Concetti Chiave
- Le incursioni straniere e le guerre civili causarono una significativa diminuzione della produzione agricola, aggravando la crisi economica.
- La svalutazione monetaria portò a un vertiginoso aumento dei prezzi, come dimostrato dall'impennata del costo del grano in Egitto tra il I e il III secolo d.C.
- Le monete coniate contenevano sempre meno metallo prezioso, spingendo i possessori di monete antiche a nasconderle per il loro valore superiore.
- Scioperi dei cambiavalute si verificarono in risposta alla differenza di valore tra vecchie e nuove monete, influenzando il mercato monetario.
- Il ritorno al baratto si manifestò in molte regioni dell'Impero, con i contadini che pagavano le tasse in beni agricoli anziché in moneta.
Crisi economica e svalutazione monetaria
Le distruzioni provocate da incursioni straniere, guerre civili, brigantaggio, pirateria e pestilenza, nonché lo spopolamento delle campagne, ebbero come conseguenza una notevole diminuzione della produzione agricola, mentre le necessità militari obbligavano il fisco a essere più oppressivo. Ad aggravare la crisi intervenne una pesante e progressiva svalutazione monetaria che contribuì a determinare un enorme aumento dei prezzi delle derrate alimentari.
Aumento dei prezzi e scioperi
Per dare un’idea di questo vertiginoso calo del potere d’acquisto della moneta, basta pensare al fatto che in Egitto, nel I e nel II secolo d.C., il prezzo di una misura di grano era fisso intorno alle 7-8 dracme, all’inizio del III secolo d.C. era salito a 20 dracme e alla fine del secolo aveva raggiunto addirittura 120.000 dracme.
Venivano ormai coniate solo monete di rame o contenenti una ridottissima quantità di argento; chi possedeva ancora vecchie monete con alte percentuali d’oro o d'argento le teneva nascoste. Vi furono persino scioperi dei cambiavalute, i quali si rifiutavano di cambiare allo stesso prezzo le vecchie e le nuove monete, dato che queste ultime, contenendo una minor quantità di metallo prezioso, di fatto valevano molto meno.
Ritorno al baratto nell'Impero
Per esempio, un papiro egizio del 260 d.C. dà la notizia che i cambiavalute della città di Ossirinco avevano chiuso i battenti e si erano rifiutati di accettare e cambiare la moneta emessa dalla Zecca imperiale. In molte parti dell’Impero si tornò addirittura al baratto, ossia a un’economia premonetaria: persino le tasse venivano pagate dai contadini in prodotti agricoli e in animali.
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause principali della crisi economica nell'Impero?
- Come si manifestò l'aumento dei prezzi durante il III secolo d.C.?
- Quali alternative monetarie emersero a causa della crisi?
La crisi economica fu causata da incursioni straniere, guerre civili, brigantaggio, pestilenza e spopolamento delle campagne, che portarono a una diminuzione della produzione agricola e a un fisco oppressivo, aggravato da una pesante svalutazione monetaria.
L'aumento dei prezzi fu drammatico; ad esempio, il prezzo di una misura di grano in Egitto passò da 7-8 dracme nel I e II secolo d.C. a 120.000 dracme alla fine del III secolo d.C., evidenziando il calo del potere d'acquisto.
A causa della crisi, molte aree dell'Impero tornarono al baratto, con i cambiavalute che rifiutavano di accettare la nuova moneta a causa della sua ridotta quantità di metallo prezioso, e le tasse venivano pagate in prodotti agricoli e animali.