Concetti Chiave
- Il rinnovamento del settore tessile e moda nel dopoguerra è stato sostenuto dai finanziamenti e macchinari forniti dagli USA, favorendo un profondo cambiamento culturale.
- La parziale riapertura delle frontiere commerciali americane ha permesso scambi culturali che hanno influenzato il modello di consumismo in Europa, modificando i gusti delle donne.
- Negli anni cinquanta, la moda italiana ha subito l'influenza della sartorialità francese, con un iniziale ricorso a schizzi di disegnatori esterni prima di evolvere verso contratti di esclusiva.
- Vogue USA ha riconosciuto la moda italiana per la sua capacità di produrre abiti sportivi adatti al mercato americano e per l'uso di tessuti pregiati a costi competitivi.
- Nuove imprese sono emerse grazie alla collaborazione tra nobiltà, alta borghesia e artigiani, influenzate dalle difficoltà economiche post-belliche.
Rinnovamento del settore tessile
Nata nel secondo dopoguerra, il processo di rinnovamento che il settore tessile e moda affrontò nel periodo della ricostruzione fu favorito dal rapporto con USA, attraverso un complesso sistema di crediti infatti misero a disposizione finanziamenti e macchinari.
Influenza americana sulla moda
La parziale riapertura delle frontiere commerciali degli USA fornì l’occasione per organizzare una serie di scambi culturali che portarono gli imprenditori europei a visitare le aziende americane. A partire dagli anni quaranta, la società europea cominciò ad adottare il modello di consumismo cancellando definitivamente quella struttura sociale gerarchica che faceva parte della sua storia e adottando i caratteri tipici di una civiltà di massa. La relazione diretta tra produzione e pubblico era assolutamente fondamentale, poiché bisognava guidare le donne verso un altro gusto, diverso da quello elitario e tradizionale dell’haute couture che da secoli dominava l’ambito vestimentario.
Evoluzione della moda italiana
In pochi anni, le sartorie delle grandi città avevano riaperto i battenti in sintonia con lo spirito di rinnovamento e rilancio del paese, in questa prima fase la capacità progettuale era estremamente limitata, tanto da giustificare la ripresa di una pratica di stampo ottocentesco: acquistare schizzi da disegnatori occasionali e professionisti che vendevano il loro lavoro a diversi acquirenti. Nel corso del decennio, il problema venne superato con contratti di esclusiva che legarono i designer a una singola casa di moda, tuttavia per buona parte degli anni cinquanta, l’alta moda italiana fu fortemente ispirata alla cultura sartoriale francese.
Vogue USA e la moda italiana
Vogue USA scriveva che la moda italiana fosse interessante per tre aspetti:
1. La capacità di produrre genere di abiti che si adattano perfettamente all’America e di produrli in maniera che nessun altro paese europeo era in grado di eguagliare [abiti sportivi, da vacanza];
2. I tessuti [principalmente si riferiva alla seta prodotta in Lombardia, ma anche al cotone lana e artificiali in Lombardia, Piemonte e Veneto];
3. Gli abiti da sera, confezionati con “splendide sete a costi relativamente bassi”;
Collaborazione tra nobiltà e artigiani
Nacquero anche nuove imprese che fondarono il loro successo su una singolare collaborazione di antica nobiltà e alta borghesia con artigiani, contadine e vecchie botteghe, l’élite aristocratica si dedicò a questo lavoro essenzialmente per ragioni economiche, la guerra aveva infatti messo in crisi anche le situazione patrimoniali e di privilegi tradizionali.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo degli Stati Uniti nel rinnovamento del settore tessile italiano dopo la Seconda Guerra Mondiale?
- Come ha influenzato la cultura americana il gusto della moda europea negli anni '40?
- Quali sono i tre aspetti per cui Vogue USA ha trovato interessante la moda italiana?
Gli Stati Uniti hanno fornito finanziamenti e macchinari attraverso un complesso sistema di crediti, favorendo il rinnovamento del settore tessile e moda durante il periodo della ricostruzione.
La cultura americana ha portato alla nascita di un modello di consumismo in Europa, spingendo le donne a orientarsi verso gusti più popolari e meno elitari, allontanandosi dall’haute couture tradizionale.
Vogue USA ha evidenziato la capacità dell'Italia di produrre abiti adatti al mercato americano, l'alta qualità dei tessuti, e la realizzazione di abiti da sera con splendide sete a costi relativamente bassi.