Concetti Chiave
- Il fascismo si evolve in un partito-milizia, con le squadre d'azione che diventano istituzioni emblematiche, legate all'esperienza della Grande Guerra.
- Intorno alla morte dei militanti, si sviluppa un culto funebre che crea un forte senso di appartenenza tra i membri delle squadre fasciste.
- Il sangue dei caduti viene sacralizzato attraverso rituali che conferiscono alla violenza un significato politico e spirituale, ispirando i vivi a proseguire la lotta.
- L'appello dei caduti è un rito centrale, dove i nomi dei militanti deceduti vengono invocati, dimostrando che le loro anime vivono tra i militanti.
- I rituali fascisti persistono anche dopo la transizione a regime monopartitico, rimanendo patrimonio dei militanti più fedeli e convinti.
Il partito-milizia fascista
Il movimento fascista diventa una sorta di partito-milizia, all'interno del quale le squadre d'azione fasciste non sono certo qualcosa di cui vergognarsi ma qualcosa da esibire con orgoglio, tanto che finiscono per diventare addirittura una delle istituzioni dello Stato fascista. Le squadre sono importanti perché ricollegano direttamente il movimento all'esperienza della Grande Guerra. Nella mitografia fascista il nesso con la guerra è importantissimo perché è la guerra che ha propiziato la scelta interventista di Mussolini e la sua conseguente fuoriuscita dal Partito socialista. D'altro canto le squadre d'azione con le loro azioni di carattere militare permettono a molti giovani ex combattenti di non allontanarsi bruscamente da un'esperienza dalla quale si sentono segnati e di cui vanno estremamente fieri.
Il culto dei caduti
Infine le squadre d'azione sono importanti anche perché intorno alla morte dei loro militanti, avvenuta negli scontri con gli avversari, si costruisce un elaborato culto funebre che si intreccia intimamente con il culto dei caduti della Grande Guerra. I culto mortuario è essenziale per la definizione dei riti che costruiscono la comunione squadrista cioè il sentirsi parte di uno stesso esclusivo gruppo politico-militare. Questo comune sentire è rinsaldato da un atto liturgico essenziale per il fascismo, cioè il giuramento di appartenenza. La formula ufficiale del giuramento delle squadre fasciste, approvata alla vigilia della marcia su Roma esprime con grande chiarezza la natura mortuario-sacrale del vincolo di appartenenza che unisce i membri delle squadre fasciste.
La sacralizzazione dell'azione politica
Ancora più esplicitamente il sangue dei caduti viene celebrato, in forma lugubre e suggestiva, da un capo fascista che nel luglio del 1921 a Lucca commemora tre commilitoni morti in uno scontro con gli avversari pronunciando queste parole "Sorta dal sangue, o trinità di luce, tu sei: dal tuo, dal nostro sangue. Si vuotino le vene del loro più gagliardo flutto a formare il nuovo fonte battessimale, pieno il calice del dono vermiglio, sia innalzato dai nostri cuori, o fratelli, fino agli altissimi cieli a compiere il riscatto dal passato all'avvenire. Parole e rituali di questo tipo fanno del fascismo un movimento animato da un'intensa sacralizzazione dell'azione politica, anche della più violenta, aggressioni fisiche degli avversari. Peraltro riecheggiata in tutta questa ritualità le vocazione della morte di militanti ha una componente fortemente vitalistica. Le morti commemorate sono considerati degli esempi per i vivi, che ne devono trarre un nuovo impulso a lottare per il successo della causa fascista. Per questo motivo, uno dei momenti emotivamente più forti dei rituali fascisti è l'appello dei caduti: davanti ai gruppi fascisti con i loro che gagliardetti e le loro bandiere uno dei capi grida il nome dei militanti caduti e la folla inginocchiata risponde in coro: presente!. È un modo per dire che chi è morto invano, che la sua anima è ancora tra i vivi, i quali devono saper apprezzare e ricordare l'esempio della situazione e della sua fede nel fascismo.
Quali sono i rituali e le credenze fasciste?
Rituali di questo genere continuano a essere parte dell'esperienza fascista anche dopo la trasformazione del movimento in regime monopartitico. Essi restano soprattutto patrimonio dei veri credenti, cioè dei militanti più determinati e convinti.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo delle squadre d'azione nel movimento fascista?
- Come si sviluppa il culto dei caduti all'interno del fascismo?
- In che modo il fascismo sacralizza l'azione politica?
- Qual è l'importanza dell'appello dei caduti nei rituali fascisti?
- Come persistono i rituali fascisti dopo la trasformazione del movimento in regime?
Le squadre d'azione fasciste sono considerate un simbolo di orgoglio e diventano una delle istituzioni dello Stato fascista, ricollegando il movimento all'esperienza della Grande Guerra e permettendo ai giovani ex combattenti di mantenere un legame con il loro passato (testo).
Il culto dei caduti si costruisce attorno alla morte dei militanti durante gli scontri, intrecciandosi con il culto dei caduti della Grande Guerra e creando un senso di comunione tra i membri delle squadre attraverso rituali e giuramenti di appartenenza (testo).
Il fascismo sacralizza l'azione politica celebrando il sangue dei caduti e utilizzando rituali che trasformano anche le azioni violente in atti di grande significato, con l'intento di ispirare i vivi a continuare la lotta per la causa fascista (testo).
L'appello dei caduti è un momento emotivamente forte in cui i nomi dei militanti deceduti vengono invocati, e la folla risponde "presente!", sottolineando che le loro anime vivono tra i vivi e devono essere un esempio da seguire (testo).
I rituali fascisti continuano a far parte dell'esperienza del regime, rimanendo patrimonio dei militanti più convinti e determinati, anche dopo la transizione a un regime monopartitico (testo).