Concetti Chiave
- Il governo monarchico di Roma prevedeva un rex con poteri come il comando dell'esercito, la rappresentanza della città agli dei e la gestione del patrimonio pubblico.
- I re leggendari di Roma, come Romolo e Numa Pompilio, hanno introdotto importanti istituzioni e pratiche che hanno plasmato la società romana e la sua religione.
- La divisione sociale includeva patrizi, plebei, schiavi e liberti, con i patrizi che avevano accesso alle cariche pubbliche e i plebei che erano esclusi dal governo.
- Le famiglie romane erano patriarcali, con il pater familias che deteneva il potere e il diritto di vita e di morte sui membri della famiglia, compresi gli schiavi.
- La religione romana si basava su pratiche di culto piuttosto che su miti, con sacerdoti divisi in varie categorie che svolgevano ruoli chiave nelle cerimonie religiose e politiche.
Struttura del governo monarchico
Roma era organizzata un ìn una città-stato monarchia, anche se il popolo aveva il potere sovrano il rex lo esercitava, lui doveva:
- comandare l’esercito in guerra;
- rappresentare la città davanti agli dei;
- avere diritto di vita e di morte dei cittadini;
- amministrare il patrimonio pubblico;
- emanare ordinanze dette leges regiae.
Re leggendari di Roma
Il periodo monarchico di Roma durò dal 753 al 509 a.C ed infatti non si crede che i re fossero 7 come da tradizione ma di più, in realtà sarebbero dei simboli che richiamano le popolazioni salite al governo:
- Romolo: creazione prime istituzioni militari, politiche e giuridiche. Introdusse i rapporti monogamici.
- Numa Pompilio: estremamente religioso istituì i primi collegi sacerdotali e il calendario (355 giorni 12 mesi). Era coniugato con la ninfa Egeria.
- Tullio Ostilio: re bellicoso ampliò i confini di Roma. A lui è collegato il mito degli Orazi (Roma) e dei Curiazi (Alba Longa): dovevano lottare tra di loro e infine sopravvisse solo un Orazio che uccise la sorella poichè si stava disperando per l’uccisione di suo fratello che era un Curiazio.
- Anco Marzio: era sabino ed era il nipote di Numa Pompilio. Promosse opere pubbliche.
- Tarquinio Prisco: costruisce il circo massimo, tempio di Giove Capitolino e la Cloaca Massima che rese abitabile la zona del Palatino.
Servio Tullio: fu eletto dal senato e non dal popolo, costruì le nuove mura e aumento a 300 il numero di senatori.
Tarquinio il superbo: fu un tiranno
Divisione sociale e politica
Romolo divise i romani in:
- Ramnes: indigeni Latini che vivevano sul Palatino.
- Tities: sabini che abitavano al Quirinale.
- Luceres: di origine etrusca.
Erano divisi in 10 curiae divise a loro volta in 10 gens che condividevano il gentilizio. Le famiglie erano invece gruppi di persone sottomesse a un pater familias. Prima le gentes e le familae avevano potere politico infatti inizialmente i capi della gentes erano nel senato poi lo diventano anche i capi delle familiae. Il senato fu un assemblea ristretta di anziani composta da all’inizio 100 e poi 300 persone. Il rex si consultava con il senato per le leggi e per la politica estera e se non c’era un successore del re il potere veniva esercitato da ogni senatore 5 giorni ciascuno. A fianco al senato c’erano i comizi curiati ovvero l’assemblea della gentes ed avevano una grande funzione militare.
Classi sociali e matrimoni
La società romana era formata da:
- patrizi: membri della gens che potevano accedere alle cariche pubbliche infatti potevano godere dei diritti dei cittadini e potevano prendere parte a i culti cittadini. (gens Iulia)
- plebei: erano liberi ma esclusi dal governo della città, non avevano territori propri e si pensava fossero indigeni
I plebei e i patrizi non potevano sposarsi tra di loro anche se poi con la legge Canuleia fu concesso.
