostanzialmente liberale, aiutato dai due ministri Richelieu e Decaze, opponendosi in ciò agli ultrarealisti e alla politica seguita dal fratello, il Conte d’Artois. Dopo il 1820, Luigi XVIII seguì, invece, una politica più reazionaria, come conseguenza dell’uccisione del duca di Berry, suo nipote, che pertanto lo riavvicinò agli ultrarealisti. Un segno di questa svolta è dato dall’atteggiamento tenuto dalla Francia nel Congresso di Verona nel 1822 con l’intervento a cui fu spinto dagli ultra monarchici, contro i liberali spagnoli che si opponevano al governo assolutistico di Ferdinando VII. I liberali negoziarono la loro resa in cambio del giuramento di Ferdinando VII di rispettare il diritto della popolazione spagnola. Tuttavia, il re, forte dell’appoggio francese, abrogò ben presto la Costituzione (Costituzione di Cadice).
Morte e successione
Alla sua morte, avvenuta nel 1824, essendo senza discendenza, a Luigi XVIII successe il fratello, il conte d’Artois, col nome di Carlo X. Il suo corpo è stato inumato nella basilica di Saint-Denis
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo di Luigi XVIII durante la Restaurazione dei Borboni?
- Quali erano i principali problemi che Luigi XVIII dovette affrontare al suo arrivo al trono?
- Come si caratterizzò la politica interna di Luigi XVIII?
- Quale cambiamento avvenne nella politica di Luigi XVIII dopo il 1820?
- Chi succedette a Luigi XVIII e quale fu il destino del suo corpo?
Luigi XVIII salì al trono di Francia nel 1814 grazie al Convegno di Parigi, che restaurò i Borboni in base al principio di legittimità, sostenuto da Talleyrand.
Luigi XVIII si dovette occupare dell'organizzazione del regime costituzionale e del ristabilire i rapporti con le potenze che avevano sconfitto Napoleone.
La politica interna di Luigi XVIII si basò sulla concessione della Carta costituzionale, stabilendo una monarchia meno assoluta, ma mantenendo la sovranità del re, negando la teoria della sovranità nazionale.
Dopo il 1820, Luigi XVIII adottò una politica più reazionaria, avvicinandosi agli ultrarealisti a seguito dell'uccisione del duca di Berry, suo nipote.
Alla morte di Luigi XVIII nel 1824, successe il fratello, il conte d’Artois, che assunse il nome di Carlo X. Il suo corpo fu inumato nella basilica di Saint-Denis.