Concetti Chiave

  • La conferenza di pace di Parigi si apre il 18 gennaio 1919, con la partecipazione delle potenze vincitrici: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Italia.
  • I paesi sconfitti sono esclusi dalla conferenza, ritenuti responsabili dei danni causati dalla guerra, a causa della loro aggressione.
  • I trattati di pace sono imposti ai vinti attraverso accordi separati, con la Germania che firma a Versailles il 28 giugno 1919.
  • La pace è definita un'imposizione dai paesi sconfitti, creando tensioni interne e risentimento, specialmente in Germania.
  • Le potenze vincitrici si concentrano soprattutto sui propri interessi, piuttosto che sulla riconciliazione con i nemici sconfitti.

Che cos'è la conferenza di Parigi?

Si apre a Parigi la conferenza per la pace il 18 gennaio 1919: erano presenti solo le potenze vincitrici e, in particolare, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Italia assumono tutto il potere decisionale (attraverso il Consiglio dei quattro, l’organo più potente e ristretto della conferenza di cui fanno parte rispettivamente:

- per gli USA, il presidente Thomas Woodrow Wilson

- per la Francia, il premier Georges Clemenceau

- per l’Inghilterra, David Lloyd George

- per l’Italia, il presidente del consiglio, Vittorio Emanuele Orlando)

Esclusione dei paesi sconfitti

I paesi vinti e sconfitti erano esclusi, sulla base del principio che “la Germania e i suoi alleati erano responsabili di tutte le perdite e i danni subiti dai governi alleati e associati in conseguenza della guerra, che è stata loro imposta all’aggressione della Germania e dei suoi alleati”.

Trattati di pace separati

Ai vinti, quindi, toccherà solo accettare e ratificare le decisioni prese, firmando trattati di pace separati, precisamente:

- la Germania firmerà il trattato a Versailles (28 giugno 1919)

- l’Austria a Saint-Germain-en-Laye (il 10 settembre 1919)

- la Bulgaria a Neuilly (il 27 novembre 1919)

- l’Ungheria a Trianon (il 4 giugno 1920)

- la Turchia a Sèvres (il 10 agosto 1920)

Una pace imposta

Fu, quindi, per questi paesi una pace imposta e non negoziata, tanto che i tedeschi la definirono un diktat (imposizione). Ciò generò ovviamente numerose tensioni interne ai paesi, anche perché le potenze vincitrici si preoccuparono prevalentemente dei propri interessi e di soddisfare i propri desideri di rivalsa e rivincita nei confronti dei nemici

sconfitti.


Domande da interrogazione

  1. Quali potenze erano presenti alla conferenza di Parigi del 1919?
  2. Alla conferenza di Parigi, aperta il 18 gennaio 1919, erano presenti solo le potenze vincitrici, in particolare Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Italia, che detenevano il potere decisionale attraverso il Consiglio dei quattro.

  3. Qual è stato il principio alla base dell'esclusione dei paesi sconfitti dalla conferenza?
  4. I paesi sconfitti furono esclusi sulla base del principio che erano responsabili di tutte le perdite e i danni subiti dai governi alleati a causa della guerra, considerata un'aggressione da parte della Germania e dei suoi alleati.

  5. Come vennero imposti i trattati di pace ai paesi sconfitti?
  6. I paesi sconfitti dovettero accettare e ratificare le decisioni prese, firmando trattati di pace separati, che furono considerati una pace imposta e non negoziata, generando tensioni interne e risentimenti.

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