Concetti Chiave
- Gabriele D’Annunzio coniò il termine "vittoria mutilata" per descrivere l'insoddisfazione italiana dopo la Prima Guerra Mondiale riguardo ai territori non assegnati all'Italia.
- L'occupazione di Fiume da parte di D’Annunzio avvenne nel 1919, sostenuta da un corpo di soldati italiani, nonostante una debole resistenza jugoslava.
- D’Annunzio istituì un governo provvisorio a Fiume, che però durò poco, terminando nel 1920 a causa della pressione internazionale.
- Le ambizioni di D’Annunzio erano ideologicamente condivisibili, ma contraddicevano i patti firmati dall'Italia con la Società delle Nazioni.
- Il movimento di D’Annunzio evidenziò le tensioni nazionalistiche dell'epoca, riflettendo le complessità territoriali post-belliche in Europa.
Gabriele D'Annunzio e la vittoria mutilata
Gabriele D’Annunzio, grande poeta italiano e colui che per primo identificò la vittoria italiana nella prima guerra mondiale con l'appellativo di " vittoria mutilata " si fece promotore, negli anni del primo dopoguerra, e più precisamente nel 1919 dell’idea che tutti i territori che non erano stati dati all’Italia, ossia l’Istria e la Dalmazia, erano stati ingiustamente sottratti alla giurisdizione italiana. In realtà era stato rispettato alla lettera il principio di nazionalità espresso nei suoi 14 punti da Wilson e di conseguenze un territorio a prevalenza slava come l’Istria non era stato dato ad una nazione straniera.
L'occupazione di Fiume
D’Annunzio però aveva visto come, mentre nel resto dell’Istria la popolazione era a maggioranza slava, nella città di Fiume vi erano soprattutto italiani: dopo aver radunato un manipolo di soldati, a cui lo stesso D’Annunzio aveva dato il nome emblematico di legionari, egli decise con il suo corpo di spedizione composto da soldati delusi dai trattati di pace di occupare militarmente Fiume, incontrando una blanda resistenza da parte dell’esercito jugoslavo, dovuto al fatto che la Jugoslavia si era costituita da poco tempo.
La fine dell'impresa di Fiume
Viene costituito un governo provvisorio retto da D’Annunzio stesso ma l’intera vicenda terminerà appena l’anno successivo quando Giolitti, sotto la pressione delle nazioni straniere e della stessa Società delle Nazioni, decise di liberare la città inviandovi l’esercito. L’idea di D’Annunzio poteva essere facilmente condivisa da un punto di vista ideale, ma non nei fatti perché così l’Italia era contravvenuta ai patti che lei stessa aveva firmato e condiviso con la creazione della società delle Nazioni.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'espressione "vittoria mutilata" utilizzata da D'Annunzio?
- Quali furono le motivazioni che portarono D'Annunzio a occupare Fiume?
- Qual è stata la conclusione dell'impresa di Fiume guidata da D'Annunzio?
L'espressione "vittoria mutilata" si riferisce all'idea di D'Annunzio che l'Italia avesse subito un'ingiustizia con la non assegnazione di territori come l'Istria e la Dalmazia, nonostante il rispetto del principio di nazionalità stabilito nei 14 punti di Wilson.
D'Annunzio decise di occupare Fiume perché, a differenza del resto dell'Istria, la città aveva una popolazione prevalentemente italiana, e voleva rispondere al malcontento dei soldati delusi dai trattati di pace.
L'impresa di Fiume si concluse nel 1920 quando il governo di Giolitti, sotto pressione internazionale, decise di liberare la città inviando l'esercito, contravvenendo così ai patti firmati con la Società delle Nazioni.