Concetti Chiave
- La crisi non è necessariamente negativa; può mettere in discussione modelli esistenti e accelerare la storia, come dimostrato dalla guerra.
- L'Italia ha vissuto una crisi legata alla conferenza di Versailles, dove ha abbandonato i negoziati per la questione di Fiume e ha denunciato una "vittoria mutilata".
- Gabriele D’Annunzio ha occupato Fiume nel 1919, dando vita a un'esperienza politica che ha influenzato il nascente fascismo.
- La crisi economica post-bellica è stata aggravata da un alto numero di vittime, un debito pubblico crescente e l'inflazione causata dalla svalutazione della lira.
- La risposta dello stato alla crisi economica ha comportato l'aumento della moneta in circolazione, con un incremento della domanda che non ha trovato corrispondenza nell'offerta.
Il significato di crisi
L’accezione di crisi non ha per forza un significato negativo; mette fortemente in discussione dei modelli precedentemente utilizzati. La guerra è un momento in cui questa crisi, che era già in atto, accelera la storia. La guerra è come un catalizzatore della storia. Le problematiche in Italia sono: la questione della conferenza di Versailles, quindi della pace. L’Italia avrebbe dovuto ottenere l’Istria e la Dalmazia, lasciando la città di Fiume agli austro-ungarici. La Iugoslavia (nuovo stato) reclama la Dalmazia. Wilson vuole applicare il principio di nazionalità e in Dalmazia gli italiani erano una forte minoranza; sarebbe quindi dovuta spettare agli slavi. C’è uno scontro in cui Wilson fa muro su questa cosa e Sonnino si oppone. L’Italia abbandona per protesta la conferenza. I due politici sono abbastanza abili nel far questo: tornano lamentandosi di una vittoria mutilata, in particolar modo per quanto riguarda la città di Fiume. In realtà l’Italia aveva avuto tanto: eliminato il principale nemico (Austria), ottenuto l’Istria e una parte della Dalmazia.
La questione di Fiume
Ancora una volta si mostra la debolezza della politica: la vittoria mutilata incendia una parte dell’opinione pubblica e Gabriele D’Annunzio decide di organizzare una spedizione, composta in particolar modo da arditi (le forze speciali dell’epoca), per prendere in mano Fiume, senza il permesso dello stato. Il 19 settembre 1919 D’Annunzio occupa Fiume. Qui lo scrittore sperimenta metodi d’approccio che verranno utilizzati dal fascismo, come il grido fascista. L’esperienza fiumana dura poco perché l’esercito italiano decide di porre fine a questa storia. C’è addirittura uno scontro a fuoco. La città di Fiume diventa città libera. Mussolini sfrutta il contesto di critica verso i politici dopo l’esperienza di Fiume.
Crisi economica post-bellica
C’è una crisi economica molto pesante per diversi problemi:
- Problema demografico: 1,2 milioni di vittime su una popolazione di 36 milioni di abitanti.
- Debito pubblico che esplode per le spese belliche; lo stato risponde svalutando la lira: stampando più moneta per poter pagare le spese di guerra. Stampando più moneta, iniettando soldi nelle tasche degli italiani, con la produzione che rimane ferma, la domanda aumenta ma l’offerta no; i prezzi di conseguenza salgono.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato di crisi nel contesto storico descritto?
- Qual è la questione centrale riguardante Fiume e il suo impatto sulla politica italiana?
- Quali sono le cause della crisi economica post-bellica in Italia?
La crisi non ha necessariamente un significato negativo; rappresenta un momento di forte contestazione dei modelli precedenti, accelerando la storia, come evidenziato dalla guerra che funge da catalizzatore (testo).
La questione di Fiume evidenzia la debolezza della politica italiana, con la vittoria mutilata che alimenta il malcontento pubblico e porta Gabriele D’Annunzio a occupare la città, anticipando metodi che saranno utilizzati dal fascismo (testo).
La crisi economica è causata da un alto numero di vittime, un debito pubblico crescente a causa delle spese belliche e la svalutazione della lira, che porta a un aumento dei prezzi a fronte di una produzione stagnante (testo).