Accanto a i plebei esistevano un'altra categoria di uomini liberi ovvero i clienti che avevano la protezione di un pater familia particolarmente famoso ovvero un patronus e per dimostrargli la sua vicinanza oltre a offrirgli servizio militare e contribuire alla dote della figlia gli davano il buongiorno ogni mattina, il cliente che veniva meno a i suoi doveri veniva condannato a morte.
Poi c’erano:
- Schiavi: non avevano diritti ed erano considerati oggetti proprietà del padrone. Tuttavia se si comportavano bene con il loro padrone diventavano:
- Liberti: potevano coltivare le terre dei patrizi e praticare il commercio e l’artigianato come i plebei.
Nelle famiglie, romane che comprendevano anche gli schiavi, il potere era concentrato nelle mani del pater familias che era l’uomo più anziano. Aveva la patria potestà ovvero il diritto di vita o di morte su i membri della famiglia.
Il rapporto a Roma era monogamico e le cerimonie che lo sancivano potevano essere 3:
- confarreatio: gli sposi dividevano e mangiavano un focaccia di farro simbolo della vita comune che stavano per intraprendere.
- coemptio: atto di compravendita della donna
- usus: senza matrimonio dopo un anno di convivenza si diventava sposati
Frase per sposarsi: ubi gaios ubi gaia
Vestito rosso (flammeur)
Il divorzio era molto veloce anche le donne potevano divorziare ma erano mal viste dalla società. Le donne potevano essere ripudiate per:
- aborto;
- adulterio;
- sottrazione delle chiavi della cantina: non potevano bere.
Religione e pratiche di culto
I romani manifestavano la loro riflessione teologica non con miti ma con pratiche di culto. Le divinità furono prese dai Greci ma ci furono anche le divinità legate all’agricoltura (rito di purificazione dei campi dei sacerdoti arvali) erano venerati i Lari, I penati e Giano il dio delle porte dalla doppia faccia. Ogni famiglia custodiva nell’armadietto delle statue degli dei protettori della loro famiglia. La religione romana era dunque aperta che includeva anche nuove divinità anche se preferivano gli dei della loro stirpe.
Fare il sacerdote era un dovere politico soprattutto quando in origine il re era anche sacerdote. I sacerdoti erano divisi in:
pontefici: erano i più importanti ed erano presieduti da un pontefice massimo che era l’unico a spare le regole su come potevano svolgersi le cerimonie religiose, militari e civili. I processi privati si svolgevano pronunciando delle formule che solo loro sapevano.
Salii: facevano le danze di guerra e interpretavano la volta divina sulle guerre.
Aruspici: di origine etrusca esaminavano le viscere degli animali.
Feziali: dichiaravano guerra o pace.
Vestali: sacerdotesse di vesta entravano sin da piccole e ne uscivano a 40 anni e avevano l'obbligo di mantenere vivo il fuoco di vesta e di fare voto di castità.
Domande da interrogazione
- Quali erano i principali compiti del rex nella monarchia romana?
- Chi erano i re leggendari di Roma e quali contributi hanno dato alla città?
- Come era strutturata la divisione sociale e politica a Roma?
- Quali erano le pratiche matrimoniali e le norme sociali riguardanti i matrimoni a Roma?
- Qual era il ruolo della religione e dei sacerdoti nella società romana?
Il rex esercitava il potere sovrano e aveva il compito di comandare l'esercito, rappresentare la città davanti agli dei, amministrare il patrimonio pubblico e emanare leggi, tra cui le leges regiae.
I re leggendari, come Romolo, Numa Pompilio, e Tarquinio Prisco, hanno contribuito alla creazione di istituzioni militari, politiche e religiose, ampliato i confini e costruito opere pubbliche significative.
Roma era divisa in tre classi principali: patrizi, plebei e clienti, con un senato inizialmente composto da 100 e poi 300 membri, che si consultava con il rex per le leggi e la politica estera.
I matrimoni romani erano monogamici e potevano avvenire tramite tre cerimonie. Tuttavia, i plebei e i patrizi non potevano sposarsi tra di loro fino all'introduzione della legge Canuleia.
La religione romana era caratterizzata da pratiche di culto e non da miti, con sacerdoti divisi in vari gruppi, come i pontefici e le vestali, che svolgevano funzioni politiche e religiose fondamentali per la comunità.