Concetti Chiave
- Il sistema giolittiano inizia a vacillare a causa della crescita del nazionalismo, alimentato dalla guerra in Libia, che mette in discussione la politica moderata di Giolitti.
- Il nazionalismo si consolida come forza politica a Firenze tra il 1910 e il 1912, proponendo un governo più autoritario e contribuendo al declino di Giolitti.
- Il massimalismo, legato al partito socialista, si distacca e sfocia nella nascita del partito comunista italiano nel 1921, creando ulteriori tensioni politiche.
- La riforma del suffragio universale maschile aumenta la partecipazione popolare, limitando l'efficacia del clientelismo giolittiano e favorendo nuove forze politiche.
- Giolitti perde progressivamente il controllo sulla situazione politica, portandolo infine a dimettersi a causa della crescente insoddisfazione verso il suo governo.
Che cos'è la crisi del sistema giolittiano?
Il sistema giolittiano comincia ad entrare in crisi a livello politico. Il nazionalismo cresce e acquista credibilità in seguito ai fatti accaduti con la guerra in Libia, facendo appunto nascere una sorta di impero, dimostrando che con la guerra si possono realizzare cose che con atteggiamenti pacifici sono irraggiungibili. La politica Giolittiana viene vista come una politica che pone dei limiti, fiacca, e molto moderata non ben vista da molti. Il sistema Giolittiano quindi va in crisi politica ed ideologica.
Ascesa del nazionalismo e massimalismo
Il movimento nazionalista diventa a Firenze nel 1910, 1912 un vero e proprio movimento politico. Loro propongono un governo più autoritario all’interno e più duro all’esterno. La corrente massimalista fa parte del partito socialista seguendo come ideologo Marx, che poi si separerà formando il partito comunista italiano nel 1921 dove prende luogo una rivolta per far nascere un paese senza classi e divisioni. Siamo nel 1912-1913 prima del primo conflitto mondiale. In questo periodo il nazionalismo e il massimalismo stanno crescendo, quindi queste parti più irrequieti, meno moderate si stanno sviluppando causando non pochi problemi a Giolitti il quale progressivamente comincia a perderne il controllo.
Riforma del suffragio e declino
Un altro elemento che determinerà difficoltà nel sistema elettorale è rappresentato dalla riforma di Giolitti sull’allargamento del suffragio universale maschile, aumentando la partecipazione delle masse popolari e questo allargamento non consentì più a Giolitti di praticare il clientelismo che nella prima fase di governo gli era riuscito bene perché comunque le masse sono tante, difficili da gestire e quindi il clientelismo non è più efficace. Da questo momento si vedrà la presenta di nuove realtà politiche le quali non riescono più ad essere manovrate da Giolitti come appunto i nazionalisti e i massimalisti. Giolitti non è più in grado quindi di contrastare l’azione meno aperta alle riforme del partito socialista (massimalista) e a destra i nazionalisti perciò Giolitti si dimetterà.
Domande da interrogazione
- Quali sono le cause principali della crisi del sistema giolittiano?
- Come si manifesta l'ascesa del nazionalismo e del massimalismo nel periodo pre-bellico?
- In che modo la riforma del suffragio ha influenzato il potere di Giolitti?
La crisi del sistema giolittiano è causata dalla crescente credibilità del nazionalismo, alimentata dalla guerra in Libia, e dalla percezione che la politica giolittiana fosse moderata e limitante, portando a un declino politico e ideologico.
L'ascesa del nazionalismo si concretizza a Firenze tra il 1910 e il 1912, con un movimento politico che richiede un governo più autoritario, mentre il massimalismo, legato al partito socialista, si sviluppa fino a portare alla formazione del partito comunista italiano nel 1921, creando tensioni che Giolitti non riesce più a controllare.
La riforma del suffragio universale maschile ha aumentato la partecipazione delle masse popolari, rendendo difficile per Giolitti praticare il clientelismo e portando all'emergere di nuove realtà politiche, come i nazionalisti e i massimalisti, che non poteva più gestire, contribuendo così alla sua decisione di dimettersi.