Concetti Chiave

  • Tra il 1848 e il 1849, diversi progetti politici in Italia fallirono, portando a repressioni violente contro i patrioti e migliaia di arresti.
  • La repressione trasformò i sovrani italiani in nemici dell'unità nazionale, tranne i Savoia, che mantennero il potere legislativo e la guerra contro l'Austria.
  • Il Regno di Sardegna si affermò come rifugio per gli esuli politici, garantendo diritti fondamentali e diventando un importante centro culturale.
  • Vittorio Emanuele II e Cavour furono protagonisti del nuovo corso politico, sostenendo un liberalismo moderato per il progresso dello stato.
  • Cavour cercò di escludere le forze estreme, clericali e repubblicani, per stabilire una monarchia costituzionale efficace e dinamica.

Il fallimento dei progetti politici

Tra la primavera del 1848 e l'estate del 1849 erano falliti uno dopo l'altro il disegno neoguelfo, l'iniziativa monarchica dei Savoia, il progetto repubblicano e democratico: una catastrofe politica che in molte città finì del sangue; ovunque la repressione colpì i patrioti con migliaia di arresti e condanne alla prigione o all'esilio. Ma come spesso succede nella storia delle nazioni, le sconfitte, sofferte con eroismo, generano o alimentano mitologie che a loro volta tengono vivi gli ideali per i quali gli eroi sono sacrificati. Successe così anche per il Risorgimento italiano.

La repressione e l'unità nazionale

La repressione dei moti italiani del Quarantotto semplificò il problema dell'Unità nazionale, perchè ormai i sovrani italiani apparivano agli occhi dei patrioti non più come possibili protagonisti, ma come nemici del processo di unità contro cui si doveva combattere. Questo era vero per tutti i sovrani eccetto la monarchia dei Savoia perchè, pur con tante esitazioni, aveva mosso guerra all'Austria, ossia al pilastro portante della Restaurazione in Italia; ma soprattutto perchè nel Regno di Sardegna restò in vigore lo Statuto albertino, ossia la Costituzione concessa nel 1848 dal re Carlo Alberto, e il parlamento bicamerale conservò le sue prerogative, ossia il potere legislativo.

Il Regno di Sardegna come rifugio

Il Regno di Sardegna diveniva così una monarchia costituzionale che garantiva alcuni fondamentali diritti e libertà, prima fra tutte, agli occhi dei patrioti, la libertà di stampa che, sia pur con alcune limitazioni, fu sancita definitivamente da un decreto di Carlo Alberto nel 1848. Il Piemonte divenne, di conseguenza, la meta privilegiata degli esuli che fuggivano per motivi politici dagli altri stati italiani: dai 20000 ai 30000 rifugiati politici, in gran parte intellettuali, non solo trovarono asilo e ospitalità nel Regno di Sardegna ma si integrarono nella sua vita sociale e politica. Torino, in particolare, divenne un prezioso laboratorio culturale nel quale si formò gran parte della classe dirigente del futuro stato albertino.

Il nuovo corso politico

Protagonisti del nuovo corso politico nel Regno di Sardegna furono il re Vittorio Emanuele II e Camillo Benso, conte di Cavour (1810-1861), che fu ministro dell'Agricoltura nel 1850 e divenne primo ministro nel 1852. Cavour, di famiglia aristocratica, ebbe un'educazione europea e sviluppò la convinzione che le libertà economiche e individuali fossero la condizione minima ma necessaria per il progresso materiale e civile di uno stato moderno. Fu quindi il sostenitore di un liberalismo moderato, ma aperto e dinamico. Il suo obiettivo politico dichiarato era quello di governare mettendo "fuori gioco" le ali estreme nemiche della monarchia costituzionale: da un lato i clericali, fedeli al papa e ostili alle libertà individuali, dall'altro i repubblicani, troppo radicali nel pretendere trasformazioni immediate da ottenere con la rivoluzione e con l'appello al popolo.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze del fallimento dei progetti politici tra il 1848 e il 1849?
  2. Il fallimento dei progetti politici portò a una catastrofe, con repressioni violente e migliaia di arresti, ma generò anche mitologie che alimentarono gli ideali del Risorgimento italiano.

  3. Come influenzò la repressione dei moti del 1848 il concetto di unità nazionale?
  4. La repressione semplificò il problema dell'Unità nazionale, facendo apparire i sovrani italiani come nemici del processo unitario, eccetto la monarchia dei Savoia, che si oppose all'Austria e mantenne lo Statuto albertino.

  5. Quale ruolo ebbe il Regno di Sardegna per i rifugiati politici?
  6. Il Regno di Sardegna divenne un rifugio per 20.000-30.000 esuli politici, garantendo diritti e libertà, in particolare la libertà di stampa, e integrando molti intellettuali nella vita sociale e politica.

  7. Chi furono i protagonisti del nuovo corso politico nel Regno di Sardegna?
  8. I protagonisti furono Vittorio Emanuele II e Camillo Benso, conte di Cavour, che promosse un liberalismo moderato e mirava a governare escludendo le forze estreme contrarie alla monarchia costituzionale.

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