Concetti Chiave
- Il popolo di Atene non perdonò all'aristocrazia l'intervento degli Spartani contro il tiranno Pisistrato, alimentando conflitti interni fino al 508 a.C.
- Clistene, un aristocratico dissidente, istituì il démos, un'unità politico-amministrativa che favorì il legame tra cittadini e polis, indipendentemente dalla classe sociale.
- Il sistema di Clistene prevedeva la suddivisione dell'Attica in 100 demi, successivamente aumentati a 180, raggruppati in dieci tribù chiamate phylai.
- Ogni tribù era composta da tre sottogruppi, le trittìe, distribuite in diverse zone geografiche, garantendo così una rappresentanza delle varie classi sociali.
- Il sistema delle trittìe e delle tribù permise alle classi più povere di avere maggioranza, segnando l'inizio del cammino verso la democrazia ad Atene.
Il popolo e l'aristocrazia
Il popolo non perdonò all’aristocrazia di aver richiesto l’intervento armato degli Spartani durante la lotta contro il tiranno Pisistrato: i contrasti interni quindi continuarono a tormentare la città liberata dalla tirannide sino a quando, nel 508 a.C., Clistene (un aristocratico dissidente) pose le basi della Costituzione democratica.
Le riforme di Clistene
La prima riforma di Clistene fu l’istituzione di una nuova unità politico- amministrativo, il démos, in cui fu diviso tutto il territorio dell’Attica e a cui si apparteneva per ragioni territoriali, indipendentemente dai privilegi di classe. Tutti gli Ateniesi nel momento della nascita venivano quindi registrati in un demo, al quale facevano poi riferimento per tutte le attività pubbliche: in questo modo fu allentata la dipendenza degli individui dai gruppi famigliari (che erano distribuiti tra demi diversi) e rafforzato il legame tra il singolo cittadino e la polis.
Struttura delle tribù
Il sistema organizzato da Clistene era molto ingegnoso. I demi in cui egli aveva diviso il territorio attico (in origine 100, aumentati in seguito fino a 180) erano raggruppati in dieci tribù (o phylai) e ogni tribù era suddivisa in tre sottogruppi detti “trittie”. Le trittìe che componevano una tribù però non erano geograficamente contigue, ma localizzate in una diversa zona del territorio: ogni tribù, infatti, era formata da una trittìa collocata in pianura, una collocata in montagna e una collocata sulla costa.
Di conseguenza, in ciascuna trittìa prevaleva una diversa classe sociale: nelle trittìe della pianura, predominavano gli aristocratici; in quelle della montagna, i piccoli contadini (le cui terre si trovavano appunto in montagna); in quelle della costa i commercianti, i pescatori e gli artigiani. Questo faceva sì che in ogni tribù le classi più povere (rappresentate da due trittìe su tre) potessero avere la maggioranza. Le tribù, per volere di Clistene, divennero la base per la partecipazione alla vita politica e per la prima volta ad Atene iniziò finalmente il cammino verso la democrazia.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la prima riforma di Clistene e quale impatto ha avuto sulla società ateniese?
- Come era strutturato il sistema delle tribù creato da Clistene?
- Quale significato politico ha avuto la riforma delle tribù per la democrazia ateniese?
La prima riforma di Clistene fu l'istituzione del démos, un'unità politico-amministrativa che ha diviso il territorio dell'Attica, permettendo a tutti gli Ateniesi di essere registrati in un demo alla nascita. Questo ha ridotto la dipendenza dai gruppi familiari e ha rafforzato il legame tra il cittadino e la polis.
Clistene organizzò il territorio attico in dieci tribù, ognuna composta da tre sottogruppi chiamati trittìe, che non erano contigue geograficamente. Ogni tribù includeva una trittìa dalla pianura, una dalla montagna e una dalla costa, permettendo una rappresentanza equilibrata delle diverse classi sociali.
La riforma delle tribù ha permesso alle classi più povere di avere la maggioranza in ogni tribù, rendendo così possibile la partecipazione politica per tutti. Questo ha segnato l'inizio del cammino verso la democrazia ad Atene, secondo il volere di Clistene.