Concetti Chiave

  • Nel 1853, la guerra di Crimea ebbe inizio con l'attacco della Russia alla Turchia per il controllo di Costantinopoli e delle vie marittime strategiche.
  • Francia e Inghilterra intervennero a sostegno della Turchia per fermare l'espansionismo russo nel Mar Mediterraneo, richiedendo anche l'aiuto dell'Austria.
  • Il Piemonte, guidato da Vittorio Emanuele II e Cavour, vide l'opportunità di allearsi con Francia e Inghilterra per contrastare l'Austria.
  • Cavour firmò un trattato nel 1855, inviando 150.000 soldati piemontesi in Crimea, il che portò alla caduta di Sebastopoli e alla richiesta di pace da parte della Russia.
  • Il Congresso di Parigi del 1856 riconobbe il Piemonte come potenza vincitrice, dando visibilità alla questione italiana e sostenendo le posizioni di Cavour contro l'Austria.

La guerra di Crimea e la questione italiana

L'inizio della guerra di Crimea

Nel 1853, lo zar di Russia, Nicola I, con lo scopo di impadronirsi di Costantinopoli, del Bosforo e dello stretto dei Dardanelli, attaccò la Turchia per terra e per mare. Tale guerra fu detta di Crimea, perché combattuta quasi esclusivamente in questa regione e nel mar Nero.

L'intervento di Francia e Inghilterra

Volendo impedire alla Russia di avere uno sboccio sul Mar Mediterraneo, la Francia e l’Inghilterra accorsero subito in aiuto alla Turchia.

Nella primavera del 1854, gli eserciti anglo-franco-turchi presero d’assalto la fortezza di Sebastopoli che i Russi seppero difendere in modo accanito; fu per questo motivo che Francia ed Inghilterra decisero di chiedere aiuto all’ Austria. Questa, pur accettando l’invito, non volle però inviare i suoi soldati in Crimea perché temeva che quando l’esercito austriaco si fosse impegnato in Oriente, il Piemonte ne avrebbe approfittato per dichiararle guerra come già era avvenuto nel 1848.

Il ruolo del Piemonte e di Cavour

Dopo la sconfitta dell’esercito piemontese durante la Prima Guerra d’Indipendenza, l’Austria aveva preso a governare l’Italia in modo ancor più tirannico ed ogni tentativo di rivolta veniva stroncato in modo spietato. L’unico stato italiano in cui veniva garantita la libertà era il Regno di Savoia dove regnava Vittorio Emanuele II il quale aveva mantenuto la Costituzione concessa da Carlo Alberto nel 1848. Era chiaro che soltanto il Piemonte avrebbe potuto opporsi in modo significativo all’Austria anche se era necessario procurarsi dei forti alleati per non correre il rischio di una nuova sconfitta. La guerra di Crimea che a prima vista sembrava un avvenimento senza importanza per il Piemonte, in realtà fornì l’occasione per trarre grandi vantaggi per la causa italiana. Infatti, con molta astuzia ed abilità diplomatica, il nuovo presidente del Consiglio, Camillo Benso conte di Cavour, nominato da Vittorio Emanuele II nel 1852 pensò che se il Piemonte fosse intervenuto a fianco della Francia e dell’Inghilterra nella guerra di Crimea, esso si sarebbe procurato l’amicizia di questi due forti stati con cui sarebbe stato possibile anche stringere un’alleanza contro l’Austria.

L'intervento italiano e il congresso di Parigi

Fu così che nel 1855, Cavour firmò un trattato con le due potenze con il quale il Piemonte si impegnava ad inviare un corpo di spedizione in Crimea. A molti Italiani tale decisione apparve una follia, ma il re Vittorio Emanuele II fece di tutto perché si realizzasse in quanto aveva ben capito il piano strategico del suo primo ministro. In Crimea furono così inviati 150.000 soldati, in massima parte bersaglieri, al comando del generale Alfonso Lamarmora

Grazie all’apporto italiano, l’8 settembre 1855, la fortezza di Sebastopoli cadeva e la Russia si vide costretta a chiedere la pace. Nel 1856, le potenze vincitrici tennero a Parigi un congresso per elaborare il trattato di pace. Il Piemonte faceva parte del gruppo delle potenze vincitrici e così Cavour ebbe la soddisfazione di sedersi, alla pari, tra i rappresentanti delle grandi potenze europee. In pieno congresso, egli prese la parola per dimostrare che per colpa del governo tirannico dell’Austria, in Italia poteva scoppiare una guerra che avrebbe avuto conseguenze deleterie anche per il resto dell’Europa. Il Congresso dette pieno appoggio al primo ministro italiano: la questione italiana era stata ormai posta e era stata quindi presa in considerazione dalle maggiori potenze europee.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quale fu l'obiettivo principale dello zar Nicola I all'inizio della guerra di Crimea?
  2. Lo zar Nicola I mirava a impadronirsi di Costantinopoli, del Bosforo e dello stretto dei Dardanelli, attaccando la Turchia nel 1853.

  3. Perché Francia e Inghilterra intervennero nella guerra di Crimea?
  4. Francia e Inghilterra intervennero per impedire alla Russia di ottenere uno sbocco sul Mar Mediterraneo, supportando la Turchia contro l'attacco russo.

  5. Quale strategia adottò Cavour per il Piemonte durante la guerra di Crimea?
  6. Cavour decise di far intervenire il Piemonte a fianco di Francia e Inghilterra per guadagnare la loro amicizia e formare un'alleanza contro l'Austria.

  7. Quale fu l'esito dell'intervento italiano nella guerra di Crimea?
  8. L'intervento italiano contribuì alla caduta della fortezza di Sebastopoli l'8 settembre 1855, costringendo la Russia a chiedere la pace.

  9. Quale importanza ebbe il congresso di Parigi per la questione italiana?
  10. Al congresso di Parigi del 1856, Cavour rappresentò il Piemonte tra le potenze vincitrici, portando l'attenzione sulla questione italiana e ottenendo il supporto delle grandi potenze europee.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community