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Concetti Chiave

  • Dopo l'armistizio del 1943, l'esercito italiano si trovò in una situazione di caos, con reparti che si scioglievano e altri che resistevano alle truppe tedesche.
  • Le azioni di resistenza furono punite severamente dai tedeschi, con circa 600.000 militari italiani catturati e deportati, e casi di giustizia sommaria come a Cefalonia.
  • La Germania avanzò in Italia, instaurando la Linea Gustav, mentre Mussolini, liberato, annunciò la nascita della Repubblica sociale italiana (Rsi).
  • La Rsi, pur avendo un proprio esercito, era politicamente e militarmente subordinata ai tedeschi, riflettendo una dipendenza critica.
  • Alla fine del 1943, l'Italia si divise in due: il "Regno del Sud" con il governo Badoglio e la Rsi nel Centro-Nord, aggravando la situazione dopo il crollo del fascismo.

Che confusione ci fu dopo l'armistizio?

Dopo la firma dell'armistizio nel 1943, il quale viene comunicato da Badoglio nel corso di una trasmissione radiofonica che lascia l'Italia nel caos, non è chiaro che cosa debba fare l'esercito, se debba arrendersi o combattere a fianco degli anglo-americani. La confusione è resa ancora maggiore dalla decisione presa dal re, da Badoglio e dagli altri membri del governo, i quali abbandonano Roma e fuggono a Brindisi dove intanto sono sbarcate le truppe alleate. Quasi ovunque i reparti dell'esercito si sciolgono. Ve ne sono alcuni però che nonostante il caos generale decidono egualmente di opporre resistenza alle truppe tedesche che si stanno insidiando in tutta Italia centro-settentrionale.

Resistenza e repressione

Gli episodi di resistenza di reparti dell'esercito, testimonianza di coraggio e di rigore sono puniti durissimamente dai tedeschi che li considerano atti di tradimento. I militari italiani catturati e deportati nei campi di concentramento sono 600.000. In qualche caso le misure prese dai tedeschi sono molto più sbrigative: infatti a Cefalonia, un'isola greca occupata dall'esercito italiano sin dal 1941, una divisione italiana di diverse migliaia di uomini, che ha opposto resistenza ai tedeschi viene giustiziato in massa dopo esser stata sconfitta (il 14-22 settembre 1943).

Divisione dell'Italia

Nella penisola i tedeschi avanzano verso sud fino a schierarsi a difesa di un fronte che corre da Gaeta alla foce del Sangro detto (Linea Gustav). Inoltre il 12 settembre del 1943 un commando di paracadutisti tedeschi libera Mussolini dalla prigione di Campo Imperatore, sul Gran Sasso dov'era stato recluso dopo il 25 luglio. Trasportato a nord, il 23 settembre del 1943 Mussolini annuncia la costituzione di un nuovo Stato fascista repubblicano, la Repubblica sociale italiana (Rsi), con capitale a Salò, sul lago di Garda. Il nuovo Stato cerca di recuperare lo spirito del fascismo delle origini, annunciando una politica sociale che dovrebbe condurre alla realizzazione di un piano di socializzazione delle imprese industriali. La Rsi dispone di un suo esercito e di sue forze di polizia ma è politicamente e militarmente del tutto dipendente dalle decisioni che vengono prese dalle autorità militari tedesche, responsabili dell'esercito che sta occupando la parte centro-settentrionale dell'Italia. L'Italia, di conseguenza, alla fine del 1943 è spezzata in due: nella parte meridionale si trova il "Regno del Sud", con il re e con il governo Badoglio, sostenuto dalle forze anglo-americane, nel Centro-Nord c'è la Repubblica sociale italiana di Mussolini sostenuta dalle truppe naziste. Chiunque aveva gioito per il crollo del fascismo, sperando nella fine della guerra capisce ora che le cose sono perfino peggiorate rispetto a prima poiché l'Italia è ormai diventata uno dei principali teatri di guerra.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la reazione dell'esercito italiano dopo l'armistizio del 1943?
  2. Dopo l'armistizio, l'esercito italiano si trovò in una situazione di caos, con incertezze su se arrendersi o combattere a fianco degli anglo-americani. Molti reparti si sciolsero, ma alcuni decisero di opporre resistenza alle truppe tedesche (Confusione dopo l'armistizio).

  3. Quali furono le conseguenze per i militari italiani che opposero resistenza ai tedeschi?
  4. I militari italiani che resistettero furono puniti severamente dai tedeschi, considerati traditori. Circa 600.000 furono catturati e deportati nei campi di concentramento, e in alcuni casi, come a Cefalonia, furono giustiziati in massa (Resistenza e repressione).

  5. Che ruolo ebbe Mussolini dopo la sua liberazione nel 1943?
  6. Dopo la liberazione, Mussolini annunciò la costituzione della Repubblica sociale italiana (Rsi), un nuovo Stato fascista che cercava di recuperare lo spirito del fascismo originale, ma era completamente dipendente dalle autorità militari tedesche (Divisione dell'Italia).

  7. Come si presentava la situazione politica in Italia alla fine del 1943?
  8. Alla fine del 1943, l'Italia era divisa in due: il "Regno del Sud" con il governo Badoglio sostenuto dagli anglo-americani e la Repubblica sociale italiana di Mussolini nel Centro-Nord, sostenuta dalle truppe naziste, rendendo la situazione ancora più complessa e conflittuale (Divisione dell'Italia).

Domande e risposte

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