Concetti Chiave
- Le motivazioni del regime fascista per la guerra contro l'Etiopia erano sia economiche, per stimolare l'industria in recessione, sia ideologiche, per vendicare la sconfitta di Adua.
- L'incidente di Ual Ual nel 1934 tra militari italiani ed etiopi fu usato come pretesto per l'invasione, amplificato dalla propaganda fascista.
- L'offensiva italiana iniziò il 3 ottobre 1935, con il comando iniziale affidato al generale De Bono, poi sostituito dal maresciallo Badoglio.
- La guerra fu caratterizzata da metodi brutali, inclusi bombardamenti massicci e uso di gas asfissianti, generando un forte risentimento nazionalista in Italia.
- Il successo italiano in Etiopia portò a un avvicinamento all'alleanza con la Germania di Hitler, culminando nel Patto di acciaio del 1939.
Motivazioni economiche e ideologiche
Le motivazioni che spinsero il regime fascista a dichiarare guerra contro l’impero etiopico erano essenzialmente di tipo economico: infatti, l’industria che attraversava un periodo di recessione aveva bisogno di un nuovo dinamismo con l’incremento di commesse bellico e dell’apertura verso nuovi mercati per le esportazioni. Esistevano, però, anche motivazioni di ordine ideologico: il fascismo aveva una vocazione imperiale innata ed inoltre doveva essere vendicata la sconfitta di Adua del 1896 per dimostrare che esso riusciva laddove la classe liberale aveva fallito. Fu considerato anche il fatto che gli altopiani etiopici, per il loro clima temperato, erano abitabili facilmente dagli Europei; d’altra parte, l’Etiopia era il solo Stato africano rimasto indipendente, confinante con l’Eritrea e la Somalia, già colonie italiane. Infine, un ulteriore elemento da non sottovalutare, è che il regime fascista stava attraversando un momento di estrema difficoltà e per mantenere il consenso popolare, aveva bisogno di distogliere l’attenzione dai fatti interni per creare una diversione esterna, come sempre succede in tempi di crisi.
L'incidente di Ual Ual
Per questi motivi, l’Italia cercò in ogni modo l’occasione dello scontro. La scintilla fu fornita dall’incidente di Ual Ual tra i militari italiani ed etiopi, avvenuto nel 1934, per il possesso della località ricca di pozzi d’acqua. Si trattava di un scontro che avrebbe potuto essere risolto, come sempre, con una trattativa, ma fu invece ingigantito dalla propaganda fascista che, ormai da anni, stava preparando l'invasione dell'Etiopia. Immediatamente, l’Italia mobilitò uomini e mezzi.
L'offensiva italiana e la proclamazione dell'impero
L’offensiva italiana iniziò il 3 ottobre 1935 e il comando dell’esercito fu affidato al generale De Bono, allora ministro delle colonie e alto commissario per l’Africa Orientale. Tuttavia, ben presto, accusato di essere troppo prudente, fu sostituito dal maresciallo Badoglio che dopo tutta una serie di battaglie, si aprì la strada verso Adis Abeba, raggiunta il 5 maggio del 1936. Sul fronte sud-est, operava, invece, il generale Graziani. I due fronti si saldarono il 9 maggio, lo stesso giorno in cui fu proclamato l’impero dell’Africa Orientale italiana, la cui corona fu cinta da Vittorio Emanuele III. La guerra fu condotta con metodi disumani: si ricorse a bombardamenti massicci e all’uso di gas asfissianti sulla popolazione civile. Furono commessi numerosi crimini che però, per lungo tempo, la memoria nazionale ha rimosso. Poiché l’Italia faceva parte della Società delle Nazioni, l’organizzazione protestò fermamente e furono votate delle sanzioni che, però, non ebbero alcun effetto; anzi, esse favorirono, in Italia, un forte risentimento nazionalista che il regime fascista fu molto abile nello sfruttare per ottenere un appoggio popolare. Sul piano internazionale, si parlò di un accordo segreto fra Mussolini, la Francia e l’Inghilterra per la spartizione dell’Etiopia, in base al quale Mussolini, come ricompensa, avrebbe trattenuto i 2/3 del territorio; tuttavia, la relativa fuga di notizie e il forte dissenso da parte dell’opinione pubblica inglese fece decadere la proposta.
Conseguenze internazionali e alleanze
Il successo etiopico contribuì a ravvicinare l’Italia alla Germania di Hitler, ravvicinamento che già si era manifestato qualche anno prima con l’appoggio italiano durante la guerra civile spagnola. In quegli anni, Mussolini parlò di un vago asse “Roma-Berlino” che più tardi si concretizzò in una vera e propria alleanza offensiva e difensiva con il Patto di acciaio del maggio 1939, a cui si aggiunse il patto anti-Comintern fra Germania e Giappone.
Domande da interrogazione
- Quali erano le motivazioni principali del regime fascista per dichiarare guerra all'Etiopia?
- Come si sviluppò l'incidente di Ual Ual e quale ruolo ebbe nella guerra?
- Chi furono i principali comandanti italiani durante l'offensiva in Etiopia?
- Quali furono le reazioni internazionali all'invasione italiana dell'Etiopia?
- In che modo il successo in Etiopia influenzò le relazioni internazionali dell'Italia?
Le motivazioni erano principalmente economiche, legate alla necessità di stimolare l'industria in recessione e di aprire nuovi mercati, ma anche ideologiche, come la vocazione imperiale del fascismo e la vendetta per la sconfitta di Adua del 1896.
L'incidente di Ual Ual, avvenuto nel 1934 tra militari italiani ed etiopi, fu ingigantito dalla propaganda fascista e servì da pretesto per l'invasione dell'Etiopia, portando all'immediata mobilitazione italiana.
L'offensiva iniziò con il generale De Bono, sostituito poi dal maresciallo Badoglio, mentre il generale Graziani operava sul fronte sud-est, fino alla proclamazione dell'impero dell'Africa Orientale italiana il 9 maggio 1936.
La Società delle Nazioni protestò e impose sanzioni, che però non ebbero effetto e alimentarono un risentimento nazionalista in Italia, mentre si vociferava di un accordo segreto tra Mussolini, Francia e Inghilterra per la spartizione dell'Etiopia.
Il successo in Etiopia avvicinò l'Italia alla Germania di Hitler, portando a un'alleanza più stretta, culminata nel Patto di acciaio del maggio 1939 e nel patto anti-Comintern con Germania e Giappone.