Concetti Chiave
- Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, l'Europa era ancora influenzata dalla "Bella Epoque", con una diffusa illusione di pace e progresso.
- La situazione politica in Europa era instabile, con tensioni come la corsa agli armamenti e ambizioni imperialiste di diverse potenze.
- L'attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, che portò alla morte dell'arciduca Francesco Ferdinando, fu un evento chiave che scatenò il conflitto.
- L'Austria, dopo l'attentato, emise un ultimatum alla Serbia, che rifiutò, innescando una reazione a catena tra le nazioni europee.
- Il 28 luglio 1914, l'Austria dichiarò guerra alla Serbia, seguito da dichiarazioni di guerra da parte di Germania, Russia, Francia e Gran Bretagna.
L'illusione della pace
Alla vigilia dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, l’Europa viveva ancora nel clima fastoso della “Bella Epoque”. Molti pensavano di essere avviati verso un avvenire di progresso morale e materiale guidati dalla scienza e dalla ragione; molti si illudevano anche che la guerra fosse solo un ricordo del passato, visto che dal 1870 la Francia e la Germania non si combattevano sul suolo europeo.
Tensioni internazionali
Invece, per gli osservatori più attenti della politica internazionale, la situazione politico-militare in Europa non era molto tranquilla, infatti c’erano dei segnali che facevano pensare allo scoppio di una futura guerra civile, in particolare: la corsa agli armamenti dell’Inghilterra e della Germania; la mancanza di potere nei Balcani; la questione delle terre irridenti; le ambizioni imperialiste della Germania, Austria, Italia e Russia; la corsa alle colonie; e il protezionismo economico che ostacolava le esportazioni.
Queste vicende gettarono l’Europa, e gran parte del mondo, in un lungo conflitto. L’epicentro finale della crisi furono i Balcani e in particolare Sarajevo (capitale della Bosnia) che era stata annessa all'Impero asburgico sei anni prima.
L'attentato di Sarajevo
Il 28 giugno 1914, durante una visita a Sarajevo, l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austro – ungarico, e sua moglie furono uccisi in un attentato organizzato dall'organizzazione nazionalista bosniaca. Egli fu ucciso perché sosteneva la necessità di riequilibrare i rapporti politici all'interno dell’impero a danno del popolo ungherese e a favore di quello slavo, e quindi voleva dare più autonomia ai popoli dei Balcani e meno autonomia all'Ungheria; però ciò gli allontanò le simpatie dei nazionalisti più radicali che puntavano a conquistare l’indipendenza totale di uno stato slavo egemonizzato dalla Serbia.
L'ultimatum austriaco
La reazione dell’Austria fu molto dura e il 5 luglio una delegazione austriaca si recò a Berlino per assicurarsi l’ appoggio dell’imperatore tedesco, che glielo concesse.
Il 23 luglio il governo austriaco rivolse un severo ultimatum alla Serbia. Alla quale si chiedeva di condurre un’indagine all'interno del movimento nazionalista e si esigeva che alle indagini sull'attentato partecipassero anche autorità austriache; ma quest’ultimo aspetto violava il rispetto della sovranità nazionale e quindi la Serbia rifiutò; inoltre si lasciavano solo 48 ore per decidere.
L'inizio della guerra mondiale
Il 28 luglio l’Austria dichiarò guerra alla Serbia. Il 1°agosto la Germania dichiarò guerra alla Russia e il 3 agosto alla Francia, il 4 agosto la Gran Bretagna dichiarò guerra alla Germania e all'Austria.
Domande da interrogazione
- Quali erano le illusioni prevalenti in Europa prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale?
- Quali fattori contribuirono all'instabilità politica in Europa prima del conflitto?
- Qual è stato l'evento scatenante che ha portato alla dichiarazione di guerra?
Prima della guerra, molti europei vivevano nell'illusione di un futuro di progresso e pace, credendo che la guerra fosse un ricordo del passato, grazie alla stabilità tra Francia e Germania dal 1870.
L'instabilità era alimentata da una corsa agli armamenti, ambizioni imperialiste, tensioni nei Balcani e protezionismo economico, che insieme creavano un clima di tensione e incertezza.
L'attentato dell'arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo il 28 giugno 1914 ha innescato una serie di eventi, culminando con la dichiarazione di guerra dell'Austria alla Serbia il 28 luglio, seguita dalle dichiarazioni di guerra delle altre potenze europee.