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Concetti Chiave

  • Mussolini dichiarò la non belligeranza dell'Italia nel settembre 1939, supportando solo politicamente la Germania nonostante il Patto d'Acciaio.
  • Dopo il trionfo tedesco a Parigi, l'Italia dichiarò guerra a Francia e Inghilterra, ma le successive sconfitte rivelarono le debolezze strutturali dell'esercito italiano.
  • La guerra contro la Grecia, intrapresa da Mussolini, portò a gravi insuccessi militari, evidenziando le carenze dell'esercito italiano, salvato solo dall'intervento tedesco.
  • Le campagne in Libia e in Egitto fallirono a causa delle debolezze italiane, necessitando l'intervento del contingente tedesco guidato da Rommel, che infine fu sconfitto ad El Alamein.
  • La campagna in Russia si concluse con un disastro, con truppe accerchiate a Stalingrado e molti soldati morti o catturati, alimentando l'odio verso Mussolini e il regime fascista.

La non belligeranza italiana

Nel settembre 1939, a seguitò dell’occupazione e della capitolazione della Polonia da parte dei tedeschi, Mussolini dichiarò la cosiddetta non belligeranza: dava cioè solo appoggio politico alla Germania, superando il cosiddetto Patto d’Acciaio (stipulato il 22 Maggio 1939) secondo cui l’Italia avrebbe dovuto subito entrare in guerra a fianco della Germania allorché i tedeschi avessero invaso la Polonia. L’Italia, infatti, non era assolutamente preparata ad affrontare una lunga guerra di logoramento moderna.

Dichiarazione di guerra e disfatte

Tuttavia, allorché i tedeschi riuscirono a trionfare a Parigi, Mussolini decise di dichiarare guerra alla Francia e all'Inghilterra (10 Giugno 1940), forte del successo delle truppe tedesche. Gli Inglesi, però, rifiutarono l’armistizio proposto da Hitler e le speranze di Mussolini andarono in frantumi, consapevole delle strutturali debolezze dell'esercito italiano.

Dopo poco tempo, infatti, le debolezze dell’esercito vennero fuori in modo dirompente: le disfatte italiane iniziarono a moltiplicarsi.

Fallimento in Grecia e Libia

Ignorando le strutturali debolezze economiche del Paese e le debolezze dell’esercito, Mussolini dichiarò guerra alla Grecia (28 Ottobre 1940) nel tentativo di affermare l'autonomia italiana rispetto alla Germania. Tale campagna, tuttavia, non fu in grado di riportare prestigio al regime fascista, evidenziando fortemente le carenze dell’esercito italiano. L’annullamento totale dell’esercito italiano fu impedito solamente grazie all’intervento della Germania che costrinse la Grecia alla capitolazione.

Successivamente i tedeschi accettarono l’esistenza di un governo greco: non c’era più possibilità per l’Italia di dominare la Grecia.

L’esercito italiano cercò di accedere dalla Libia in Egitto per bloccare il canale di Suez e avere così il controllo del Mediterraneo, ma le strutturali debolezze dell'esercito impedirono qualsiasi successo. Per questo motivo alle truppe italiane si aggiunse un contingente tedesco (l’Africa Korps ). A capo del nuovo reggimento vi era il generale Erwin Rommel che riuscì a penetrare dalla Libia in Egitto, conquistando la città di Alessandria. Successivamente, però, con la battaglia di El Alamein, le truppe italo-tedesche furono costrette ad arrendersi.

Disastro in Russia e conseguenze

Mussolini, sollecitato dalle richieste di Hitler dopo il fallimento dell'operazione Barbarossa, decise di impiegare in Russia ben 230.000 uomini. L’operazione si concluse con un totale insuccesso: a Stalingrado le truppe italo-tedesche furono accerchiate e costrette alla resa. Molti soldati morirono per via dei loro scarsi equipaggiamenti inadatti per affrontare il rigido inverno russo: ancora una volta le debolezze dell’esercito italiano impedirono qualsiasi successo. Altri soldati furono catturati dai russi che li costrinsero alle cosiddette marce del Davaj (parola russa che sta per "Avanti"). I soldati prigionieri erano costretti a svolgere tale marce fino all’arrivo nelle varie stazioni ferroviarie, che fungevano da punti di smistamento verso i lager. Il numero di deportati italiani era così alto da spingere il Partito comunista e l’Internazionale ad organizzare una capillare attività di propaganda antihitleriana e antimussoliniana, alimentando quel clima di odio nei confronti di Mussolini e del regime fascista che aleggiava tra i soldati che avevano scoperto – sulla loro stessa pelle- tutta l’inettitudine e inefficienza del regime.

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Domande da interrogazione

  1. Perché Mussolini dichiarò la non belligeranza nel 1939?
  2. Mussolini dichiarò la non belligeranza nel settembre 1939 per appoggiare politicamente la Germania, nonostante il Patto d’Acciaio che prevedeva l'entrata immediata in guerra a fianco dei tedeschi in caso di invasione della Polonia. L'Italia non era preparata per una lunga guerra moderna.

  3. Quali furono le conseguenze della dichiarazione di guerra alla Francia e all'Inghilterra?
  4. Dopo la dichiarazione di guerra del 10 Giugno 1940, Mussolini si rese conto delle debolezze strutturali dell'esercito italiano quando gli inglesi rifiutarono l'armistizio proposto da Hitler, portando a una serie di disfatte italiane.

  5. Come si manifestarono le debolezze dell'esercito italiano durante la campagna in Grecia?
  6. La campagna in Grecia, iniziata il 28 Ottobre 1940, evidenziò le carenze dell'esercito italiano, che non riuscì a riportare prestigio al regime fascista e fu salvato solo dall'intervento tedesco, che portò alla capitolazione greca.

  7. Quali furono le conseguenze dell'operazione in Russia per le truppe italiane?
  8. L'operazione in Russia si concluse con un insuccesso totale, con le truppe italiane accerchiate a Stalingrado e costrette alla resa, portando a un alto numero di deportati e alimentando il malcontento contro Mussolini e il regime fascista tra i soldati.

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