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Concetti Chiave

  • Giuseppe Mazzini, insoddisfatto della Carboneria, fondò la Giovine Italia per coinvolgere maggiormente la popolazione nel movimento risorgimentale.
  • Il fallimento delle insurrezioni precedenti evidenziò la necessità di chiarezza e organizzazione, contribuendo alla diffusione dell'ideale di nazione italiana.
  • La coscienza nazionale italiana si sviluppò lentamente, sostenuta da miti storici e opere letterarie che promuovevano ideali di indipendenza e libertà.
  • Le crisi economiche tra il 1846 e il 1848 provocarono fame e malcontento, ma anche l'elezione di Papa Pio IX portò speranze di riforme liberali.
  • Il re Carlo Alberto concesse nel 1848 lo Statuto albertino, un documento costituzionale che, seppur arretrato, rappresentava un passo verso le riforme in Italia.

Riflessioni di Giuseppe Mazzini

L’ennesimo fallimento delle rivolte portò alcuni rivoltosi a riflettere su come fosse possibile liberarsi del dominio austriaco. Tra questi vi fu anche Giuseppe Mazzini, che da giovane aveva aderito alla Carboneria, ma che aveva capito che era un metodo che non poteva funzionare perché non riusciva a coinvolgere efficacemente la popolazione. Mazzini fondò quindi l’associazione della Giovine Italia che era pubblica e mirava a coinvolgere più persone possibili. Anche la Giovine Italia fallì, ma portò gli italiani a discutere sul problema nazionale. I fallimenti mazziniani contribuirono a diffondere gli ideali risorgimentali.

Diffusione dell'ideale nazionale

I moti precedenti avevano fallito soprattutto per mancanza di chiarezza e di organizzazione. Solo dalla metà degli anni trenta dell’Ottocento si diffuse l’ideale di nazione italiana. La maggioranza della popolazione italiana era preoccupata dal problema della fame e non era interessata al problema nazionale. Solo alcuni gruppi della società italiana erano veramente attivi nel cercare di risolvere il problema nazionale. Il cammino verso la maturazione di una coscienza nazionale negli italiani fu lento e progressivo. Si diffuse tutta una serie di miti e di episodi storici che servivano ad esaltare la coscienza nazionale italiana, come la disfida di Barletta. Importanti furono anche le opere che vennero scritte in quel tempo come il Nabucco di Verdi e i Promessi sposi di Manzoni perché potevano celare dei messaggi di indipendenza e di libertà.

Crisi economica e speranze liberali

Dal 1846 al 1848 si succedettero due annate di raccolto pessimo. Avvenne così un innalzamento dei prezzi dei beni di prima necessità ed iniziarono a serpeggiare la fame, la miseria e il malcontento. Inoltre nel 1846 divenne Papa Pio IX che era abbastanza giovane e che si diceva simpatizzasse per alcune idee liberali. Appena eletto pontefice, fece un’amnistia per i prigionieri politici e permise l’istituzione di un corpo di polizia composto da volontari, chiamato guardia civica. Permise poi la creazione di consulte locali per l’amministrazione. Questi atti crearono inizialmente un certo clima di entusiasmo e di speranza. Anche alcuni sovrani italiani fecero concessioni sul modello del Papa e vennero addirittura concesse costituzioni. La più importante di queste costituzioni fu lo Statuto albertino che il re sabaudo Carlo Alberto concesse nel marzo 1848 per timore di rivolte. Si trattava, però, di un documento molto arretrato poiché era modellato sulla carta francese del 14 luglio 1789.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il contributo di Giuseppe Mazzini alla causa nazionale italiana?
  2. Giuseppe Mazzini, fondatore della Giovine Italia, cercò di coinvolgere la popolazione nella lotta contro il dominio austriaco, promuovendo un'ideale di nazione italiana, nonostante i fallimenti delle sue iniziative che stimolarono comunque il dibattito sul problema nazionale.

  3. Quali fattori hanno ostacolato i moti risorgimentali precedenti?
  4. I moti risorgimentali fallirono principalmente per mancanza di chiarezza e organizzazione, con la maggior parte della popolazione più preoccupata dalla fame che dal problema nazionale, rendendo difficile la maturazione di una coscienza nazionale.

  5. Come influenzò la crisi economica del 1846-1848 le speranze liberali in Italia?
  6. La crisi economica portò a un aumento della miseria e del malcontento, ma anche a un clima di speranza grazie alle riforme liberali introdotte da Papa Pio IX e da alcuni sovrani italiani, culminando con lo Statuto albertino, che, sebbene arretrato, rappresentò un passo verso le concessioni costituzionali.

Domande e risposte

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