Concetti Chiave

  • L'Italia entrò in guerra nel 1915, con i principali fronti collocati nelle zone alpine del Trentino e del Carso.
  • Le battaglie dell'Isonzo, che furono 12 in totale, portarono a conquiste limitate, come Gorizia, senza un significativo avanzamento del fronte.
  • Il fronte del Trentino presentava gravi difficoltà dovute a condizioni climatiche avverse, causando circa 40.000 morti tra i soldati.
  • Il generale Cadorna utilizzava strategie obsolete come l'assalto frontale, creando una situazione di stasi nonostante l'evoluzione delle armi belliche.
  • La guerra evidenziava una realtà paradossale, con soldati di diverse nazionalità che, nonostante il conflitto, condividevano momenti di convivialità durante le tregue.

L'ingresso dell'Italia in guerra

Il ​1915​ fu anche l’anno dell’ingresso in guerra dell’Italia. Per quanto riguarda il fronte italiano, esso era collocato sulle Alpi, le zone di guerra erano due: il ​Trentino​ e il ​Carso​.

Le battaglie dell'Isonzo

Sul ​Carso​ ci furono ​12 battaglie, chiamate battaglie dell’Isonzo​ proprio perché avvennero in prossimità del fiume Isonzo. ​Queste battaglie fecero avanzare di poco il fronte italiano, e quindi l’Italia riuscì a conquistare con questa battaglia Gorizia.

Le difficoltà del fronte trentino

E poi c’era il fronte sul ​Trentino​ che era un fronte abbastanza problematico perché sulle Alpi le ​condizioni climatiche meteorologiche erano terribili​, quindi non c’era soltanto l’incapacità strategica di tutti gli eserciti perché non riuscivano a comprendere di dover cambiare strategia militare, ma a ciò si aggiungevano anche le condizioni meteorologiche che causarono la ​morte dei soldati​ (infatti si conta che circa 40.000 soldati morirono a causa del freddo, delle avverse condizioni climatiche e delle valanghe).

La strategia del generale Cadorna

A capo dell’esercito italiano fu posto il ​generale Cadorna​ che come molti altri generali sui vari fronti, utilizzava ancora tecniche strategiche anacronistiche, la cosiddetta spallata o l’assalto frontale, che consisteva nel mandare i soldati allo sbaraglio senza considerare la presenza di nuove armi che impedivano completamente lo sfondamento del fronte nemico, quindi anche sul fronte italiano ci fu una situazione di stasi.

La Strafexpedition e il tradimento

Questa situazione di stasi venne rotta nel 1916 dalla “​Strafexpedition​”, cioè ​spedizione punitiva che l’esercito austriaco organizzò nei confronti dell’ex alleato, cioè dell’esercito italiano​, perché ricordiamo che comunque gli italiani erano in precedenza gli alleati degli austriaci, quindi il fatto che l’Italia si alleò con la Triplice Intesa fu considerato un tradimento.

Il fronte fu sfondato e gli austriaci penetrarono per diversi chilometri il territorio italiano fino a che l’esercito italiano non riuscì con molta fatica a bloccare l’avanzata austriaca e a riprendere le proprie posizioni.

La paradossale realtà del fronte

La situazione che si creava sul fronte era una situazione paradossale perché i soldati erano lanciati gli uni contro gli altri, ma in realtà questi non provavano nessun odio fra di loro​

(italiani e austriaci, francesi e tedeschi). Talvolta, erano persone che avevano anche vissuto in quelle zone di confine. La situazione era dunque paradossale, tanto che quando venivano dichiarate delle tregue, c’erano dei ​momenti di convivialitá​, perché i soldati dei vari fronti si incontravano e socializzavano tra di loro

(l’evento più noto è un Natale sul fronte occidentale in cui i soldati tedeschi e quelli francesi organizzarono una partita di calcio durante una tregua, subito dopo però, finita la tregua, riprendevano ad ammazzarsi).

Cose di questo tipo avvenivano anche sul fronte italiano, tra l’Italia e l’Austria.

Ciò dimostra proprio ​l’assurdità della guerra​, ​cioè la contrapposizione, ​questo invito di ammazzarsi a vicenda è assolutamente insensato.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali zone di guerra per l'Italia durante la Prima Guerra Mondiale?
  2. Le principali zone di guerra per l'Italia furono il Trentino e il Carso, con il fronte italiano collocato sulle Alpi.

  3. Cosa caratterizzò le battaglie dell'Isonzo?
  4. Le battaglie dell'Isonzo, che furono 12 in totale, portarono a un avanzamento limitato del fronte italiano, culminando nella conquista di Gorizia.

  5. Quali difficoltà affrontò l'esercito italiano sul fronte trentino?
  6. Sul fronte trentino, l'esercito italiano dovette affrontare condizioni climatiche terribili, che causarono la morte di circa 40.000 soldati a causa del freddo e delle valanghe.

  7. Qual è la paradossale realtà che emergeva tra i soldati italiani e austriaci?
  8. Nonostante la guerra, i soldati italiani e austriaci non provavano odio reciproco e, in momenti di tregua, si incontravano e socializzavano, evidenziando l'assurdità della guerra.

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