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Concetti Chiave

  • Nel 1882, l'Italia stipula la triplice alleanza con Austria e Germania per contrastare l'influenza francese, approfondendo le tensioni irredentiste.
  • Il colonialismo italiano si intensifica negli anni '80, con l'acquisto della baia di Assab nel 1882 e l'espansione in Etiopia, ma subisce una battuta d'arresto dopo la sconfitta a Dogali nel 1887.
  • La grande crisi economica del 1873 colpisce l'Italia, aggravata dalla concorrenza del grano americano e dalla mancanza di investimenti produttivi, portando a politiche protezioniste nel 1878.
  • La politica industriale protezionista del 1878 favorisce le grandi industrie, ma provoca un aumento dei prezzi e alimenta agitazioni sociali e malcontento tra la popolazione.
  • Le disparità regionali si accentuano, con il nord avvantaggiato dalla borghesia imprenditoriale, mentre il sud continua a soffrire di una mancanza di sviluppo economico e sociale.

La triplice alleanza e le tensioni irredentiste

Nel 1882, per quanto riguarda la politica estera italiana, viene stipulata la triplice alleanza con Austria e Germania e in opposizione alla Francia.

I motivi per cui l’alleanza viene stipulata sono essenzialmente tre:

1) Perché già nel 1866 l’Italia era alleata della Prussia;

2) La Francia si è schierata a favore del Papa, che invece si dichiara ostile allo Stato Italiano;

3) L’Italia ancora non ha digerito lo smacco francese relativo all’insediamento a Tunisi.

Quest’alleanza con l’Austria, però, esaspera gli irredentisti, che si battono per l’indipendenza del Trentino e del Friuli. E’ in questo periodo infatti che viene assassinato forse il più famoso tra gli irredentisti: Oberdan.

Colonialismo italiano e sconfitta di Dogali

In questo periodo rinasce anche il colonialismo italiano, iniziato in realtà anche per risolvere il problema dell’emigrazione italiana verso paesi più ricchi.

Gli industriali sperano che il colonialismo fornisca una grande ripresa economica, sebbene i problemi siano ancora grandi.

Già nel 1869, la società genovese “Rubattino” aveva preso possesso della baia di Assab, in Eritrea, per farne un deposito di carbone.

Nel 1882 lo stato italiano compra pertanto la baia. Inizia così la penetrazione italiana in Africa, fino a Massaua, per poi giungere in Etiopia, dove governa il Negus Giovanni IV.

L’avanzata in Africa dell’Italia subisce una brusca interruzione in seguito alla sconfitta di DOGALI’ nel 1887, ad opera dell’esercito abissino.

Questa è una ferita grande per il prestigio nazionale.

Ormai è però iniziata anche per l’Italia l’epoca dell’imperialismo, secondo cui la forza e la potenza di uno stato risiedono nell’espansione economica e coloniale.

Sempre nel 1887 muore Depretis, e al suo posto subentra Crispi.

Crisi economica e protezionismo

Nel 1873 avviene la grande crisi, a causa della concorrenza del grano americano, contro cui l’Italia, in cui sono ancora presenti la monocoltura e il latifondo, non può competere.

Il politico ed economista Stefano Jacini compie, insieme alla commissione governativa appositamente istituita in quegli anni, delle inchieste per capire quali siano le cause profonde di questa crisi. La sua diagnosi è che lo stato non fa investimenti abbastanza produttivi.

Nel 1878 il governo attua una politica industriale protezionista. Si impongono cioè dazi doganali sulle merci straniere e si finanziano le industrie con le commesse di stato.

Non essendoci più concorrenza, il prezzo del pane aumenta.

L’economia protezionista avvantaggia sempre di più le grandi industrie, e le rivolte dovute al malcontento non tardano ad arrivare.

Agitazioni sociali e disparità regionali

E’ un periodo questo, infatti, di grandi agitazioni operaie e contadine. A partire dal 1870, infatti, sono andate diffondendosi anche in Italia le teorie anarchiche del russo Bakunin.

Si approfondiscono le questioni sociali e meridionali.

In particolar modo il nord si presenta assai più avvantaggiato del sud a causa della presenza di una borghesia imprenditoriale che al sud invece manca, c’è la pianura padana, e il capitale agricolo è reinvestito nell’industria.

Il decollo industriale in Italia si avrà solo nel 1896, molto tardi rispetto al resto dell’Europa e assai più debole.

Comunque sia, il miglioramento economico porta anche un incremento demografico.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i motivi principali per cui l'Italia stipula la triplice alleanza nel 1882?
  2. L'alleanza viene stipulata per tre motivi: l'alleanza preesistente con la Prussia, il sostegno della Francia al Papa contro lo Stato Italiano e il risentimento italiano per lo smacco subito a Tunisi (testo).

  3. Come influisce la triplice alleanza sulle tensioni irredentiste in Italia?
  4. L'alleanza con l'Austria esaspera gli irredentisti, che lottano per l'indipendenza del Trentino e del Friuli, culminando nell'assassinio di Oberdan, un noto irredentista (testo).

  5. Qual è l'impatto della sconfitta di Dogali sul prestigio nazionale italiano?
  6. La sconfitta di Dogali nel 1887 rappresenta una ferita significativa per il prestigio nazionale italiano, interrompendo bruscamente l'avanzata coloniale in Africa (testo).

  7. Quali misure adotta il governo italiano per affrontare la crisi economica del 1873?
  8. Il governo attua una politica industriale protezionista, imponendo dazi doganali sulle merci straniere e finanziando le industrie con commesse di stato, ma ciò porta a un aumento dei prezzi (testo).

  9. Quali sono le principali disparità regionali in Italia durante questo periodo?
  10. Il nord Italia è avvantaggiato rispetto al sud grazie a una borghesia imprenditoriale e a un capitale agricolo reinvestito nell'industria, mentre il sud soffre di una mancanza di sviluppo economico (testo).

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