Concetti Chiave
- Giuliano, uomo d’azione e pensiero, abbandonò il cristianesimo per il paganesimo, cercando di far rivivere le antiche virtù civili.
- Affrontò l'impero sasanide, ma fu costretto a ritirarsi da Ctesifonte e morì nella battaglia del 363.
- La crisi dell'impero si intensificò dopo la sconfitta di Valente ad Adrianopoli nel 378, segnata dalla pressione degli Unni e dai conflitti con i Visigoti.
- Teodosio e Graziano dichiararono il cristianesimo come unica religione dell'impero, portando alla persecuzione dei pagani e alla crescente influenza della chiesa.
- La ribellione dei nobili romani contro le leggi di Teodosio culminò nella guerra del 394, che si concluse con la morte di Eugenio sul fiume Frigido.
Indice
Un uomo d'azione e pensiero
Era un provinciale molto istruito in letteratura e filosofia greca e latina, era un uomo d’azione e di pensiero e ammirava Marco Aurelio. Abbandonò la religione cristiana per quella pagana per far rivivere antiche virtù civili e per questo fu definito l’Apostata.
Smantellò la precedente corte e la riempi di suoi uomini colti e fidati in modo graduale escludendo dal potere la vecchia classe dirigente cristiana. Viveva in maniera frugale e aveva una moralità integerrima e si definiva il primo dei magistrati.
Riforme e conflitti militari
Progettò anche di riaffermare il potere di Roma che era ormai perduto e decise quindi di attaccare l’impero sasanide che nessun condottiero era mai riuscito a sconfiggere. A Ctesifonte però fu messo in difficoltà dalla guerriglia dei nemici e fu costretto a ritirarsi. Morì colpito da una freccia nel 363 proprio in quella battaglia.
I suoi successori revocarono le sue leggi per evitare tensioni con i cristiani.
Le truppe nominarono Gioviano come nuovo imperatore che stabilì pace con i Persiani cedendogli alcuni territori.
Alla parte orientale c’era Valente e a occidente suo fratello Valentiniano a cui succedette Graziano.
Gli Unni, una popolazione nomade che stava formando un impero nell’Europa orientale, faceva pressione sui confini orientali. Attorno al 375 i Visigoti chiesero addirittura di essere ammessi nel loro territorio.
Valente decise che i Visigoti potevano stanziarsi nel territorio imperiale per metterli come esercito respingere gli Unni ma non fu così. Quest’ultimi saccheggiarono molte città balcaniche e Valente decise di affrontarli ad Adrianopoli nel 378: l’esercito romano fu totalmente sconfitto e l’imperatore ucciso.
Dopo ciò lo stato che era ormai in piena crisi socio economica non poteva più riuscire a sottomettere i Visigoti.
Crisi e integrazione culturale
Era di origine spagnola e cercò un accordo con i Visigoti poiché molti barbari erano residenti a Roma. I Visigoti accettarono la pace e insediarono le province sul Danubio. Da un lato l’impero con eserciti speciali scongiurava i conflitti ma dall’altro la classe dirigente si consegnava in mano dei soldati stranieri. Questo provvedimento fece immaginare una vera integrazione tra la cultura romana e quella barbara poiché molte coppie erano miste.
Religione e potere politico
Teodosio e Graziano pubblicarono l’editto di Tessalonica che ammetteva il cristianesimo come unica religione dell’impero: da ciò furono aboliti i giochi olimpici poiché erano fatti in onore di Zeus e vennero vietati ogni sacrificio e conquistati i templi. I pagani iniziarono quindi ad essere perseguitati. Il potere era quindi ceduto alla chiesa cristiana e il potere della chiesa era fondamentale per l’imperatore infatti nel 390 i cittadini si ribellarono alle leggi e il vescovo di Milano Ambrogio, che aveva visto l’imperatore massacrare il popolo, lo escluse dai sacramenti e lo obbligò a fare pubblica penitenza umiliandosi così davanti al vescovo.
Anche i nobili romani si ribellarono a queste leggi nel 392 e posero sul trono d’Occidente Eugenio, infatti Graziano era morto nel 383 ma Teodosio che deteneva entrambe le corone, non accettò questa elezione spontanea del popolo e ciò produsse una guerra che si concluse nel 394 sul fiume Frigido con la morte di Eugenio.
Domande da interrogazione
- Chi era l'Apostata e quali erano le sue convinzioni?
- Quali furono le conseguenze delle riforme militari dell'Apostata?
- Come reagirono i successori dell'Apostata alle sue leggi?
- Quale impatto ebbe l'editto di Tessalonica sulla religione e sul potere politico?
- Come si manifestò l'integrazione culturale tra Romani e barbari?
L'Apostata era un uomo d'azione e pensiero, molto istruito in letteratura e filosofia, che abbandonò il cristianesimo per il paganesimo, cercando di far rivivere antiche virtù civili.
Le riforme militari dell'Apostata portarono a un attacco all'impero sasanide, ma la sua campagna si concluse con una ritirata e la sua morte in battaglia nel 363.
I successori dell'Apostata revocarono le sue leggi per evitare tensioni con i cristiani, stabilendo una pace con i Persiani e nominando Gioviano come nuovo imperatore.
L'editto di Tessalonica dichiarò il cristianesimo come unica religione dell'impero, portando alla persecuzione dei pagani e a un significativo trasferimento di potere alla chiesa cristiana.
L'integrazione culturale si manifestò attraverso accordi con i Visigoti, che si insediarono nelle province sul Danubio, e la formazione di coppie miste, evidenziando un processo di fusione tra le due culture.