Concetti Chiave
- Amalasunta, figlia di Teodorico, sposò Eutarico, ma dopo la sua morte assunse la reggenza dal 526 al 534 per governare a nome del figlio Atalarico.
- Durante la reggenza, promosse una politica filo romana, sostenendo il Senato e cercando di mantenere la tradizione romana, malgrado la disapprovazione dei Goti.
- Affidò l'educazione del figlio a precettori romani, ma ciò portò a conflitti con i Goti, che lo sottrassero alla sua influenza.
- Intrighi di corte culminarono nel matrimonio con Teodato, che si rivelò un avversario, portando Amalasunta all'esilio e alla morte sull'isola Martana.
- La sua morte scatenò la guerra greco-gotica, fornendo a Giustiniano l'occasione per riconquistare l'Italia dagli Ostrogoti.
Origini e matrimonio di Amalasunta
Amalasunta, era figlia di Teodorico, re degli Ostrogoti. Il padre le fece sposare Eutarico, un goto spagnolo, erede al trono, in base ad un accordo siglato con l’imperatore di Bisanzio. Tuttavia, esso morì prima del suocero e Teodorico trasmise il regno al nipote Atalarico, figlio di Amalasunta.
Reggenza e politica filo romana
Data la minore età del figlio, fu la madre ad assumere la reggenza del regno dal 526 al 534. Profonda conoscitrice della lingua latina e greca, essa adottò una politica filo romana che tendeva a favorire il Senato e la popolazione locale a sfavore dei connazionali ostrogoti. Il padre Teodorico, almeno inizialmente, si era impegnato a presentarsi come continuatore della politica romana, mantenendo un grande rispetto per la grandezza di Roma e del suo Senato. Pur essendo di religione ariana, non aveva esitato ad appoggiarsi a ministri cattolici; è a questa politica del padre che Amalasunta si volle mantenere fedele. È in tale ottica che essa volle affidare l’educazione del figlio a precettori romani, provocando la disapprovazione dei Goti che finirono per sottrarre alla sua influenza il futuro re, che, pertanto, avrebbe dovuto governare secondo le tradizioni degli antenati. La donna non si lasciò intimorire: reagì prima bandendo dal regno i capi cospiratori, poi facendoli uccidere. Successivamente aprì i negoziati con l’imperatore Giustiniano I con l’obiettivo di fuggire a Costantinopoli, dopo esseri impadronita del tesoro ostrogoto che, secondo lo scrittore latino Procopio da Cesarea, corrispondeva ad ungente quantità di monete d’oro. Essa arrivò perfino, nel corso delle sue trattative con Bisanzio, a concedere a Giustiniano la tutela del suo regno.
Conflitti e intrighi di corte
Morto Atalarico nel 534, essa cercò, invano, di salvare la dinastia sposando il cugino Teodato, duca di Tuscia, ed aggregandolo al regno. Essa pensava che Teodato avrebbe potuto costituire un elemento di equilibrio nella politica da lei perseguita, rassicurando gli elementi goti all'interno e garantendo, all'esterno, i buoni rapporti con l'Impero d'Oriente. Tuttavia, esso faceva parte della fazione ostrogota dei nazionalisti più intransigenti e non vedeva l’ora di impadronirsi del regno. Successe così tutta una serie di intrighi fra la corte imperiale e quella ostrogota: infatti se Giustiniano sosteneva le ambizioni di Amalasunta, l’onnipotente sua moglie, l’imperatrice Teodora, la osteggiava, parteggiando, invece per Teodato. Quest’ultimo scoperto ad un tratto il gioco, decise di estromettere Amalasunta dal governo, relegandola in esilio sull’ isola Martana, in mezzo al lago di Bolsena, dove l’anno successivo fu strangolata. La fine di Amalasunta costituì il motivo della guerra tanto attesa da Giustiniano per far scoppiare la guerra greco-gotica e riprendersi la parte dell’Itali fino ad allora in mano agli Ostrogoti.
Domande da interrogazione
- Qual è il legame familiare di Amalasunta con il regno ostrogoto?
- Quale politica adottò Amalasunta durante la sua reggenza?
- Come reagì Amalasunta agli intrighi dei Goti contro di lei?
- Qual è stata la fine di Amalasunta e le sue conseguenze?
Amalasunta era figlia di Teodorico, re degli Ostrogoti, e sposò Eutarico, un goto spagnolo, per garantire un accordo con l'imperatore di Bisanzio. Dopo la morte di Eutarico, il regno passò al nipote Atalarico, figlio di Amalasunta.
Amalasunta, reggente dal 526 al 534, adottò una politica filo romana, favorendo il Senato e la popolazione locale a discapito dei Goti, mantenendo la linea politica del padre Teodorico, che rispettava la grandezza di Roma.
Amalasunta reagì bandendo i capi cospiratori e facendoli uccidere, cercando di mantenere il controllo del regno e avviando negoziati con l'imperatore Giustiniano I per ottenere supporto e fuggire a Costantinopoli.
Amalasunta fu esiliata e strangolata da Teodato, suo cugino e marito, il che portò alla guerra greco-gotica, desiderata da Giustiniano per riconquistare l'Italia dagli Ostrogoti.